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Calciomercato/ Tommasi (ag.FIFA): niente più stranieri, punterò sulla procura dei giovani italiani (esclusiva)

Pubblicazione:giovedì 18 settembre 2014

Carlo Tavecchio (infophoto) Carlo Tavecchio (infophoto)

CALCIOMERCATO: L'AGENTE FIFA TOMMASI PARLA DELLA PROPRIA IDEA (esclusiva) - Il nuovo presidente della Figc Carlo Tavecchio ha intenzione di cambiare il calcio italiano attraverso alcune riforme importanti. Prima tra tutti l'inserimento di una regola che obbligherebbe i club italiani a inserire otto giovani talenti provenienti dalla Primavera all'interno della rosa principale. L'agente Fifa Adriano Tommasi, in esclusiva per IlSussidiario.net, racconta la sua iniziativa di prendere in procura solo giovani talenti italiani.

Signor Tommasi, ci parli della sua iniziativa. Che decisione ha preso? Visto che nessuno, o almeno in pochi, pensano al calcio italiano, sarò io a tutelare i giovani talenti del nostro calcio. Prenderò in procura solo giovani italiani.

Niente stranieri quindi? No, perché in Italia abbiamo troppi stranieri e i talenti italiani non vengono mai sponsorizzati a dovere, questo non credo sia giusto.

Quando ha deciso di prendere questa decisione? Tutto è partito da quando la Juventus ha preso Morata lasciando andare Immobile. Ho fatto un confronto tra i due negli ultimi tre anni, Immobile ha una media realizzativa migliore del giocatore spagnolo eppure la Juventus ha preferito puntare sull'iberico.

Non crede che questa decisione possa penalizzarla a livello professionale? In Italia si lavora molto con gli stranieri, credo che non sarà facile per me dal punto di vista lavorativo, ma ho deciso di pensare soprattutto ai giovani talenti italiani.

Spera di trovare l'appoggio di qualche altro agente? Ognuno lavora come meglio crede, però io voglio dare finalmente muovermi a favore dei giovani italiani.

Tavecchio è pronto a inserire la regola degli otto italiani presenti nella rosa. Sarebbe una svolta? Certamente, io spero però che si possa davvero attuare questa regola, sarebbe importante per i nostri talenti che spesso sono in panchina a favore di stranieri mediocri.

(Claudio Ruggieri)



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