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Pagelle/ Bruges-Torino (0-0): i voti della partita (Europa League girone B, 18 settembre 2014)

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Nel primo tempo effettua due parate decisive, prima sul colpo di testa di Duarte poi sul tiro velenoso di Vazquez. Si ripete nella ripresa su un colpo di testa di Vormer.

Non offre grandi garanzie  di sicurezza. Troppe disattenzioni nella ripresa come quando si perde Vormer sull'occasione più nitida del Bruges nel secondo tempo.

L'ex Malmoe utilizza tutta la sua esperienza. Inizio difficile poi la situazione migliora. Sicuramente è il migliore del pacchetto arretrato granata.

Partita complicata per lui. In avvio commette due errori banali che per poco non costano cari al Torino. Meglio nella seconda fase di match.

Il capitano sembra abbia le batterie scariche. Discese con il contagocce e qualche errore di troppo ne condizionano il giudizio.

A tratti è uno dei più attivi del Torino poi con il passare dei minuti il suo rendimento cala fino alla sostituzione (dal 64' EL KADDOURI 6 - Il suo ingresso rappresenta una scossa per i granata. Sfiora il gol con un assolo nel finale).

L'erroraccio del primo tempo (quando consegna un pallone velenoso a quelli del Bruges) è archiviato nella ripresa quando il mediano granata detta legge a centrocampo.

Alterna buone iniziative a errori tecnici. Nel complesso una gara da sei. (dall' 85' NOCERINO - SV)

Spesso rude negli interventi, l'ala di Ventura non rende come dovrebbe. Pochi cross precisi per la testa di Amauri.

Fa a sportellate con l'intera difesa belga ma l'ex Juventus non riesce mai a impensierire Ryan. Urge un cambio di marcia per le prossime gare.

Luci e ombre. Buono in avvio quando arretra tra le linee per giocare più palloni, male nel resto della gara (dal 68'MARTINEZ 6 - Decisamente piu reattivo di Quagliarella. Sfiora il gol del colpaccio nel finale).

Un punto in trasferta: inizia così il Torino di Ventura in Europa League. La prestazione non è affatto da buttare anche se la difesa a tratti ha traballato troppo.


Gara tranquilla. Giusti i tre cartellini gialli estratti. Poco altro da fare in una sfida di facile gestione.

(Federico Giuliani)

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