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Presidente FIGC/ Caso Tavecchio: il finto Moggi lo beffa al telefono (28 luglio)

Caso Tavecchio, la presidenza della FIGC è nel caos: la frase razzista di Carlo Tavecchio apre nuovi scenari, dalla possibile rimonta di Demetrio Albertini all'ipotesi del commissario

Carlo Tavecchio, 71 anni, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (Infophoto) Carlo Tavecchio, 71 anni, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (Infophoto)

Uno scherzo telefonico a Carlo Tavecchio. L’artefice? La trasmissione “La Zanzara” su Radio 24. “Pronto sono Luciano. Come va?”, domanda Andro Merku che imita Luciano Moggi, al presidente in pectore della Figc, Carlo Tavecchio, in questi giorni al centro delle polemiche per le frasi pronunciate sugli stranieri presenti nei nostri campionati. “Uè, come va… tiriamo avanti… cosa vuoi fare”, risponde Tavecchio. I due si scambiano considerazioni. Il finto Moggi lo provoca: “Andrea Agnelli non lo capisco. Perché ti attacca?”. Tavecchio: “Non lo so. Io ho avuto solo rispetto per lui e per il suo mondo, ma se non lo sai tu come faccio a saperlo io…”. Poi aggiunge, commentando le recenti polemiche:  "Amico mio cosa vuoi fare, mi hanno tirato in mezzo perché non avevano altro..questi qua".

Non rinuncia alla sua candidatura a presidente della FIGC. A dirlo è stato lui stesso, in una dichiarazione raccolta dall’Ansa: Tavecchio, che afferma di aver prestato molta attenzione alle reazioni scatenate dal suo intervento presso l’assemblea dello scorso venerdi, ha fatto saper di aver tratto conforto da chi ancora lo sostiene. “Ciò mi induce a ribadire l’impegno per la piena attuazione del mio programma in caso di mia elezione”. Dunque, non ci sono passi indietro: Tavecchio è consapevole che la sua uscita è stata infelice, ma è anche convinto che una gaffe, per quanto possa apparire o essere pesante e grave (secondo alcuni), non può cancellare tutto il suo operato presso la Lega Nazionale Dilettanti e soprattutto quelli che sono i miei programmi per la Federazione. “Mi auguro che si possa partire proprio da questa sensibilità per dare avvio a un capillare programma di educazione sportiva, ribadisce. La “lotta” al vertice della FIGC è appena iniziata, e Tavecchio vuole ancora farne parte.

La interviene nella querelle per la presidenza della . Una lettera inviata dalla Federazione Internazionale impone infatti di “adottare le misure appropriate per indagare sulla questione e riferire successivamente”. Viene ricordato alla Federcalcio che la lotta contro il razzismo è di massima priorità: le esternazioni di Carlo Tavecchio insomma diventano di rilevanza mondiale. E intanto continua a sgretolarsi il fronte che inizialmente lo appoggiava: la Fiorentina si è chiamata fuori, la Sampdoria ha sostanzialmente fatto lo stesso, adesso è il turno del Cesena che tramite una nota del presidente Giorgio Lugaresi ha fatto sapere come “da oggi tutti i presidenti della Lega di Serie A dovrebbero sentirsi liberi di votare in assoluta autonomia”. Gli unici che per il momento confermano il sostegno a Tavecchio sono il Sassuolo, che ha pure bollato come “grave” la dichiarazione, e il Palermo: come sempre il presidente Maurizio Zamparini esce dal coro e dichiara con il suo inconfondibile stile che “conosco Tavecchio da trent’anni e non è affatto razzista. La FIFA andrebbe sciolta, l’attacco nei suoi confronti è vergognoso. E’ schifoso come le persone vengano lapidate per niente“.

La candidatura di Carlo Tavecchio a presidente della vacilla. Lo scrive oggi, facendo il punto della situazione sugli ultimi avvenimenti, La Gazzetta dello Sport. La bolla è scoppiata nel giorno della presentazione, nel modo più inaspettato possibile: un’uscita infelice, che voleva essere una battuta e un porre l’accento sulla scarsa visibilità di cui godono i settori giovanili in Italia, e che invece si è trasformata in un insulto razzista. “Opti Poba”, il calciatore fantomatico che prima “mangiava le banane” e ora è titolare nella Lazio, è diventato il simbolo di un dissenso che si è iniziato a manifestare da subito. A prendere le distanze da Tavecchio è stata la Fiorentina: in un comunicato a firma del presidente Mario Cognigni, la società viola ha fatto sapere che l’appoggio alla candidatura “non è più sostenibile”. Anche Massimo Ferrero, neo patron della Sampdoria, si è detto “profondamente stupito, quasi incredulo nel sentire quella frase. Insomma: il presidente della Lega Nazionale Dilettanti potrebbe ritrovarsi senza sostenitori e senza quella base che nel giorno dell’assemblea di Serie A sembrava solidissima. Eravamo allora 18-2: soltanto Juventus e Roma sostenevano la necessità di affidarsi a un volto nuovo, il Demetrio Albertini di turno. Gli altri si erano stretti intorno all’asse Galliani-Lotito, ma adesso le cose non sono più così sicure. Si è insomma passati da un’elezione ormai certa e solo in attesa dell’ufficialità del prossimo 11 agosto a un clamoroso dietrofront; tuttavia non è assolutamente certo che Albertini, che ha presentato la sua candidatura, vada agevolmente a vincere. Anzi: c’è un motivo se tante società erano contro di lui, in particolare gli viene “contestato” il passato da calciatore che mal si sposerebbe con il nuovo ruolo. E allora, cosa succederà? Le ipotesi sono tre. La prima: Tavecchio vincerà comunque, forte di un appoggio che non verrà meno nemmeno di fronte a questa uscita infelice. La seconda: a spuntarla sarà Albertini che sarà nel frattempo riuscito a girare la frittata a suo favore. La terza: tante schede bianche, nessuno dei candidati che raggiunge il dei voti e quindi il Coni che andrebbe a commissariare la FIGC. Per qualcuno sarebbe un bel modo per uscire dall’impasse, per altri sarebbe un ulteriore passo indietro. Si vedrà: al momento il cielo sulla Federazione è più buio che mai. 

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COMMENTI
28/07/2014 - Redazione, prenda posizione! (Giuseppe Crippa)

Se non mi sbaglio, fino ad oggi la redazione sportiva de Il Sussidiario non ha preso posizione sul “caso Tavecchio” e si è limitata a dar conto dei fatti. Forse perché non sapreste spiegare come mai società come Milan ed Inter sostengono ancora il tifoso di Optì Pobà?