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Pagelle/ Wimbledon 2014: i voti ai protagonisti del torneo maschile. Djokovic supera un Federer gigante, Nadal-Murray in calo (tennis)

Pubblicazione:lunedì 7 luglio 2014

Novak Djokovic (27 anni) e Roger Federer (32) con i trofei di Wimbledon Novak Djokovic (27 anni) e Roger Federer (32) con i trofei di Wimbledon

RAFAEL NADAL 5,5 Ohibò, questa proprio non ce l’aspettavamo. Nadal che perde contro un diciannovenne? Succede anche questo: da tre anni Wimbledon è maledetto per lo spagnolo, che perde anche la prima posizione mondiale e ora sa di dover difendere una marea di punti da qui a fine anno (i due Master 1000 del Nord America e gli Us Open). Sembra evidente che Rafa abbia pagato, lo ripetiamo, un 2013 nel quale ha spesso e volentieri nascosto il dolore e la fatica per recuperare terreno. Anche uno come lui però non è immortale, e l’erba non fa sconti; era già andato sotto in un paio di set contro Rosol e Kukushkin, quando ha trovato un avversario atletico, senza paura e capace di sparare proiettili è caduto. In questo periodo fa fatica, lo si era visto sulla terra; il Roland Garros ne ha mascherato i limiti fisici e la stanchezza, ma qui il problema è riemerso. Niente di grave, però con la concorrenza che aumenta non può più pensare di vincere solo e soltanto di nervi e forza bruta. 

STANISLAS WAWRINKA 6 Aveva l’occasione d’oro: battere il suo amico Federer (ancora, dopo Montecarlo) e tornare in una semifinale Slam, dove probabilmente contro Raonic sarebbe stato favorito. Non ce l’ha fatta, e da oggi torna il secondo svizzero nel ranking (numero 4). Peccato, ma è oggettivo e lampante che dopo aver vinto gli Australian Open Stan abbia subito un calo fino a quasi crollare; ritrovarsi lassù a 29 anni può essere difficile da gestire dopo una carriera ottima ma senza picchi. Roger lo ha onestamente battuto sul piano mentale; a un certo punto il buon Wawrinka ha iniziato a forzare e sbagliare invece di rimanere calmo e provare a giocare come sa, come aveva fatto appunto nel Principato. Rimane mina vagante tra le più pericolose; perdere da questo Roger non è certo una bocciatura ma intanto ha fallito l’esame di maturità.

SIMONE BOLELLI 8 Menzione speciale per l’unico italiano che ci abbia davvero fatto sognare. Poteva diventare il quinto azzurro agli ottavi di Wimbledon nell’era Open; ci è andato vicinissimo in un match, quello contro Nishikori, che si è protratto per tre giorni con in mezzo la domenica di pausa. Ha però giocato benissimo, come non gli capitava da tempo; la vittoria contro Kohlschreiber è una perla in una carriera ormai avanzata, e lo riporta a ridosso dei primi 100. Forse Raonic lo avrebbe distrutto il giorno successivo, a noi resta il ricordo di un torneo giocato sempre all’attacco e senza paura, con la speranza che ora si possa ripetere a Flushing Meadows. 

GLI ALTRI ITALIANI 5 Come per le donne: un bilancio del tutto negativo. L’unica giustificazione, se vogliamo, è che dagli uomini ci aspettavamo di meno in termini generali; certamente da Paolo Lorenzi che ancora una volta è stato iellato nel sorteggio avendo pescato subito Roger Federer. Almeno Andreas Seppi e Fabio Fognini però avrebbero potuto e dovuto spingersi più in là; l’altoatesino invece ha perso subito, mentre Fabio ancora una volta è stato eliminato dai nervi e dall’incapacità di gestire la situazione (anche senza dare in escandescenze) in un incontro che stava giocando molto bene. Il reale problema è che non si vedono “ricambi” all’orizzonte: l’unico è Gianluigi Qiunzi che a maggio ha infilato una serie di tre titoli Futures (uno in Romania, due in Marocco) e che ora aspettiamo stabilmente tra i pro senza mettergli pressione. Filippo Baldi ha raggiunto i quarti del torneo juniores; aveva il match in mano ma ha perso.

(Claudio Franceschini)



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