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LISTA CONVOCATI NAZIONALE / Italia, Castellacci: Balotelli ha un problema agli adduttori, Rossi escluso perché... (aggiornamenti al 3 giugno)

Lista convocati Nazionale news, aggiornamenti al 3 giugno: il professor Enrico Castellacci fa il punto su Balotelli, Sirigu e Barzagli e parla pure dell'esclusione di Giuseppe Rossi

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Ha parlato questa mattina: parole importanti, quelle del responsabile dello staff medico della Nazionale, visto che l'Italia deve fare i conti con diversi problemi fisici a pochi giorni dal via dei Mondiali Brasile 2014. Perso definitivamente Riccardo Montolivo, il c.t. Cesare Prandelli ha escluso dalla lista dei 23 anche Giuseppe Rossi, e Castellacci prova a spiegare così questa scelta molto discussa: “Dal punto di vista medico stava abbastanza bene, dal punto di vista fisico aveva recuperato, e questo nessuno lo aveva mai negato, ma che non fosse nelle condizioni ottimali era chiaro a tutti. Poi sono state prese decisioni non facili di tipo tecnico, fisico e psicologico, ma tutto è stato fatto senza il minimo di superficialità, esaminando tutto nel modo più capillare”. Non sappiamo se questo basterà a spegnere le polemiche, di certo adesso l'attacco si appoggerà ancora di più su Mario Balotelli, che però a dire il vero non sta benissimo a sua volta: “Ha un sovraccarico muscolare agli adduttori, ma si sta allenando. Lo stiamo gestendo nella maniera più serena. Domani è in condizioni di giocare, se poi il c.t. deciderà di non impiegarlo in relazione alla sua tenuta lo vedremo. Non ha problematiche tali che possa non giocare. Parlare di pubalgia mi pare eccessivo, ma è ovvio che tutto si può trasformare”. Ecco poi il bollettino su Salvatore Sirigu: “Ieri sera abbiamo fatto accertamenti, conclusi alle 23.30. Il portiere accusa un trauma contusivo all'emitorace destro provocatogli proprio dall'ultimo tuffo effettuato in allenamento. Siamo andati in ospedale per escludere fratture costali. Dopo ecografie e risonanza magnetica, si è visto fortunatamente che era solo una contusione alla undicesima costola con edema post traumatico. E' un trauma noioso, ma gestibile. Svolgerà differenziati, per qualche giorno eviterà di tuffarsi. Comunque, esclusa una frattura, non c'è bisogno di portare un'altra riserva”. Infine, la salute di Andrea Barzagli: “Ha una infiammazione alle tonsille e sta prendendo antibiotici. Probabile che Prandelli non lo utilizzerà domani contro il Lussemburgo”.

Il trionfo di Zdenek Zeman. Potremmo riassumere così il fatto che Marco Verratti, Ciro Immobile e Lorenzo Insigne siano stati convocati tutti dal c.t. Cesare Prandelli per far parte della Nazionale italiana ai Mondiali Brasile 2014. Un risultato che sembrava impossibile ancora pochi giorni fa, quando il solo Immobile sembrava destinato a far parte dei 23 della lista definitiva dei convocati: poi ecco la crescita di Verratti e infine la sorpresa Insigne, preferito in extremis a Giuseppe Rossi come ultimo attaccante azzurro. I tre giocatori facevano parte dello spettacolare Pescara allenato due anni fa dal tecnico boemo, e Insigne era stato con Zeman già l'anno prima al Foggia. Insomma, per tutti e tre Zeman è stato fondamentale nella loro crescita, e in una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport l'allenatore non nasconde la propria felicità per i ragazzi che cita con i loro nomignoli: “Lò, Marcolino e Ciruzzo a papà… Tutti in Brasile. Che grande soddisfazione. Sono molto felice per i miei ragazzi. Farò il tifo per loro”. Zemanlandia ha colpito ancora, insomma, e tutti e tre hanno sempre detto di dovere molto della loro crescita all'ex allenatore della Roma, il quale ricambia facendo i complimenti non solo ai calciatori, ma anche agli uomini: “Ci tengo a dire una cosa, non sono solo tre bravi a giocare a pallone, sono anche tre bravi ragazzi. Seri, generosi, disponibili. Mi hanno dato tanto e spero di aver dato anch’io loro qualcosa”.

Scendono in campo anche i nonni. La rabbia di Giuseppe Rossi per essere stato escluso dai mondiali in Brasile ha evidentemente contagiato tutta la famiglia. Parlando infatti ai microfoni di Radio2 al programma Un giorno da pecora, Bruno Petrocelli, nonno di Giuseppe Rossi, non si è trattenuto. "Prandelli ha fatto la più grande pagliacciata della sua vita decidendo di non portare Giuseppe ai mondiali", ha detto. "Non è all'altezza di giudicare uno come mio nipote", ha aggiunto. Ha proseguito dicendo che Giuseppe è in ottima forma come dimostrano i certificati medici che ha a sua disposizione. Bruno Petrocelli, che vive negli Stati Uniti, ha poi detto che adesso che suo nipote non sarà più ai Mondiali non tiferà Italia ma il suo paese adottivo, appunto gli Stati Uniti: non può più tifare per chi si è comportato da traditore e ha tradito suo nipote, ha spiegato. Concludendo così: Prandelli dovrebbe ascoltare chi parla di Giuseppe, "così si rende conto della scalogna che ha portato a mio nipote".

Continua a far discutere la scelta di Cesare Prandelli di lasciare Giuseppe Rossi fuori dalla lista dei convocati per il Mondiale brasiliano che prenderà il via tra due settimane. Al posto dell’attaccante della Fiorentina, come ormai ben noto, ci sarà Lorenzo Insigne. “E' normale che quando c'è una scelta definitiva, ci sono sempre pro e contro, scontenti e ma conoscendo Cesare, posso dire che tutto quello che fa è frutto di scelte concrete”, ha detto ai microfoni di TuttoMercatoWeb Giuseppe Galderisi, centravanti della Nazionale ai Mondiali di Messico del 1986. “Per essere giusti bisogna scegliere il bene della squadra – ha aggiunto - Avallo completamente le scelte di Prandelli, faccio l'allenatore e so cosa vuol dire prendere delle decisioni per il bene della squadra. Sapendo che allenatore abbiamo, credo ci sia solo da rispettare le sue decisioni”. Per quanto riguarda Mattia Destro, anche lui escluso dalla lista di coloro che andranno in Brasile, “Insigne è più duttile per un certo modulo – ha spiegato ancora Galderisi - Per l'attacco si è tutelato con Immobile e Balotelli, per poi puntare sull'imprevedibilità degli esterni col napoletano. In questo momento per tutte le Nazionali non c'è da andare ad analizzare il pelo nell'uovo, ma solo da capire che i ct fanno le loro scelte per il meglio".

Ll nome che spicca maggiormente nella lista dei convocati di Prandelli è sicuramente quello di insigne. Sono tante le parole spese a favore della convocazione dell'attaccante del Nsapoli, e non poteva di certo mancare MazzarriSono io che l'ho fatto esordire in serie A", a dire così è il tecnico dell'Inter Mazzarri, parlando della convocazione di Insigne ai mondiali di calcio. "Lo feci esordire a Livorno che aveva ancora 19 anni", ha detto: " è un grande professionista, un ragazzo serio con buone doti che è anche migliorato". Mazzarri si dichiara soddisfatto e fiero di questa convocazione, mentre si dispiace per Maggio, un giocatore a cui, ha detto essere legato sia professionalmente che umanamente. L'allenatore poi ha un paio di parole sulla sua Inter: "Bisognerà verificare cosa succede sul mercato, visto che sarà un inizio di un ciclo. Quello appena finito è stato il termine di un ciclo, dal momento che molti campioni sono andati via e ciò ha comportato alcuni effetti. Quest’estate capiremo solo dopo il mercato dove potremo arrivare".

Dopo la lista ufficiale, ecco la numerazione ufficiale. Cesare Prandelli ha assegnato i numeri di maglia dei 23 giocatori che andranno in Brasile a giocarsi il Mondiale (clicca qui per l'elenco completo dei numeri assegnati); naturalmente non ha un numero Andrea Ranocchia, che è la riserva. Scontato il numero 1 per Buffon, confermate anche molte delle scelte che erano state fatte in sede di Europeo e Confederations Cup; qualcosa avevamo visto anche in occasione dell'amichevole contro l'Irlanda, e infatti la numero 10 la prende Antonio Cassano mentre la 9 va a Mario Balotelli, come logica prevedeva. Ciro Immobile ha preso la 17 che aveva già indossato la scorsa stagione al Genoa, mentre la 18 dello sfortunatissimo Montolivo sarà sulle spalle di Marco Parolo.

A parlare in conferenza stampa a Coverciano è stato oggi Marco Verratti, centrocampista del PSG la cui convocazione era stata chiesta a gran voce dal popolo azzurro; missione compiuta, per così dire, perchè Verratti ai Mondali ci sarà e quindi, dopo che lo scorso anno aveva preso parte all'Europeo Under 21, sarà la prima grande manifestazione internazionale. "Ho dato il massimo per questo obiettivo, sono contento che il mio sogno si realizzi" così il pescarese ha commentato l'ingresso ufficiale nella lista, "alla quale non ho mai pensato: pensavo solo ad allenarmi al massimo per non avere rimpianti. Ma Ibrahimovic mi ha scritto e mi ha detto di stare tranquillo, perchè ci sarei sicuramente stato". I temi toccati dal centrocampista sono stati tanti, tra cui anche quello del ruolo: a suo tempo Cesare Prandelli si era "lamentato" del fatto che Verratti avesse giocato solo davanti alla difesa quando lui lo avrebbe voluto provare come mezzala. "Ha ragione lui, bisogna essere disponibili a giocare in più ruoli. Da questo punto di vista, nel calcio di oggi bisogna essere disponibili a giocare in ogni ruolo. La convivenza con Pirlo? E' possibile, mi troverei bene perchè difficilmente ci si trova male al suo fianco". E ancora, sul fatto che il grande trio del Pescara di Zdenek Zeman, formato anche da Immobile e Insigne, sia compatto al Mondiale: "Sono le belle storie del calcio; abbiamo iniziato dalla Serie B e dopo due anni siamo qui a giocarci un Mondiale. Ciro e Lorenzo sono due grandi amici, speriamo di ripetere quello che abbiamo fatto allora".

Clamorosa rivelazione in arrivo dal Corriere della Sera. Stanno facendo discutere le convocazioni di Cesare Prandelli che dalla lista dei 23 che andranno in Brasile ha escluso Giuseppe Rossi, che su Twitter si è sfogato sostenendo che i valori dei suoi test fisici fosse assolutamente nella norma. Ma a scuotere l'ambiente arriva anche il racconto di Romulo, che si sarebbe autoescluso dalla lista. "Prandelli mi aveva inserito tra i 23" ha raccontato l'italo-brasiliano. "Ma io gli ho risposto che sono al 70% e che non mi sembrava giusto che uno dei miei compagni che stanno bene dovesse rimanere fuori". Una rivelazione incredibile, perchè andare a giocarsi un Mondiale è il sogno di tutti e Romulo era riuscito a coronarlo con una grande stagione con la maglia del Verona. E invece, stando a queste parole, è stato lui stesso a dire di no; magari confidando che arriverà per lui un'altra grande occasione, magari già all'Europeo del 2016.

Ha rifiutato la Nazionale? Il caso scoppia all'indomani della lista ufficiale dei 23 convocati che Cesare Prandelli porterà con sè in Brasile; e rischia di gonfiarsi perchè, come riportato dal Corriere dello Sport, sullo sfondo della vicenda ci sarebbe anche la mancata convocazione di Giuseppe Rossi, che sta facendo tanto discutere. Spieghiamo: secondo la ricostruzione, Prandelli avrebbe chiesto a Mattia Destro la disponibilità ad andare in Brasile come riserva. Ovvero, come possibile sostituto di Rossi qualora Pepito, entro 24 ore dalla prima partita dei Mondiali, avesse dato forfait. Il regolamento lo prevede: il marchigiano però sarebbe poi tornato a casa se l'attaccante della Fiorentina avesse recuperato perfettamente la condizione e, avendo già vissuto una situazione simile all'Europeo e in Confederations Cup (quando infine era andato in Israele con l'Under 21) avrebbe risposto che no, non se la sentiva di essere una riserva. Chiudendo così le porte anche a Rossi, e "costringendo" il Commissario Tecnico a chiamare Ranocchia come ventiquattresimo uomo. Ma la replica non si è fatta attendere, ed è arrivata tramite il profilo Twitter ufficiale della Roma; Destro ha negato di aver rifiutato alcun ruolo nella Nazionale, "per quanto ovviamente dispiaciuto. Mi metterò subito al lavoro per una grande stagione con la mia squadra e con la Nazionale, che rimane un mio obiettivo primario". Va da sè che il caso è destinato a far discutere ancora a lungo.

Certamente non l'ha presa bene Giuseppe Rossi. Ha fatto buon viso a cattivo gioco come si confà a un professionista, ma che sia escluso dal Mondiale non gli è andata giù. Già il suo agente Federico Pastorello l'aveva detto: "Era primo in tutti i test, stavolta Prandelli si è sbagliato"; e lui stesso, affidandosi però a Twitter - in attesa di qualche dichiarazione verbale - non ha potuto nascondere la sua frustrazione, ripresa anche dalla fidanzata Jenna Sodano che ha ritwittato le tantissime proteste dei tifosi (della Fiorentina e non) per l'esclusione dalla lista dei 23. "Tutti dicono fuori forma: chiedete a chiunque i valori dei test in settimana e della partita. Che ridere..." ha scritto Pepito. Poi il tweet di cui vi abbiamo già raccontato, quello in cui ha detto che farà il tifo per l'Italia, che è la cosa più importante. Certo, ma questo non cancella l'amarezza per una mancata convocazione che fa il paio con quella del 2010. Qual è dunque la verità? Rossi era davvero primo nei test ("arrivo col pensiero prima del difensore, la prossima volta aspetto il difensore per prendere calci") e dunque il Commissario Tecnico non l'ha portato per altri motivi o perchè, comunque, non si fidava a sufficienza? La decisione è destinata a far discutere a lungo, soprattutto in caso di esito negativo dell'Italia ai Mondiali. 

Leggendo la lista ufficiale dei convocati della Nazionale italiana per i Mondiali 2014 balza subito all'occhio il nome mancante: quello di Giuseppe Rossi. Il bomber della Fiorentina non ce l'ha fatta: ha provato a recuperare dall'infortunio al ginocchio (il terzo in carriera), è tornato in campo per le ultime due partite di campionato, ha partecipato al raduno di Coverciano essendo stato inserito nei 30, ma alla fine Cesare Prandelli ha deciso, molto probabilmente in accordo con lo staff medico, che le sue condizioni non fossero ottimali per affrontare un torneo di un mese con ritmi serrati. Così, ancora una volta Pepito deve dire addio al sogno Mondiale: nel 2010 Marcello Lippi aveva deciso di non portarlo in Sudafrica per poi pentirsi della scelta, oggi quello che sappiamo. Il diretto interessato ha già commentato: lo ha fatto affidandosi a Twitter. "Ci tenevo" ha scritto, semplicemente. Aggiungendo: "Adesso la cosa più importante però è tifare l'Italia. Forza Azzurri!!". Un tweet che ricorda quello di Riccardo Montolivo, lui pure fuori dai giochi a causa della frattura della tibia rimediata due giorni fa in amichevole contro l'Irlanda. L'hashtag scelto da Rossi è #quintastella, e sappiamo bene a cosa si riferisce. 

Ha diramato la lista dei 23 convocati della Nazionale italiana per i Mondiali 2014. La notizia clamorosa è ovviamente l'esclusione di Giuseppe Rossi, che il Commissario Tecnico aveva dato segno di voler aspettare al di là delle sue condizioni di salute. A conti fatti è andata proprio così: i commenti sul web si sprecano, è inevitabile in un'Italia che è sempre stata un popolo di allenatori, ma la verità è che Prandelli non è tecnicamente venuto meno alla sua promessa. Si può dire quel che si vuole: che senza Pepito perdiamo l'unico vero bomber che avevamo (salvo Immobile, che però non ha esperienza internazionale) che ci vuole un bel coraggio a lasciare a casa un ragazzo capace di segnare 16 gol in 20 partite di campionato, che se c'era uno da portare era lui. Tutto vero e insindacabile. Però, bisogna guardare l'altro lato della medaglia: e l'altro lato della medaglia ci dice che Cesare Prandelli ha chiamato Rossi nei 30 lasciando fuori gente come Alberto Gilardino e Luca Toni, facendo già una prima scelta a favore dell'attaccante della Fiorentina. Che nelle sue dichiarazioni ha sempre fatto capire che se fosse stato bene fisicamente lo avrebbe chiamato. Che in queste ultime due settimane è lui che lo ha allenato e osservato, è lui che ne ha monitorato la condizione, è il suo staff medico che lo ha visitato per capire se potesse reggere. Non più tardi di una settimana fa il dottor Castellacci diceva: "Per quanto mi riguarda, Rossi sta fisicamente bene". Ma è passata una settimana, c'è stata di mezzo un'amichevole nella quale Pepito non ha certo brillato, ci sono stati dei carichi di lavoro extra: vai a sapere se non c'è stata qualche reazione negativa da parte del suo ginocchio, vai a sapere che Prandelli, in accordo con i medici, non abbia deciso che il rischio non valeva il gioco. Insomma, diciamolo chiaro e tondo: fosse stata una lista di 40 giocatori, Rossi ci sarebbe stato. Ma ci sarebbe stato a quel punto anche Destro, e Gilardino, e Toni e Astori, e magari Osvaldo. La lista però è solo di 23 (più uno), spazio non ce n'era e siccome questa competizione si basa su sette partite sostanzialmente da dentro o fuori bisogna fare delle scelte ben precise. Portare un giocatore nemmeno troppo sicuro di giocare si può: nessuno lo vieta. Così facendo però si sarebbe tolto spazio a qualcuno che al pari di Pepito inseguiva un sogno, e non sarebbe stato troppo giusto. In attesa di maggiori chiarimenti dobbiamo dire che è giusto così.


COMMENTI
02/06/2014 - Giusto così? (Giuseppe Crippa)

Il Sussidiario dica pure che “in attesa di chiarimenti è giusto così”. Io dico che usciremo subito dal Mondiale (anche) grazie a questa scelta di Prandelli. Nel caso mi sbagliassi ovviamente non salirò sul carro dei vincitori.