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Mondiali scherma 2014/ Rossella Fiamingo: da Catania a Kazan con energie e motivazioni, così ho vinto l'oro nella spada (esclusiva)

Mondiali scherma 2014, intervista esclusiva con ROSSELLA FIAMINGO: la catanese ci racconta il percorso che l'ha portata a vincere una fantastica medaglia d'oro iridata nella spada

La gioia di Rossella Fiamingo, 23 anni: medaglia d'oro mondiale nella spada a Kazan 2014 La gioia di Rossella Fiamingo, 23 anni: medaglia d'oro mondiale nella spada a Kazan 2014

Un successo stupendo per Rossella Fiamingo, oro nella spada individuale ai Mondiali di scherma a Kazan, in Russia. E' la seconda italiana di sempre in questa specialità, dopo Laura Chiesa ad Atene 1994, a salire sul gradino più alto del podio iridato in questa specialità; lo ha fatto battendo in finale, con una bellissima rimonta, la tedesca Britta Heidemann che oltre ad avere molta più esperienza di lei ha un palmarès decisamente più ricco. Per Rossella è la prima grande impresa a livello professionistico: nel 2011 era stata bronzo a squadre nella sua Catania, alle Olimpiadi di Londra si era fermata ai quarti in entrambe le competizioni. Adesso si punta in grande: il successo inaspettato può essere il punto di partenza per una carriera ancora agli inizi (gli anni sono 23, compiuti da una settimana) e che avrà uno snodo importante alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, tra due anni. Difficile non pensarci già, anche se manca tanto e le tappe intermedie non mancano. Intanto IlSussidiario.net ha avuto il piacere di intervistare Rossella in esclusiva, per una chiacchierata sul trionfo di Kazan, sulle sue aspettative e sui suoi sogni.

Cosa vuol dire per te questo titolo mondiale? Ho ancora delle sensazioni strane, non mi rendo ancora conto di questa vittoria. E' stato tutto veramente bello...
Chissà che feste ti aspettano quando tornerai in Sicilia... E' probabile, non so cosa succederà; di certo organizzerò una festa per i miei amici, sarà qualcosa di stupendo.
Immagino che un ringraziamento vada anche ai tuoi genitori... Loro sono stati fondamentali per me, la prima cosa che farò sarà ringraziare proprio loro.
Te l'aspettavi di questo successo? Sapevo di avere ottime possibilità ma non di vincere il titolo mondiale. Ero pronta comunque a giocare le mie carte.
Come ti sei preparata? Ho tratto esperienza dalle gare di Coppa del Mondo, quelle dove sapevo di non aver dato il meglio di me stessa. Da lì ho tratto le energie necessarie per affrontare al massimo questa competizione.
Torniamo agli attimi prima della finale: l'avversaria era Britta Heidemann, campionessa pluridecorata... Mi sono detta: devi vincere se vuoi essere ricordata. Così ho fatto, ed eccomi qui con la medaglia d'oro.
E non è finita: c'è ancora la prova a squadre. Cosa ti aspetti? Voglio fare bene: mi dispiacerebbe se le mie compagne dovessero tornare a casa a mani vuote. Siamo tutte amiche, sarebbe bello condividere con loro la gioia di una medaglia.
Sei cresciuta avendo in mente un punto di riferimento in particolare? Avevi un idolo? Giovanna Trillini, di cui sono diventata anche amica; anche lei peraltro fa parte del Gruppo Forestale.
Sei una ragazza del Sud: è difficile fare scherma in quelle zone d'Italia?