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Pagelle/ Roland Garros 2014: i voti alle protagoniste del torneo femminile di tennis. Sharapova star, conferma Bouchard

Maria Sharapova, il trofeo del Roland Garros e la Tour Eiffel: un mix perfettoMaria Sharapova, il trofeo del Roland Garros e la Tour Eiffel: un mix perfetto

 Ci scuserà Sarita: il voto non tiene conto del torneo di doppio per il quale merita almeno 8 (al di là della finale persa). Dobbiamo dirlo: ci aspettavamo di più. Finale e semifinale negli ultimi due anni, una classifica da Top Ten per quasi 24 mesi, una delle migliori sul rosso e reduce dall'ultimo atto a Roma: curriculum tale da far pensare che potesse arrivare fino in fondo, specie quando il tabellone le si è spalancato davanti. Ha sofferto ma vinto contro la Keys, faticato un po' contro la Pfizenmaier, passeggiato su Glushko e Jankovic: poi contro la Petkovic ha perso in un'ora. Possibile? "Dopo aver battuto Jelena non ne avevo più fisicamente e mentalmente". Al di là di eventuali scelte strategiche (anche per il futuro), che una giocatrice del suo rango abbandoni con la testa il torneo dopo un ottavo di finale è cosa grave. 

 Come due anni fa: arriva a Wimbledon senza aver vinto alcuno Slam. Anche lei sente la fatica: nel 2013 a questo punto dell'anno aveva già vinto sei tornei, ora ne ha 3. Al di là dei numeri, la miglior giocatrice al mondo è stata schiantata al secondo turno da Garbine Muguruza; a sorprendere è stato il modo in cui ha perso, ottenendo appena quattro game e non entrando mai nel match. A rete ha sorriso alla spagnola e le ha detto "continua così e ti toglierai belle soddisfazioni"; in conferenza stampa sorrideva meno e le sue risposte erano quasi monosillabiche. Certo: una giornata storta può capitare a chiunque. Però l'età avanza, la mobilità non può essere la stessa e l'efficacia dei colpi ne risente. La aspettiamo a Londra, per capire se il circuito WTA è pronto per una svolta epocale. 

 Il voto non può che essere negativo. Per come è andata in termini generali (tutte fuori entro il secondo turno a parte la Errani) e per quelle che erano le premesse; ovvero, tabelloni semplici e possibilità di andare in fondo. Flavia Pennetta (5) sembra aver perso motivazioni dopo il trionfo di Indian Wells, e si è fatta battere da una Larsson cui di solito concederebbe una manciata di game; Francesca Schiavone (5,5) non può più essere quella del 2010 e contro la Tomljanovic si è visto; Karin Knapp e Roberta Vinci (4,5) attraversano un momento di appannamento e si sono fatte battere da avversarie modeste; Camila Giorgi (5,5) diventerà una giocatrice da temere al 100% quando capirà che le partite non si vincono sparando a tutta senza criterio, perchè il giorno in cui la pallina non entra si perde (vedi Kuznetsova, che di fatto aspettava solo gli errori dell'azzurra). La verità? Si poteva fare molto, molto meglio. 

 Forse questo Roland Garros ci ha regalato il vero e definitivo ricambio generazionale. Garbine Muguruza ('93) e Kristina Mladenovic ('93) fanno fuori Serena Williams e Na Li, la spagnola arriva fino ai quarti e meglio di lei fa Eugenie Bouchard ('94); Ajla Tomljanovic ('93) elimina Agnieszka Radwanska, Anna Schmiedlova ('94) batte Venus Williams, Sloane Stephens ('93) ormai agli ottavi ci arriva di frequente (ma deve fare il salto di qualità definitivo), Taylor Townsend ('96) arriva al terzo turno e dà vita a un comitato via web che chiede a gran voce che le venga assegnata una wild card a Wimbledon. Non stiamo considerando le varie Bencic (fuori al primo turno, sfortunata nell'accoppiamento), Garcia (idem come sopra), Svitolina (secondo turno) e Konjuh (operata al gomito e fuori quattro mesi, ha fallito il secondo turno di qualificazione) che hanno già fatto ampiamente parlare di loro; dal torneo juniores grandi sensazioni le ha destate Ivana Jorovic ('97) che ha dominato le sue avversarie prima di arrendersi in finale alla coetanea Darya Kasatkina. Il circuito femminile sta cambiando: quanto, lo scopriremo più in là.

(Claudio Franceschini)

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