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Pagelle/ Wimbledon 2014: i voti alle protagoniste del torneo femminile. Bis Kvitova, Bouchard da Top Ten, Errani-Vinci nella storia

Eugenie Bouchard (20 anni) e Petra Kvitova (24) sul centrale di Wimbledon Eugenie Bouchard (20 anni) e Petra Kvitova (24) sul centrale di Wimbledon

SERENA WILLIAMS 4 “Miglioro di giorno in giorno. Non troppo velocemente, ma sto meglio”. Questo il tweet; ma cos’ha davvero avuto Serena Williams? Non è da lei fallire tre Slam consecutivi senza nemmeno arrivare ai quarti; la sconfitta contro Alize Cornet ci ha presentato il volto debole della numero 1, che non è tra le prime tre per velocità della prima di servizio e sbaglia tutto quello che si può sbagliare. E’ però nel doppio che ci ha fatto preoccupare: durante il riscaldamento non riusciva a raccogliere la pallina da terra, venuto il momento di servire ha commesso quattro doppi falli e infine, con il medico accorso a bordocampo, è scoppiata a piangere. C’è chi dice si tratti di una separazione dal coach e fidanzato Patrick Mouratoglou; però, c’è anche chi parla di una Serena in stato interessante (e il padre sarebbe il transalpino, ça va sans dire). Chissà: noi ci auguriamo di rivedere Serena combattiva come in questi ultimi due anni. Presto, molto presto.

ANGELIQUE KERBER 7 Ritratto di una giocatrice incostante, capace di grandi vittorie e di rovinose cadute. A Wimbledon aveva giocato la semifinale due anni fa; flop nel 2013, stavolta è riuscita a spingersi fino ai quarti eliminando Kirsten Flipkens (mai banale sull’erba) ma soprattutto battendo Maria Sharapova al termine di una maratona e in quello che è forse stato l’incontro più bello del torneo. Peccato si sia sciolta contro Eugenie Bouchard, ancora una volta dopo il Roland Garros; conferma che vale la Top Ten, ma anche che non è riuscita a fare quel passo in più che le permetta di arrivare in fondo agli Slam e magari vincerli. A novembre ha l’occasione per rifarsi: giocherà la finale di Fed Cup, dove troverà Petra Kvitova. Sai che soddisfazione, battere la campionessa dei Championships?

MARIA SHARAPOVA 6,5 Fuori Serena Williams, la russa era la grande favorita per la vittoria, forte del Roland Garros conquistato e di una condizione ritrovata. Non ce l’ha fatta: già Alison Riske aveva provato a farla penare (fermandosi però sul 3-1 del primo set), Angelique Kerber ha messo a nudo i suoi limiti e forse il fatto che la transizione terra-erba può non essere così immediata. Un peccato: avrebbe potuto arrivare fino in fondo e forse contro la Kvitova sarebbe stata favorita, ma le è mancata qualcosa. Non che abbia giocato male, ma l’altra è stata più lucida nei punti decisivi. Da lunedi sarà comunque numero 6 al mondo riprendendo la sua scalata verso la vetta; fino al termine dell’anno ha un solo punto da difendere e questo gioca a suo favore, può tornare grande come forse non è mai stata (non troppo a lungo almeno).

LE ITALIANE 4,5 Se guardiamo solo al singolare è stato un disastro. Avevano tutte incontri difficili, ma per contro erano comunque superabili. Forse il più duro è toccato a Francesca Schiavone, non più quella di un tempo e infatti andata sotto contro Ana Ivanovic; le altre sono cadute male: la Errani si è arresa ancora alla Garcia (come a Madrid), la Vinci ha subito la freschezza della Vekic, la Knapp ha perso da Karolina Pliskova. Camila Giorgi e Flavia Pennetta hanno superato il turno, solo per essere fatte fuori da due giovani americane come Riske e Davis. La grande speranza era la maceratese, che però ancora una volta ha dimostrato come avere potenziale da numero 1 non significhi esattamente sparare qualche vincente sulle righe; vuol dire ben altro, prima lo imparerà (lei e chi la circonda) e prima potrà variare il suo gioco imparando a gestirsi e capire i momenti. Non è un processo che si compie dall’oggi al domani; è giovane e ha tempo, ma deve volerlo. 

LE NUOVE LEVE 8 Se Australian Open e Roland Garros ci avevano indicato la strada, Wimbledon l’ha forse sublimata. E’ arrivato il momento del ricambio generazionale? Forse sì, perchè le giovani non solo stupiscono ma convincono, ormai ci sono troppi indizi. Gli exploit sono Simona Halep (’91) ed Eugenie Bouchard (’94) di cui abbiamo già parlato, ma c’è ben altro. Esempio: Zarina Diyas (’93) centra gli ottavi eliminando la finalista 2010 Vera Zvonareva, Madison Keys (’95) fa fuori Klara Koukalova, Caroline Garcia (’93) arriva al terzo turno, Tereza Smitkova (’94) batte Coco Vandeweghe fresca campionessa a ’s-Hertogenbosch e poi sorprende anche Bojana Jovanovski. E poi le nuovissime: Belinda Bencic e Ana Konjuh, entrambe del ’97 e ai primi mesi da professioniste, centrano il terzo turno alla, rispettivamente, terza e seconda incursione nel tabellone di uno Slam. Non stiamo parlando di Chris Evert o Monica Seles, questo pare acclarato; ma non ci sorprenderemmo troppo se tra qualche tempo, anche prima dei 18 anni, dovessimo trovarle in ben altre posizioni di classifica. 

SARA ERRANI-ROBERTA VINCI 10 D’accordo, il doppio conta meno. D’accordo, tutti si ricordano dei campioni del singolare. Vero: non abbiamo la pretesa di dire che adesso questo torneo è diventato più prestigioso di tutto il resto. Però, che soddisfazione: le Chichi il Grande Slam lo hanno completato, centrando finalmente l’unica prova Major che ancora mancava loro. Non hanno dovuto far fuori chissà quali avversarie, ma Babos e Mladenovic sono entrambe grandi doppiste per quanto giovani, e in futuro potrebbero dominare se facessero coppia fissa. Sara e Roberta vincono Wimbledon: iscrivono il loro nome nell’albo d’oro del torneo più prestigioso e si prendono il ventesimo titolo in coppia. Hanno già fatto sapere che nel 2015 ci saranno; visti i risultati nel singolare potremmo forse dire che questa volta l’avevano programmata. Fosse così, non ci stupiremmo; soprattutto Roberta non è più una ragazzina, gli impegni vanno centellinati e se per una volta hanno pensato di puntare sul completare un’impresa beh, buon per loro. E per noi, che per una buona volta festeggiamo sull’erba di Londra.

(Claudio Franceschini)

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