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Pagelle/ Udinese-Livorno (5-3): voti e tabellino (Serie A, 36^ giornata)

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LE PAGELLE DEL LIVORNO

ANANIA 7 Che colpa ne ha? Esordisce in Serie A e para un rigore a Di Natale. Due secondi dopo i compagni non difendono più e lui prende il primo di cinque gol. Peccato. 

PICCINI 4,5 Gabriel Silva lo salta quando vuole e come vuole: giornata da incubo. 

CODA 4 La sua partita è tutta descritta nel rigore che concede all'Udinese: non si riprende più e viene travolto. 

EMERSON 4,5 Oggi anche lui, leader della difesa, è colpevole senza se e senza ma della disfatta labronica. 

MESBAH 5,5 Quantomeno ci mette un gol (tardivo), spinge abbastanza ma dietro non ci siamo.

BIAGIANTI 5 Travolto a centrocampo, dovrebbe fare barricate una volta trovato il vantaggio e invece manca colpevolmente.

DUNCAN 4,5 Badu lo umilia: giornata storta per un talento che comunque potrebbe essere pronto per palcoscenici più importanti. (78' CASTELLINI sv)

L. GRECO 5,5 Stecca anche lui questa volta, dovrebbe portare qualità ma non riesce mai a elevarsi sugli avversari. 

(59' MOSQUERA 5 Sempre difficile entrare con la squadra sotto di tre gol, ma lui non fa nulla per farsi notare). 

BENASSI 4 Non pervenuto, mai visto: dov'è finito il dinamico centrocampista che aveva ben impressionato? 

(46' SILIGARDI 6 Molto fumoso, va ammesso. Ma perlomeno è l'unico che prende palla, punta e prova a fare qualcosa che non sia aver paura di prendere il sesto)

PAULINHO 7,5 Ammettiamolo: vale più di questo Livorno. E infatti, se ne andrà comunque. Le due punizioni (una con deviazione) illudono, i compagni rovinano tutto: grande stagione, peccato che il suo sforzo molto probabilmente non servirà.

BELFODIL 4,5 Un'estate fa era l'uomo mercato. Lo volevano tutti, il Parma voleva 20 milioni: passato dall'Inter, a Livorno non si è mai ritrovato. Certo l'ambiente e la lotta per la salvezza non hanno aiutato, ma ci aspettavamo di più. 

All. NICOLA 5 Non che nella sua prima gestione il Livorno fosse in zona Europa League, ma ci chiediamo: che senso aveva cambiare? Una minima scossa con Di Carlo c'è stata, ma la classifica è rimasta quella. Tornato in panchina con una situazione disperata, non si poteva certo pensare che facesse un miracolo. Vero è anche che perdere così non ci sta mai. 

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