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Probabili formazioni/ Spagna Olanda, i protagonisti (Mondiali Brasile 2014, gruppo B)

Le probabili formazioni di Spagna-Olanda, partita valida per la prima giornata del girone B dei mondiali 2014 in Brasile: squadre in campo venerdì 13 giugno alle ore 21 italiane

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Spagna-Olanda è la riedizione della finale che si è giocata in Sudafrica quattro anni fa: vittoria per le Furie Rosse 1-0, ma adesso tante cose sono cambiate e chissà che gli Oranje non si possano vendicare in quello che è stato considerato - giustamente - il gruppo di ferro, comprendendo anche Cile e Australia. Nelle probabili formazioni di questa sera i grandi giocatori abbondano: chi potrebbe essere il vero trascinatore della propria nazionale? Abbiamo scelto un giocatore per parte provando a indovinare un matchwinner o comunque un uomo importante per le sorti della sua nazionale. Attesissimo: per l'esordio dei campioni del mondo in carica abbiamo scelto lui. Rappresenta non soltanto il giocatore che ha scelto di giocare per la Spagna e non per il Brasile, ma anche una svolta nel gioco di Vicente Del Bosque: non più falso nueve e possesso palla con i trequartisti che si inseriscono tagliando nello spazio vuoto in area, ma una presenza di fisico (e che fisico), un numero 9 quasi vecchio stampo. Due dubbi: il modo in cui si adatterà ad un gioco che da almeno un lustro fa a meno del centravanti, e le condizioni fisiche visto che è arrivato in Brasile ancora in fase di recupero dalla lesione al bicipite femorale. Se regge e si integra, può essere l'arma vincente. Al Mondiale in Sudafrica trascinò l'Olanda in finale con cinque gol, compresa la doppietta al Brasile. Arrivava allora da una stagione storica: assoluto protagonista nell'Inter del Triplete, era conteso da tutta Europa. Restò in nerazzurro, si perse tra infortuni e guerre fredde con la società circa la spalmatura dell'ingaggio: oggi è al Galatasaray e qui in Brasile vuole dimostrare a tutti che non è finito e potenzialmente ha ancora tanto da dire. Ne ha le capacità e il talento: deve prendere per mano la sua nazionale anche dal punto di vista del gioco, perchè partirà dalla linea mediana ma dovrà dare una mano all'attacco portandosi sulla trequarti o magari anche in linea con Van Persie e Robben, andando così a creare un vero e proprio tridente. 

Si gioca questa sera a Salvador, Arena Fonte Nova, la prima partita del gruppo B della Coppa del Mondo 2014: Spagna-Olanda è la riedizione della finale dei Mondiali 2010 e soprattutto può essere già tremendamente importante per la qualificazione agli ottavi di finale, perchè questo è il girone di ferro che comprende anche il Cile (e l'Australia) e di conseguenza non ci si può permettere di prendere una partita sotto gamba. Dopo il Brasile dunque ecco all'esordio anche i campioni del mondo in carica; da valutare la loro condizione fisica prima di tutto il resto, perchè più di un giocatore è arrivato in Sudamerica acciaccato e sfinito da una stagione che è stata logorante sotto tutti i punti di vista. Arbitra il nostro Nicola Rizzoli, al quale viene subito affidata la partitissima del primo turno. 

Rispetto a quattro anni fa la Spagna non ha cambiato pelle: naturalmente ha fatto delle aggiunte all'organico ma il gruppo storico è rimasto quello. E attenzione: Vicente Del Bosque nel corso dell'avvicinamento ai Mondiali ha fatto ampiamente capire che questi giocatori potrebbero non avere più la fame di un tempo, perchè quando vinci due Europei e una Coppa del Mondo in cinque anni è dura mantenersi freddi e concentrati sull'obiettivo. E' questo il grande punto interrogativo delle Furie Rosse, unito al fatto che le nazionali in grado di vincere i Mondiali per due edizioni consecutive sono state appena due e l'ultima volta che è successo (al Brasile) era il 1962, cioè 52 anni fa. Lo schema è il solito 4-2-3-1, ma la grande variante è rappresentata dall'attaccante: c'è una punta vera in campo ed è Diego Costa, voluto fortemente dalla federazione (e lui stesso ha scelto la Spagna dopo aver giocato un'amichevole con il Brasile). Da verificare però la condizione, perchè i Colchonero ha saltato le ultime partite della stagione per una lesione al bicipite femorale e nella finale di Champions League è durato meno di 9 minuti. Ce la farà? Intanto dietro di lui agisce la solita batteria di fantasisti che ama il tiki taka e con il pallone ai piedi fa quello che vuole. C'è David Silva che allarga il campo e rientra sul sinistro, c'è Xavi che rispetto a Barcellona gioca più avanzato, c'è Iniesta che tecnicamente può giocare dappertutto. A protezione, la coppia Xabi Alonso-Sergio Busquets: convivenza difficile, Del Bosque ci proverà. In difesa il ballottaggio a destra lo vince Azpilicueta; in mezzo agiscono Piqué e Sergio Ramos, a sinistra Jordi Alba. In porta naturalmente va Iker Casillas.

A leggere la panchina appare subito chiaro perchè la Spagna ha vinto così tanto negli ultimi anni. C'è grande abbondanza: David Villa è il miglior marcatore nella storia delle Furie Rosse, Fernando Torres è l'eroe di Euro 2008. Pedro, Cazorla e Mata sarebbero titolari in tutte le nazionali presenti al Mondiale o quasi, e poi c'è la gioventù di Koke che è il vero volto nuovo della squadra, un classe '92 che viene da una stagione pazzesca con l'Atletico Madrid. E Cesc Fabregas: ieri è diventato ufficiale il suo trasferimento al Chelsea, lui è un altro giocatore che "paga" la grande abbondanza di talento nel suo ruolo. Per la difesa ci sono Raul Albiol e Javi Martinez, che può giocare anche a centrocampo (anzi, come ruolo naturale è un mediano).

Tutti a disposizione di Del Bosque, ma come detto ci sono degli acciaccati; il CT ha tagliato giocatori come Fernando Llorente, Alvaro Negredo e Jesus Navas e questo una volta di più ci fa capire quanto sia profonda la generazione d'oro degli spagnoli. A casa è rimasto anche Thiago Alcantara: lui nei 23 ci sarebbe andato, ma ha dovuto rinunciare a causa di un infortunio. Questo priva Xavi di un cambio naturale.