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FELIPE SCOLARI/ Il CT del Brasile si è dimesso: Tite il suo erede?

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Luiz Felipe Scolari, 65 anni, con Neymar (Infophoto)  Luiz Felipe Scolari, 65 anni, con Neymar (Infophoto)

FELIPE SCOLARI: SI DIMETTE IL CT DEL BRASILE - O se ne sarebbe andato lui, o lo avrebbero mandato via. Cambia poco la sostanza, ma sta di fatto che adesso la notizia è ufficiale: Luiz Felipe Scolari non è più il Commissario Tecnico del Brasile. Il disastro del Mondiale giocato in casa non poteva restare impunito: il contratto di Felipao scadeva a fine mese ed era oltremodo evidente che non sarebbe stato rinnovato. Ha tolto il disturbo prima lui, che pure appena dopo aver preso sette schiaffi dalla Germania aveva parlato di un gruppo capace di far bene nel 2018; ha fatto retromarcia dopo aver preso altre tre scoppole dall’Olanda in una partita inutile ma che ha comunque evidenziato, nuovamente, i limiti della Seleçao. Insieme a lui lascia anche il coordinatore Carlos Alberto Parreira: non è bastato essere gli ultimi due allenatori capaci di far trionfare la nazionale (Scolari era in panchina nel 2002, Parreira nel 1994), il fallimento era troppo grande e umiliante per pensare di proseguire. Dunque il Brasile è punto e daccapo: se Felipao era stato chiamato a rialzare un gruppo frustrato dagli insuccessi di Dunga e - soprattutto - Mano Menezes, adesso è lui che se ne va a capo chino. La Confederations Cup della scorsa estate è servita solo a illudere: allora aveva funzionato tutto, qui non ha funzionato niente. A prendere il posto del Commissario Tecnico (le sue dimissioni ovviamente sono state accettate) dovrebbe essere Tite: al secolo Adenor Leonardo Bacchi, 53 anni, ex attaccante di discreto livello (si è ritirato a soli 27 anni) e in seguito allenatore di successo. In Brasile è stimato: ha vinto un campionato Gaucho con il piccolo Caxias, la Copa Sudamericana con l’Internacional Porto Alegre mentre con il Corinthians ha vinto il Brasileirao e la Copa Libertadores, poi ha battuto il Chelsea nella finale del Mondiale per club. Tempo fa era stato accostato all’Inter nel periodo in cui Andrea Stramaccioni iniziava a crollare; è rimasto a guidare il Timao (lo fa dal 2010). Non c’è ancora l’ufficialità: anzi, è vero che Tite è il candidato numero uno ma è altrettanto vero che la federazione brasiliana non ha ancora preso una decisione e sta sondando con calma tutte le possibilità. Di certo la scelta non si potrà sbagliare, non questa volta.

(Claudio Franceschini)



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