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Pagelle/ Wimbledon 2014: i voti alle protagoniste del torneo femminile. Bis Kvitova, Bouchard da Top Ten, Errani-Vinci nella storia

Pagelle Wimbledon 2014, i voti alle protagoniste del torneo femminile. Petra Kvitova vince il secondo titolo ai Championships, la Bouchard si inchina ma è già pronta ai grandi trionfi

Eugenie Bouchard (20 anni) e Petra Kvitova (24) sul centrale di Wimbledon Eugenie Bouchard (20 anni) e Petra Kvitova (24) sul centrale di Wimbledon

WIMBLEDON 2014: LE PAGELLE DELLE PROTAGONISTE (WTA) - E’ terminata l’edizione femminile di Wimbledon 2014. Secondo titolo ai Championships per Petra Kvitova che in una finale senza storia, durata appena 55 minuti, demolisce la teenager Eugenie Bouchard. E’ stato un torneo interessante, con incontri molto belli e appassionanti e tante protagoniste inattese che minacciano seriamente di essere protagoniste anche più in là. Abbiamo dato i voti ad alcune delle giocatrici che si sono maggiormente fatte notare, in positivo o in negativo. 

PETRA KVITOVA 9,5 Tre anni fa vinceva Wimbledon battendo da sfavorita Maria Sharapova; conquistava il Master a fine 2011 e minacciava il regno di Caroline Wozniacki sul tetto della WTA. Peccato non sia più riuscita a mantenere la forma fisica e la costanza nel rendimento; da allora ha vinto appena quattro tornei e non è più tornata in finale di uno Slam. Fino a ieri: l’abbiamo detto più volte, quando sta bene e gioca come sa è imbattibile per quasi tutte. Ha interpretato la finale alla grande, cercando di togliere fiato alla Bouchard con scambi rapidi e accelerazioni immediate. Al terzo turno era quasi fuori, a due punti dalla sconfitta contro Venus Williams; il suo torneo è iniziato lì. Non ha dovuto battere giocatrici fenomenali, ma per vincere Wimbledon bisogna comunque avere qualcosa in più. Da lunedi torna numero 4 del mondo, ma la vera sfida è tenere questo livello a lungo. Ha soli 24 anni: può dominare. 

EUGENIE BOUCHARD 9 Lei di anni ne ha 20, ma per maturità ne dimostra almeno dieci in più. Prima canadese di sempre a giocare una finale Slam (ma questo non è poi storico, considerato lo scarso contributo dato dal Paese al tennis), Genie diventa la quinta giocatrice dal 2000 ad aver centrato almeno le semifinali nelle prime tre prove dello Slam. Lo fa al secondo anno intero tra i pro, con un balzo di quasi 140 posizioni nel giro di un anno e mezzo. Personalità da vendere: nella strada verso la finale non ha perso un solo set e giocato contro avversarie come Andrea Petkovic, Alizé Cornet, Angelique Kerber e soprattutto Simona Halep, pure condizionata da un infortunio alla caviglia. L’ultimo atto è stato negativo: la Kvitova le ha tolto tempo e fiato a ogni punto e ha dimostrato che sul piano di aggressività e pesantezza di palla ci sono margini di crescita. Tuttavia da lunedi sarà numero 7 al mondo, per la prima volta in Top Ten; siamo certi che tornerà qui e magari ne uscirà con il piatto in mano. La stoffa c’è, la testa da campionessa - pare - anche. E poi ha Sheldon Cooper come tifoso, cosa si può volere di più?

SIMONA HALEP 8,5 Senza grossi sussulti è arrivata in semifinale; oppure siamo noi abituati ormai a vederla tra le prime quattro? Fatto sta che la rumena è ormai star di prima grandezza e, con i tanti punti che Serena deve difendere da qui a dicembre e il calo di Na Li, vederla in vetta al ranking già a fine 2014 non è impresa impossibile. Ad ogni modo ci arriverà a breve; è disarmante la semplicità e la tranquillità con la quale abbatte tutte le avversarie, con cui ha distrutto la Lisicki che sull’erba è una sentenza. La Bouchard l’ha messa alle corde; lei ha ammesso il dolore alla caviglia ma ha minimizzato; certamente deve averla condizionata. E’ la più costante tra le big, e probabilmente tra poco avremo un duello Halep-Bouchard a farci rivivere i fasti del passato; 22 anni, non dimentichiamolo.

LUCIE SAFAROVA 8,5 Dopo la sconfitta in semifinale si è candidamente presentata in conferenza stampa e, sorridendo, ha detto che più di così non poteva fare. Pensate: aveva un quarto di finale a Melbourne come miglior risultato negli Slam, sette anni fa. Che sia l’exploit della carriera o l’inizio di un percorso illuminato lo vedremo; intanto in questo Wimbledon non ha dovuto fare i salti mortali per arrivare al secondo giovedi ma certamente le vittorie contro Cibulkova e Makarova sono di prestigio. La sua amica Kvitova ci ha messo un po’ a prenderle le misure ma nel secondo set l’ha triturata; giusto così, ma Lucie ha dimostrato la sua solidità e il talento. Gran bella soddisfazione per lei; ora, non si sieda sugli allori. 

SABINE LISICKI 7 Non si può non menzionarla. Ogni volta che si arriva a Wimbledon il suo nome è presente nelle storie; sia per battere Na Li al rientro da un grave infortunio, sia per sorprendere Serena Williams e volare in finale dove l’emozione l’ha purtroppo tradita. Quest’anno ai quarti ci è arrivata a fasi alterne; contro Ivanovic e Shvedova è partita bene, ha avuto un calo (perso in entrambi i casi il secondo set) e poi ha strappato come solo lei sa fare. La Halep però è stata troppo anche per lei; partita senza senso e addio sogni di gloria. Peccato: meriterebbe i Championships più di chiunque altra, anche per l’attitudine e la serenità con cui entra sempre in campo. E per i genitori che, a differenza di altri, sono presenza quasi invisibile nel suo box. Contiamo che ce la farà; dopotutto ha solo 24 anni.