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Pagelle/ Olanda-Argentina (2-4 dcr): i voti della partita (Coppa del Mondo 2014, semifinale)

(dal profilo Twitter ufficiale @FIFAWorldCup) (dal profilo Twitter ufficiale @FIFAWorldCup)

L’ex portiere della Sampdoria fa la figura dello spettatore non pagante. Mai un tiro verso i suoi pali: serata tranquilla. Protagonista ai rigori. Salva su Vlaar e Sneijder: l’Argentina vola in finale.

La sua esperienza non lo tradisce in un momento delicato come questo. Buone le due chiusure in avvio su Robben e interessanti un paio di discese sull’out di competenza. Un po’ incostante.

Se l’Olanda ha Vlaar, l’Argentina ha lui. D’accordo che gli attaccanti in maglia arancioni sono l’ombra di loro stessi ma lui ci mette il fisico. Non perde un duello.

Come il collega di reparto disputa una partita attenta e ordinata senza lasciarsi mai sorprendere. I due centrali argentini si completano a vicenda.

ROJO 5,5 – Al rientro dopo la squalifica il terzino non si rende protagonista di una grande gara. In difesa non è attentissimo mentre quando attacca è piuttosto disordinato.

Con un modulo simile uomini come lui in mezzo al campo servono eccome. Mediano che deve distruggere il gioco avversario ma è fin troppo falloso. Nel secondo tempo le pile si scaricano.

Baluardo del centrocampo argentino. Ogni azione passa dai suoi piedi anche se non è un playmaker. Si limita al compito di mettere ordine e smista il pallone da una parte all’altra del terreno di gioco. Importante mediano per l’Albiceleste. Decisiva la sua scivolata su Robben nel finale a salvare lo 0-0.

Uno dei più vivaci assieme a Lavezzi. Inizia bene ma alla lunga le sue folate vanno a sprazzi. Mette in crisi Martins Indi ma fatica di più di fronte a Janmaat. Regala un assist d’oro a Higuain (dall'80’PALACIO 5,5 – Non viene quasi mai attivato: uno come lui avrebbe bisogno di passaggi filtranti ma al nerazzurro ne arrivano davvero pochi. Regala a Cilessen il pallone del probabile vantaggio con uno sciagurato colpo di testa).

Dopo un buon primo tempo la Pulce si perde nella ripresa. Il capitano si abbassa spesso per cercare di far ripartire una manovra lenta e parte delle sue energie si perdono in questo compito. Di tanto in tanto il suo genio si attiva regalando buoni palloni ai compagni. Poteva fare di più.

Nel primo tempo è il migliore poi del Pocho si perdono le tracce. Mai un contropiede, mai uno scatto. Forse andava sostituito (dal 100’MAXI RODRIGUEZ 6 – La sua presenza in campo non si nota fino a quando non regala un buon assist a Palacio sprecato dal compagno. Ci prova anche lui nel finale ma non riesce ad incidere).

Ha sul piede l’occasione più nitida del match ma non trova la porta sull’assist di Perez. Si allarga molto per avere la palla tra i piedi ma l’attaccante del Napoli finisce per essere richiamato in panchina (dall’80’ AGUERO 5 – Inserito per creare maggiore incisività in attacco, la punta del City non ripaga la scelta di Sabella).

Vedi quanto scritto per Van Gaal. L’Argentina è opaca e dice la sua soltanto nella seconda metà del primo tempo. Con un potenziale offensivo simile ci si aspetta di più sotto porta. In finale dovrà cambiare qualcosa o rischia di vedere la sua squadra frantumata come il Brasile.

 

(Federico Giuliani)

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