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Tour de France 2014/ Diciannovesima tappa, il commento di Eddy Merckx (esclusiva)

Tour de France 2014, intervista esclusiva con EDDY MERCKX: il Cannibale, uno dei grandi del ciclismo, racconta la diciannovesima tappa e la vittoria ormai certa di Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali, padrone del Tour de France 2014 (Infophoto) Vincenzo Nibali, padrone del Tour de France 2014 (Infophoto)

E' stato lui o Fausto Coppi il più grande ciclista di ogni tempo? Questione destinata a rimanere aperta; in ogni caso Eddy Merckx resta una leggenda di questo sport. E abbiamo chiesto proprio al fuoriclasse belga di parlarci di Vincenzo Nibali, ormai padrone del Tour de France 2014, del dominio del siciliano e della lotta per il podio; ma ovviamente anche di lui. Lui detto “Il Cannibale”, lui che vinceva sempre, lui che aveva una fame di successi incredibile, per la sfortuna di Felice Gimondi e di tutti quelli che cercavano di fermarlo. Potremmo dire che nello sport, in tutti gli sport, ci sono stati pochi personaggi che vengono ancora oggi ricordati così tanto e che hanno superato le vicende stesse degli avvenimenti agonistici. Ecco quindi Eddy Merckx in questa intervista esclusiva rilasciata a IlSussidiario.net.

Ci può dare un giudizio su VincenzoNibali? Nibali è stato veramente bravissimo: ha corso alla grande e merita di vincere questo Tour.
Ha controllato bene questo Tour quindi? Ha corso bene, ha controllato questa corsa a tappe, è stato il più forte in salita; questa vittoria non gliela può togliere nessuno. Fin dall'Inghilterra ha messo il sigillo sul Tour de France 2014.
Qual è stata la tappa più bella delle quattro che ha vinto? Direi quella di oggi ad Hautacam; per come l'ha condotta: è scattato al momento giusto e poi ha vinto alla grande riprendendo tutti e andando via.
Ci sono dei corridori del passato a cui assomiglia? Magari Gimondi, a cui è stato accostato? Gimondi è stato grande, Nibali lo è allo stesso modo; ma ognuno in fin dei conti è un ciclista a sé, che fa parte della sua epoca. Comunque sono due corridori da ammirare.
Potrà migliorare nelle corse in linea, magari arrivare a vincere un Mondiale? Perchè no? A questo punto non penso che sia impossibile.
Il Tour ha detto anche che c'è un ciclismo francese giovane e molto interessante: Pinot e Bardet hanno fatto benissimo... E' vero: ci sono dei giovani importanti che hanno dato prova di valore e maturità, e che in effetti in futuro potrebbero fare molto bene.
Il ciclismo belga invece a che punto è? Purtroppo devo dire che siamo in difficoltà, è un periodo duro. Speriamo di risalire, per il momento andiamo bene solo nelle classiche.
Parliamo di lei, che è stato un mito del ciclismo. Qual è la sua vittoria più bella? Continuo a dire che è stata il mio primo Tour de France. E' la vittoria che mi ha lasciato qualcosa di speciale, il ricordo più bello.
In Italia ancora oggi è considerato un mito... Forse perchè ho corso per tante squadre italiane, ho vinto 7 Milano-Sanremo, 5 Giri d'Italia... così sono entrato nel cuore degli italiani. Diciamo che sono stato un corridore importante, ho collezionato molti successi.
Ci vorrebbe qualcuno che prenda la sua eredità in Belgio... Speriamo che succeda, me lo auguro.
Cassius Clay, Pelè, Merckx: sono i tre nomi che hanno fatto la storia dello sport. Si mette in questa classifica? No, io sono stato il migliore della mia generazione, ho vinto tanto e sono ricordato per questo. Voi adesso avete Nibali ed è giusto che vi godiate questo suo successo al Tour de France.
(Franco Vittadini)

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