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Morto Alfredo Di Stefano/ Il ricordo di Tarcisio Burnich (esclusiva)

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Alfredo Di Stefano con la maglia del Real Madrid (dal profilo Twitter ufficiale @realmadrid)  Alfredo Di Stefano con la maglia del Real Madrid (dal profilo Twitter ufficiale @realmadrid)

MORTO ALFREDO DI STEFANO: IL RICORSO DI TARCISIO BURGNICH (ESCLUSIVA) - E' morto all'età di 88 anni Alfredo Di Stefano, dopo l'infarto subito venerdì scorso (era il 4 luglio) a Madrid, fuori da un ristorante. Di Stefano è stato uno degli attaccanti più forti della storia del calcio: nato a Barracas, nei pressi di Buenos Aires, il 4 luglio 1926, ha giocato per River Plate, Huracan, Millonarios (Colombia), Real Madrid ed Espanyol. Si è affermato soprattutto con la 'camiseta blanca' del Real, con cui ha vinto tra le altre cose 5 Coppe dei Campioni (segnando in tutte e cinque le finali), 1 Coppa Intercontinentale e 2 Palloni d'oro. In ricordo di Alfredo Di Stefano ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Tarcisio Burgnich, che con l'Inter affrontò e sconfisse negli anni '60 il grande Real Madrid.
Può descrivere tecnicamente Alfredo Di Stefano? Era un giocatore completo, sapeva fare di tutto, per certi versi il calciatore cui assomigliava di più era Valentino Mazzola. Un giocatore offensivo ma universale, classificarlo come centravanti o fantasista era quasi limitativo per le sue capacità.
C'è un ricordo particolare che la lega a Di Stefano? Non posso che ricordare la finale di Coppa del Campioni del 1964 a Vienna, in cui l'Inter sconfisse il Real Madrid di Di Stefano per 3-1. Fu un'emozione particolare per me: da ragazzo giocavo con le figurine del Real Madrid, arrivare ad incontrarli è stata un'emozione difficile da descrivere. Penso che a livello personale la sfida al grande Real sia stata più emozionante di Italia-Germania 4-3 a Messico 1970.
Molti sostengono che nella storia del calcio Di Stefano sia al livello di Pelè e Maradona: è d'accordo? Direi proprio di sì, anzi credo che dal punto di vista dell'intelligenza in campo e tatticamente Di Stefano era superiore. Anche per questo era grande, era un giocatore a tutto tondo.
E' riuscito a conoscerlo fuori dal campo? Da quello che ho visto e mi ricordo posso dire che era una persona esemplare anche fuori dal campo. Un vero signore per quanto ci ho avuto a che fare.
Quanto è legata la sua fama ai successi del Real Madrid? Tanto perché ha fatto parte di una squadra mitica, che ha vinto moltissimo. La bravura di Di Stefano è stata una delle principali chiavi di successo per quel gruppo.
Di Stefano era argentino naturalizzato spagnolo: si può dire che abbia unito due scuole calcistiche, quella sudamericana e quella europea? Sì si può dire, aveva sangue argentino ma la Spagna e Madrid sono diventate casa sua, la sua seconda patria. Come ho detto Di Stefano era un giocatore completo e forse si deve anche al questo, al fatto di aver sommato alle sue basi argentine i miglioramenti e le conoscenze ottenute in Europa.
E' possibile, fatte le dovute proporzioni, identificare un giocatore simile a Di Stefano nel calcio più recente? Come lui ne nascono veramente pochi, è difficile sinceramente scegliere un giocatore dei giorni nostri che richiami la completezza di Di Stefano. Perché lui aveva genio ma anche una struttura fisica adeguata. Oggi forse o si ha tanto l'uno oppure tantissimo l'altra.

(Franco Vittadini)



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