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Wimbledon 2014/ Djokovic trionfa e torna numero 1: battuto Federer in cinque set (tennis)

Pubblicazione:domenica 6 luglio 2014

Novak Djokovic, 27 anni: settimo titolo Slam, secondo a Wimbledon Novak Djokovic, 27 anni: settimo titolo Slam, secondo a Wimbledon

e però sembra non bastare, inesorabile l’avversario gli fa un altro break e si inerpica, 4-2 e poi 5-3. E’ finita, pensano tutti. Non sanno di cosa parlano: quello è Roger Federer, e non è il Roger Federer abulico dell’ultimo biennio che perde da Stakhovsky e si fa umiliare da Robredo. E’ Federer il Re, quello che vinceva solo guardando gli avversari con calma olimpica, e gli altri che se la facevano sotto. Arriva il break, e non fai il break a Nole quando Nole serve per il match se non ti chiami Roger. 4-5. Poi 5-5, perchè a quel punto le prime dello svizzero sono palle di granito. E poi, non ci crede nessuno, 5-6 quasi sbadigliando: ma come? Semplice: Federer sta facendo il Federer, quello dei tempi d’oro; e Djokovic che era convinto di aver vinto si ritrova a dover ricominciare, perchè nel frattempo sì, siamo 5-7 e due set pari. Ed è allora che forse il serbo inizia a ragionare. Ragionare sul fatto che è 6-7 nelle finali Slam, ragionare sul fatto che quella è casa Federer, ragionare sul fatto che aveva già vinto e potrebbe perdere. Pensa così Nole, e nello stesso momento vince l’incontro. Dovesse mollare un game, lo sa bene, un’oretta più tardi dovrebbe osservare Federer che solleva il trofeo; e riesce a non mollare, a rimanere lì, attaccato nel punteggio. Addirittura riesce a costruirsi tre palle break, ma Federer gioca ancora da campione e in particolare sulla terza compie un prodigio, si salva fa il 4-4. Ma è finita lì. L’ultimo rovescio del Re finisce in rete: Djokovic alza le braccia e riesce a trattenere le lacrime almeno fino all’abbraccio con Roger a rete. In tribuna Boris Becker esulta come quando i titoli, anni e chili fa ma sempre su questo campo, li vinceva lui. L’All England Lawn Tennis Club chiude: il serbo torna a casa in bellezza, con tanto di ritorno al numero 1 del mondo come ormai da tempo si attendeva. Per Federer una sconfitta agrodolce: ha smentito tutti quelli che dicevano non potesse più tornare in una finale Slam, ma poi è arrivato a tanto così dal titolo e l’ha visto sfuggire. Il numero 18 forse è solo rimandato, forse no; di sicuro gli anni passano inesorabili, e questi sono campioni. Ma vai sapere: con Roger Federer certe regole vanno a farsi benedire. 

(Claudio Franceschini) 



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