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Probabili Formazioni / Belgio-Stati Uniti: sfida dei numeri 10 (Coppa del Mondo 2014, ottavi di finale)

Probabili formazioni Belgio vs Stati Uniti: tutte le notizie e le possibili scelte di Marc Wilmots e Jurgen Klinsmann per l'ottavo di finale che si gioca all'Arena Fonte Nova di Salvador

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Nel Mondiale dei numeri 10 anche Belgio e Stati Uniti si vogliono iscrivere al gran ballo; e allora, nell’ultimo ottavo di finale della Coppa del Mondo 2014 abbiamo studiato le probabili formazioni e ora presentiamo i numeri 10 delle due nazionali che si affrontano a Salvador, nella speranza che ci facciano emozionare come i loro colleghi stanno facendo. BELGIO, IL NUMERO 10: EDEN HAZARD Lo conosciamo tutti. Classe ’91, cresciuto dal Lille che si rivela sempre grande fucina di talenti, esploso nel Lille con cui ha vinto il campionato e la coppa nazionale in una squadra (allenata da Rudi Garcia) che a leggere i nomi adesso ti dici quanto fosse competitiva e perchè non abbia sfondato in Europa. Diventa due volte consecutive miglior giocatore della Ligue 1 (la prima a 19 anni) e per tre volte è nella formazione ideale. Nel 2012 arrivano i milioni del Chelsea (40) e se lo portano via: qui Hazard incanta ancora, vince l’Europa League e nella seconda stagione segna 14 gol in Premier League diventando stella di prima grandezza. Ma il rapporto potrebbe essere agli sgoccioli; dopo l’eliminazione dalla Champions League il talento belga ha pubblicamente accusato Mourinho di saper giocare soltanto in contropiede, e lo Special One ha replicato accusandolo di poco sacrificio. Sono questioni che rimandiamo al calciomercato: Hazard, in Brasile, è arrivato per vincere con la nazionale. Postilla: cerca ancora il primo gol ai Mondiali. STATI UNITI, IL NUMERO 10: MIX DISKERUD E’ nato a Oslo, ed è in Norvegia che è cresciuto come calciatore. Ha mosso i primi passi nello Stabaek che a un certo punto lo ha mandato in Belgio per fargli saggiare un campionato più competitivo. Non è andata bene, ma il Rosenborg lo ha rivoluto nella Eliteserien. E’ un predestinato: a 19 anni ha debuttato in campionato e ci ha messo una manciata di minuti per segnare il primo gol, poi ha fatto il suo esordio anche nei preliminari di Champions League. Dopo le esperienze con Under 18 e Under 19 norvegesi ha scelto gli Stati Uniti sfruttando le origini della madre; la chiamata di Jurgen Klinsmann fa capire il valore di questo ragazzo che è prevalentemente un centrocampista centrale ma all’occorrenza sa mettersi davanti alla difesa a iniziare l’azione così come venti passi più avanti sulla linea della trequarti. Grandi mezzi, chissà che questa sera non possa lasciare il segno sulla partita e vivere un sogno.

Nelle probabili formazioni di Belgio-Stati Uniti, ottavo di finale di Coppa del Mondo 2014 che si gioca a Salvador, abbiamo individuato un giocatore per parte che possa far saltare gli equilibri e dare ai suoi la qualificazione ai quarti di finale. Ecco allora chi sono. BELGIO, IL PROTAGONISTA: KEVIN DE BRUYNE Lo abbiamo visto nella prima partita: un primo tempo disastroso, un secondo nel quale ha dominato la scena e fatto vincere il Belgio. E’ il simbolo della nazionale di Marc Wilmots: sempre con il freno a mano tirato, sempre con difficoltà nella manovra, poi si accende all’improvviso e vince. De Bruyne sa giocare in mezzo ma anche sull’esterno; si scambierà la posizione con i compagni di squadra, andrà ad affiancare la prima punta, dovrà soprattutto cercare l’ultimo passaggio. Nel Chelsea non ha sfondato, ma ha tanta qualità e si è visto in Bundesliga, prima (Werder Brema) e dopo (Wolfsburg). Ovviamente deve rimanere mentalmente dentro la partita, vale per lui come per i compagni di squadra. STATI UNITI, IL PROTAGONISTA: Colpisce innanzitutto per i capelli: 20 anni dopo Alexi Lalas, un altro americano “eccentrico”. Ma poi Kyle Beckerman ci mette tanta sostanza: nel grande calcio è esploso tardi e cioè in questo Mondiale, perchè ha sempre giocato in patria (Miami Fusion e Colorado Rapid, dal 2007 Real Salt Lake) dove è stato il più giovane a raggiungere le 200 presenze in MLS; e arrivato a 32 anni chissà, lo sfizio di un paio di stagioni europee potrebbe toglierselo. E’ un mediano di grande sacrificio: spetta a lui il compito di stoppare i grandi palleggiatori belgi e di tenere uniti i reparti, deve chiamare i compagni al pressing ragionato senza che le linee si sfaldino e gli Hazard e i Mertens trovino spazio alle spalle degli statunitensi. Beckerman è diffidato: giocherà con il peso di una possibile squalifica ma, siamo sicuri, darà tutto.

Si gioca a Salvador, Arena Fonte Nova, l’ultimo ottavo di finale della Coppa del Mondo 2014: Belgio-Stati Uniti. Per i Diavoli Rossi questa è l’occasione buona per fare il passo al di là del primo turno a eliminazione diretta che manca dal 1986 (quando fu quarto, miglior risultato di sempre) mentre la nazionale a stelle e strisce ai quarti ci era arrivata nel 2002 battendo il Messico ma poi si era arenata subito contro la Germania. Chi vince trova una tra Argentina e Svizzera; arbitra l’algerino Haimoudi, le due squadre vanno in campo alle 22 italiane.  

Marc Wilmots ha sperimentato nel corso di questi Mondiali, pur mantenendo una formazione tipo piuttosto precisa. La linea difensiva è composta da quattro centrali, e abbiamo visto quanto terzini bloccati e non abituati a sovrapporre e spingere possano andare in difficoltà contro squadre organizzate; Alderweireld e Vermaelen (più avvezzo al ruolo) dovranno pertanto mettere in campo più del compitino per avere la meglio sugli avversari. A centrocampo confermato ovviamente Witsel, fa un passo indietro Fellaini che Wilmots vede più efficace in mezzo a fare legna e sfruttare il suo fisico per far ripartire l’azione e spezzare quella avversaria; e la mossa serve anche a sprigionare velocità e qualità sula trequarti dove De Bruyne agisce da trequartista puro con Mertens e Hazard ai suoi lati. Davanti sembra essere confermato Lukaku, che però è chiamato a dare risposte importanti; non ha ancora segnato e soprattutto non ha brillato, per il prosieguo del Mondiale (se ci sarà) la scelta potrebbe cadere su altri. 

Per esempio su Divock Origi, il centravanti classe ’95 che ha risolto la partita contro la Russia e in generale è parso più quadrato e in palla rispetto al suo più illustre compagno. Non è azzardato pensare che possa essere lui il titolare per le prossime sfide, o comunque l’uomo al quale il CT si affiderà eventualmente per sbloccare la partita. Januzaj e Mirallas sono alternative per la trequarti; il giocatore dell’Everton contro la Corea del Sud è stato impiegato come prima punta e non ha dato il meglio di sè, ma certamente sulla corsia laterale sa cambiare passo e inventare. Ci sono poi Chadli e Dembelé per la mediana, Lombaerts e Vertonghen sono utili per la difesa qualora ci sia bisogno di sostituire uno dei centrali (Vertonghen gioca a sinistra in nazionale e a volte lo ha fatto nel Tottenham).

Salta la partita per squalifica Defour, espulso contro la Corea per un fallo molto simile a quello per il quale aveva visto il cartellino rosso il nostro Marchisio; inoltre Wilmots deve rinunciare per infortunio a Vanden Borre e Ciman, che spera di ritrovare più in là in caso di qualificazione del Belgio ai quarti di finale.