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'Falco' invasore/ Mario Ferri, l'uomo dell'invasione in Belgio-USA: sono l'ultimo italiano ai Mondiali

Pubblicazione:mercoledì 2 luglio 2014

Il gol di Kevin De Bruyne per l'1-0 di Belgio-USA (dal profilo Twitter ufficiale @FIFAWorldCup) Il gol di Kevin De Bruyne per l'1-0 di Belgio-USA (dal profilo Twitter ufficiale @FIFAWorldCup)

COPPA DEL MONDO 2014: LE PAROLE DI MARIO FERRI DETTO 'FALCO', INVASORE DI CAMPO DURANTE BELGIO-USA - Al 16' del primo tempo di Belgio-Stati Uniti una persona ha fatto invasione di campo: un'interruzione anomala per certi versi, perché gli steward hanno impiegato più tempo del solito prima di entrare in azione e ricondurre l'invasore a bordo campo. Nel post partita l'uomo misterioso è stato meglio identificato: Mario Ferri detto 'Falco', già protagonista di invasioni di campo in altre occasioni. L'emittente Radio Due lo ha intervistato dopo il match della Coppa del Mondo, all'interno della trasmissione 'Un giorno da pecora': "Sono l'ultimo italiano rimasto agli ottavi del Mondiale -ha dichiarato-. Sto davanti a 50 poliziotti, ho detto che era mia madre per rispondere". 'Falco' ha poi spiegato come ha fatto ad intrufolarsi sino al campo dell'Arena Fonte Nova: "Ho preso un accredito da fotografo a bordo campo e al momento giusto sono entrato. (…) Sto facendo un reportage fotografico sulle favelas, per un giornale italiano, per questo avevo l'accredito. Non mi hanno picchiato, la polizia è gentilissima, hanno fatto entrare pure due giornalisti a cui ho rilasciato un'intervista tra inglese italiano e spagnolo…. Sì, ho deciso io di uscire dal campo perché nessuno mi stava facendo uscire; Bradley, l'ex giocatore della Roma. Lui mi ha detto 'italiano'". Ci si chiede se l'avventura mondiale di Mario Ferri continuerà e in tal senso sembra ci siano buon e possibilità: "Ho un biglietto per Olanda-Costarica -ha dichiarato-, un accredito per disabili per entrare. Sarebbe il colmo se tra 4 giorni riesco a rientrare in campo. Avevo detto che avrei smesso di fare invasioni ma il lupo perde il pelo e non il vizio". Infine ulteriori dettagli sull'episodio incriminato: "Ero a bordo campo, e vedevo che una steward mi guardava male. Quando mi sono tolto la maglietta e ho fatto vedere quella di Superman, ho visto che mi guardava male e sono entrato in campo". Sulla maglietta erano stampate due scritte in bianco: la prima a favore dei bambini delle favelas brasiliane ("Save the favelas children"), la seconda per ricordare Ciro Esposito ("Ciro vive").



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