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Europei atletica Zurigo 2014/ Il bilancio e i protagonisti: piccoli ma buoni, l'Italia sorride con gli Under 23

Pubblicazione:lunedì 18 agosto 2014

Daniele Meucci in azione (da Facebook European Athletics) Daniele Meucci in azione (da Facebook European Athletics)

EUROPEI ATLETICA ZURIGO 2014: BILANCIO ITALIA E PROTAGONISTI – Meglio tardi che mai... La valutazione degli azzurri nei primi giorni di gara degli Europei di atletica 2014 era più che deludente ma, con la tenacia che caratterizza noi italiani, abbiamo piazzato i colpi vincenti negli ultimi giorni. Ma andiamo per ordine: questi europei si sono aperti con un vasto numero (terzo di sempre) di atleti chiamati a difendere il tricolore. Dato che, col senno di poi, ci indica un incremento nel movimento atletica, seppur senza i campioni di un tempo. Complice la giovane età e/o l’esordio di gran parte degli atleti, questi campionati si sono chiusi con un magro bottino di due ori e un argento, che porta comunque il nostro medagliere (nono posto) ad essere il più prestigioso da 16 anni a questa parte in attesa di sapere se arriverà l'oro nella marcia di Alex Schwazer di Barcellona 2010. Come si può immaginare, parlare di tanti giovani “al via” è la notizia che fa più rumore, raggiungendo traguardi insperati. Una delle più sorprendenti è la vicentina Federica Del Buono (classe ’94), doppia figlia d’arte, autrice di una meravigliosa prova sui 1500 metri già nella fase eliminatoria e poi di ottenere in finale un quinto posto che le ha permesso di migliorare il suo record personale (4’07’’49). Altro nome di spicco è quello di Diego Marani, che si impone sul podio della classifica “all time” dei 200 metri con 20’’36 alle spalle di Andrew Howe (20’’28) e del mitico Pietro Mennea (19’’72). Passiamo ai medagliati: la italo-cubana Libania Grenot si impone nel “giro della morte” (i 400 metri piani) corso con la cattiveria necessaria, accumulata negli ultimi tre anni trascorsi ad allenarsi in Florida, dopo che gare non all’altezza l’hanno portata a trasferirsi nel “nuovo” continente. Una Libania ritrovata. Si conferma invece Valeria Straneo, che ha scoperto la maratona solo a 35 anni (ora ne ha 38) e bissa il secondo posto dei Campionati del Mondo di Mosca dell’anno passato con quello conquistato sempre sui 42.195m dei Campionati di Zurigo, contornato anche dal primo posto della Coppa Europa a squadre, che premia la prima nazione che porta all’arrivo tre atleti ma non assegna medaglia. L'ultimo giorno ci ha portato la “scoperta” di Daniele Meucci, più famoso per le gare in pista, che vince con una esaltante rimonta la terza maratona della sua vita. Da segnalare infine il ritiro dal campo gara dell’astista Giuseppe Gibilisco, che nella sua carriera riuscì a salire sul tetto del mondo a Parigi nel 2003. Uscendo dal “bel paese” ammiriamo...


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