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Pagelle/ Olanda-Argentina (2-4 dcr): i voti della partita (Coppa del Mondo 2014, semifinale)

Le pagelle di Olanda-Argentina 2-4 dcr, seconda semifinale della Coppa del Mondo 2014 in Brasile: i voti della partita giocata all'Arena Corinthians di San Paolo, risolta ai rigori

(dal profilo Twitter ufficiale @FIFAWorldCup) (dal profilo Twitter ufficiale @FIFAWorldCup)

In una gara monotona e piuttosto noiosa i ventidue in campo non si rendono protagonisti di un ottimo match.  Nell’Olanda l’unico che prova a rendersi pericoloso e Robben. Il migliore in campo è pero Vlaar, vero e proprio pilastro in difesa. Dall’altra parte Messi è evanescente mentre Lavezzi, uno dei più vivaci nel primo tempo, si spenge fino al richiamo in panchina. Bene anche qui la difesa con Demichelis in cattedra. Ottime prove anche per Perez e Mascherano. Ai rigori bravo Romero a neutralizzare i tiri di Vlaar e Sneijder. Non commette gravi errori. La gara fila liscia come l’olio. Forse poteva mostrare qualche cartellino giallo in più.

Olanda e Argentina si giocano da imbattute in questa competizione l’accesso alla finalissima di un Mondiale divertente come non accadeva da anni. Le due Nazionali si ritrovano di fronte in una Coppa del Mondo dopo lo 0-0 di Germania 2006: da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti ed entrambi gli schieramenti sono stati protagonisti di una crescita progressiva. Gli Orange erano i finalisti di Sud Africa 2010 contro la Spagna e accarezzarono il possibile trionfo fino al gol subito nei supplementari ad opera di Iniesta. Dopo un Europeo a dir poco sconcertate gli olandesi, nonostante molto scetticismo attorno a loro, hanno saputo riproporre una rosa forte e competitiva, un mix di esperti e giovani gestito alla perfezione dallo stratega Van Gaal. A fronteggiare l’insidia europea troviamo l’Argentina di Messi giunta tra le prime quattro in Brasile, terra della squadra da sempre rivale dell’Albiceleste. Sabella ha una squadra da cinque stelle in attacco ma scendendo a ritroso verso la porta si trovano numerose lacune: elementi non all’altezza, mancanza di giocatori chiave, una difesa non sicurissima e un portiere ballerino. Fin qui non è sembrato visto che l’Argentina è stata brava a mascherare i suoi nei affidandosi al genio della Pulce e di altri solisti. Veniamo agli schieramenti. Van Gaal recupera due pedine fondamentali per gli Orange: Vlaar in difesa e De Jong in mezzo al campo. Grazie ai due ritorni eccellenti gli europei si schierano con il 5-3-2, modulo che ha schiantato la Spagna nel match d’esordio nella fase a gironi. In porta Cilessen; difesa con Vlaar, De Vrij e Martins Indi; centrocampo foltissimo con De Jong, Senijder, Wijnaldum, Kuyt e Blind; in attacco spazio al tandem Robben-Van Persie. L’Argentina non è solo Messi anche se il fantasista del Barcellona appare il pericolo numero uno. Sabella propone un 4-3-1-2 pronto a trasformarsi all’occorrenza in un razionale 4-4-2. Romero tra i pali; Zabaleta, Demichelis, Garay e Rojo a formare la linea arretrata; Biglia, Mascherano, Perez in mediana; Messi tra le linee e Lavezzi con Higuain in posizione avanzata. Nei primi 15’ la partita non offre spunti particolari. Le due squadre sono molto bloccate; vige un assoluto equilibrio. Il copione vede l’Olanda mantenere il possesso del pallone con l’Argentina chiusa in attesa di ripartire con i rapidi attaccanti. L’unico che si fa notare in avvio è Robben (voto 6) il quale, pur spostandosi da destra a sinistra, è stato ben francobollato da Zabaleta (voto 6). La prima occasione del match è a tinte arancioni: Sneijder (voto 5,5) si ritrova un pallone vagante nei pressi del limite dell’area argentina e non ci pensa due volte a tentare la battuta verso la porta di Romero (sv) che guarda la sfera terminare sul fondo. Risponde l’Argentina con un calcio di punizione di Messi (voto 6,5) dai 20 metri: la Pulce prova a sorprendere Cilessen (voto 6) sul proprio palo ma l’olandese non si lascia ingannare. Poco dopo Perez (voto 6,5), uno dei più attivi, serve Messi sulla destra che di prima fa viaggiare Zabaleta: l’esperto terzino crossa al centro per Higuain (voto 6) anticipato per un nulla da Vlaar (voto 6,5). Cresce l’Argentina che manda in crisi l’Olanda soprattutto sulla corsia destra dove Sabella decide di spostare Lavezzi (voto 6,5): troppo veloce il Pocho per Martins Indi (voto 5). L’ex Napoli crea parecchie grane agli olandesi da quella parte. Al 24’ l’occasione più ghiotta del match in seguito ad un calcio d’angolo: Garay (voto 6) anticipa Vlaar e di testa spedisce alto dal cuore dell’area di rigore. L’Olanda si assopisce e il palleggio degli europei serve a poco o nulla visto che l’Argentina non si scopre e aspetta di infilare gli Orange in contropiede L’Albiceleste fa una fatica pazzesca ad impostare tanto che a turno Messi e Higuain devono scendere quando sulla trequarti quando a centrocampo per raccogliere il pallone tra i piedi. Mascherano (voto 6) e Biglia (voto 6) mostrano dei limiti tecnici ben ricompensati da quelli agonistici: decisivi per l’equilibrio del modulo la corsa e grinta dei due mastini. Anche l’Olanda non brilla in fase di impostazione: l’unico ad accendere la luce è Sneijder ma Blind (voto 5) e Kuyt (voto 5) non si rivelano abili pendolini. Di conseguenza gli sbocchi Orange sono limitati: o Robben o il nulla. 
La gara è divertente soltanto perché si tratta di una semifinale ma di occasioni se ne vedono pochissime sia da una parte che dall’altra. Gioco equilibrato e spezzettato. Mancano i lampi di genio dei campioni in campo.
Deludenti gli uomini di Van Gaal. Con tutta la qualità in campo gli Orange faticano a costruire trame offensive. La spiegazione è semplice: gli esterni sono bloccati e Robben non si è ancora attivato. Van Persie è un’ombra.  
Il centrale olandese sbriglia delle situazioni complicate. Sempre attento su Higuain in chiusura: si fa beffare soltanto dall’occasione aerea di Garay.  
Come detto in precedenza, un’ombra. D’accordo che è piuttosto isolato ma non fa niente per farsi trovare dai compagni. Pochi movimenti. Si gioca la palma di peggiore in campo con il compagno Martins Indi.
Niente di trascendentale ma per lo meno prova a far male all’Olanda con l’arma migliore: la rapidità degli attaccanti. In difesa non soffre perché Robben e Van Persie si sono annullati da soli. Difficoltà enormi in fase di costruzione a centrocampo: se non si abbassa Messi è notte fonda.
Il Pocho parte a sinistra poi si ritrova a destra. Intuizione vincente perché l’ex Napoli quando parte in velocità si beve Martins Indi che è una meraviglia. Uno dei più attivi del match.  
In difesa nelle poche volte in cui viene puntati dagli avversari non se la sbriga alla grande. Mai un’iniziativa in zona offensiva. 
Bene la direzione del turco. Non sbaglia quasi niente in un match tutto sommato scorrevole. Giusta l’ammonizione a Martins Indi. (Federico Giuliani)