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PROBABILI FORMAZIONI / Napoli-Paok Salonicco: i due ex 'greci' (amichevole)

Le probabili formazioni di Napoli Paok Salonicco, amichevole internazionale che si gioca allo stadio San Paolo. Prima della partita i partenopei presenteranno la nuova rosa ai tifosi

Il Napoli schierato prima della partita contro il Kalloni Il Napoli schierato prima della partita contro il Kalloni

Nelle probabili formazioni di Napoli-Grecia non compaiono ex; ma ci sono due personaggi che sono stati legati alla storia partenopea e che hanno avuto a che fare con il calcio ellenico. Un giocatore e un allenatore, a poche ore dal calcio d’inizio andiamo a scoprire chi sono. CLAUDIO RANIERI L’ufficialità è arrivata lo scorso 25 luglio: ha firmato un biennale ed è diventato il Commissario Tecnico della Grecia. Per due anni Claudio Ranieri, oggi 63 anni, ha guidato il Napoli: è successo ancora agli inizi della carriera, e il San Paolo è stata la prima grande piazza dopo il triennio nel Cagliari. erano gli anni del post-Maradona: anni difficili, perchè il Napoli era sato una potenza del calcio italiano ed europeo e affrontava il lento declino. Tuttavia fece bene: il primo anno centrò il quarto posto (a un solo punto dal Torino terzo) e il conseguente ritorno in Coppa UEFA. Era in panchina quando il Napoli vinse 5-1 al Mestalla di Valencia con cinque reti di Daniel Fonseca (che aveva allenato a Cagliari e rivoluto al San Paolo), ma a novembre quattro gol di Marco Van Basten gli costarono l’esonero. Oggi è alla prima esperienza sulla panchina di una nazionale, dopo aver guidato Juventus, Roma e Inter in patria (oltre alla Fiorentina e al Parma, con miracolosa salvezza), lo stesso Valencia, Atletico Madrid e Chelsea all’estero. SAMUELE DALLA BONA Poco tempo fa si lasciò andare a uno sfogo contro il calcio italiano che, disse, lo aveva costretto a lasciare il suo Paese. Grande talento in gioventù, dal florido vivaio dell’Atalanta si spostò al Chelsea, dove giocò per quattro anni in prima squadra, titolare a 20 anni per decisione di… Claudio Ranieri, che nel frattempo era arrivato a Stamford Bridge. Tornò in Italia: il Milan ne era rimasto stregato. Sembrava l’inizio di una strepitosa carriera, ma non fu così: infortuni e incomprensioni, andò in prestito a Bologna, poi a Lecce dove tornò protagonista con Zdenek Zeman, poi alla Sampdoria. In rossonero non rimise più piede, e l’ultima esperienza continuativa e di livello che fece fu con il Napoli: contribuì attivamente alla promozione in Serie A del 2007, ma poi fu nuovamente accantonato nella massima serie. Fu allora che il Napoli lo spedì in prestito all’Iraklis, in Grecia: qui però fu colpito da una forte tendinite, il club andò in crisi economica e lui rientrò in Italia. Verona, Atalanta, Mantova nel finale della sua carriera, chiusa a soli 31 anni.

Non è propriamente un ritorno: lo avevamo già visto in campo nel finale della scorsa stagione. Tuttavia Juan Camilo Zuniga rappresenta di fatto un nuovo acquisto per Rafa Benitez. Sembrava fosse sul piede di partenza: la Juventus si era fatta sotto, aveva quasi chiuso, si mormorava di un rinnovo che non arrivava perchè il colombiano aveva già deciso di firmare per i bianconeri. Poi la firma fino al 2018 che metteva fine alla lunga telenovela, e pochi giorni più tardi l’intervento per rimuovere la calcificazione del ginocchio destro, e l’inizio del calvario: è rimasto fuori da ottobre a maggio, giocando 8 partite in tutta la stagione. Può essere l’arma in più del Napoli: se sta bene ha già dimostrato di poter fare la differenza, gioca a destra o a sinistra e, pur se si tratta di una soluzione azzardata, si può muovere anche in un eventuale tridente offensivo in caso di necessità. Questa sera dovrebbe partire titolare: e sarà lui il proprietario del ruolo per tutta la stagione. Con lui Benitez riscopre un giocatore in più nella sua rosa, a costo zero perchè c’era già: il Mondiale non è forse stato come se lo sarebbe potuto aspettare, ma intanto con la sua Colombia è arrivato fino ai quarti e adesso torna per dimostrare che è uno dei migliori terzini del campionato, come aveva lasciato intravedere nell’unica stagione giocata a Siena. 

Si gioca domani sera alle ore 21 Napoli-Paok Salonicco, partita amichevole dello stadio San Paolo. I partenopei affrontano la prima di tre sfide impegnative (le altre contro Barcellona e PSG); per l’occasione presenteranno ai tifosi la nuova rosa come era già accaduto la scorsa stagione, mentre il ricavato dell’incasso sarà devoluto al progetto Fratellanza italiana calcio in nome di Ciro Esposito. Un ulteriore modo per ricordare il giovane tifoso scomparso per le gravi ferite riportate nel corso degli scontri a fuoco prima della finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Allo stadio ci sarà anche Antonella Leardi, la madre di Ciro: “Me lo ha chiesto il presidente De Laurentiis, bisogna eliminare la violenza del calcio. Il 2 novembre è il giorno dedicato ai morti: ci sarà Napoli-Roma e io vorrei che i tifosi portassero un fiore allo stadio”.  

Rafa Benitez ha riabbracciato i suoi nazionali; tranne Gonzalo Higuain ed Henrique, che il Mondiale lo hanno giocato fino in fondo e dovrebbero rientrare in due giorni. A meno che il Pipita non anticipi il suo ritorno: di questo si è parlato negli ultimi giorni, perchè il preliminare di Champions League si avvicina (21 o 22 agosto) e ormai il tempo per prepararlo è poco. Si insiste sul 4-2-3-1 che per il momento non sembra avere troppe alternative: Valon Behrami ha lasciato per andare ad Amburgo, in mezzo si potrebbe sistemare anche Dzemaili (si parla sempre di Milan come di una possibilità concreta) e si attende di piazzare un colpo (Fellaini o Mario Suarez, entrambi comunque difficili per il costo del cartellino) per dare a Jorginho il suo partner ideale. Che per ora è Gokhan Inler, sempre confermato nonostante dallo scorso anno rimbalzino voci di una cessione imminente, mentre davanti a loro agiranno Insigne, Hamsik e Callejon. A proposito: il talento di Frattamaggiore ha avuto qualche momento di tensione con i tifosi, la causa è la richiesta di aumento che non ha trovato risposte. Non si parla certo di tensione, ma il rapporto con Napoli ha vissuto giorni migliori. Duvan Zapata o Michu saranno la prima punta, mentre in difesa davanti a Rafael giocheranno Koulibaly e Britos in mezzo con Mesto e Ghoulam sulle corsie; si tiene conto anche del Barcellona tra quattro giorni (a Ginevra).

Il Paok Salonicco è stato secondo nella regular season dello scorso campionato greco, ma nel playoff per stabilire le posizioni nelle coppe europee è giunto alle spalle del Panathinaikos dovendo così rinunciare alla Champions League. Si tratta comunque di una squadra molto solida; per contrastare il dominio dell’Olympiacos, giunto a +17 nell’ultimo campionato, la società ha richiamato Angelos Anastadiadis, che da queste parti è una gloria: ex centrocampista (otto stagioni a Salonicco), ha guidato la squadra in due bienni separati nel tempo di 13 anni. Il secondo gli è valso la Coppa di Grecia e la nomina di miglior allenatore dell’anno. Dopo aver guidato la nazionale di Cipro per sette anni è andato ad allenare il PAS Giannina e proprio una vittoria sul campo del suo Paok è stata fondamentale per la salvezza; l’anno seguente ha raggiunto i preliminari di Europa League. Il modulo preferito è il 4-2-3-1; la punta centrale sarà Dimitrios Salpingidis, reduce dal Mondiale con la Grecia, mentre alle sue spalle agiranno molto probabilmente Robert Mak, appena acquistato dal Norimberga, e il belga Maarten Martens, con Facundo Pereyra arrivato dal Gimnasia La Plata a fungere da trequartista. In mediana, non rinnovato il contratto all’israeliano Natcho che era arrivato in gennaio, si punta sull’esperienza dell’olandese Maduro e di Alexander Tziolis, altro nazionale; davanti a Charles Itandje, portiere della nazionale del Camerun, dovrebbero agire Kontstantinidis e Razvan Rat, arrivato dallo Shakhtar Donetsk, sulle corsie con Miguel Vitor e Inigo Lopez al centro.