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Probabili formazioni / Germania-Argentina: i protagonisti (amichevole internazionale)

Le probabili formazioni di Germania Argentina: a Dusseldorf (ore 20:45) si gioca l'amichevole internazionale che è la riedizione della finale dei Mondiali andata in scena quasi due mesi fa

Mario Gotze segna il gol che vale la Coppa del Mondo per la Germania (Infophoto) Mario Gotze segna il gol che vale la Coppa del Mondo per la Germania (Infophoto)

Germania-Argentina è la riedizione della finale dei Mondiali: allora vinsero i tedeschi con un gol nel finale dei tempi supplementari, stavolta la posta in palio non c’è (amichevole) ma la tensione e l’agonismo a Dusseldorf non mancheranno. Dalle probabili formazioni della partita di questa sera abbiamo selezionato due protagonisti, uno per parte; li scegliamo come osservati speciali con la convinzione che sapranno mettersi in mostra. GERMANIA, IL PROTAGONISTA: MARCO REUS Per lui questa partita è un pungolo speciale. In Brasile non c’era: sarebbe dovuto essere uno dei fiori all’occhiello della Germania, ma in un’amichevole di preparazione si è infortunato e ha dovuto alzare bandiera bianca. Ora vuole la sua parte; è rimasto al Borussia Dortmund per continuare a vincere con Jurgen Klopp, sarà ancora grande protagonista in nazionale avendo raggiunto - a soli 25 anni - la piena maturità tecnica. ARGENTINA, IL PROTAGONISTA: SERGIO AGUERO Storia simile. Si è infortunato nel girone: ha recuperato, ma a quel punto Sabella aveva trovato l’assetto giusto con Enzo Perez e non vi ha voluto rinunciare. Il Kun è diventato panchinaro di lusso, senza trovare quello spazio che avrebbe meritato uno con i suoi numeri. Stasera dovrebbe partire titolare: sarà ancora fondamentale per questa nazionale, di tutti gli attaccanti che il Tata Martino può convocare lui sembra, insieme a Leo Messi e Gonzalo Higuain, quello più “blindato”. 

Ai Mondiali, Germania-Argentina è stata anche una sfida tra due portieri che hanno giocato un torneo straordinario. Al di là dei pochi gol subiti si sono messi in mostra per la loro sicurezza e la fiducia che hanno trasmesso ai loro compagni; nelle probabili formazioni per l’amichevole di questa sera sono i più sicuri del posto, e dunque andiamo a vedere chi sono. Dubbi non ce ne sono: con il declino della generazione dei Buffon, Casillas e Julio Cesar, il più forte al mondo è lui. Fisico impressionante, gioca in pratica da libero aggiunto: legge le situazioni come nessuno e su ogni  pallone vagante nei pressi della trequarti arriva sempre prima. In più tra i pali ha la reattività di un gatto, e i palloni alti nell’area piccola sono tutti suoi. Riesce a essere leader pur parlando poco e senza avere atteggiamenti da star; i suoi eredi crescono, ma lui fa le scarpe a tutti. Un’immagine su tutti: lo sguardo di fuoco lanciato ai suoi difensori al gol subito da Oscar nella semifinale contro il Brasile. Era il 90’ e la Germania vinceva 7-0. Una storia paradossale. La Sampdoria lo ha voluto per rincorrere la Serie A (missione compiuta) e lo ha poi confermato nella massima categoria. Poi però qualcosa si è incrinato: è andato al Monaco in prestito, non ha quasi mai giocato, è tornato a Genova ed è stato messo sul mercato. Siccome non sono riusciti a venderlo, a Bogliasco è in pratica un emarginato. Nel mezzo però ha giocato un grande Mondiale, parato due rigori agli olandesi in semifinale e tenuto inviolata la sua porta per 489 minuti prima di subire il gol di Mario Gotze. A oggi non c’è un portiere che possa prenderne il posto.

Germania-Argentina 52 giorni dopo. Questa sera a Dusseldorf (ore 20:45) si gioca la riedizione della finale dei Mondiali 2014; certamente non conta come la sfida del Maracanà, ma per la Seleccion è comunque una bella occasione per lenire (solo leggermente) la ferita di quella finale persa ad un passo dai calci di rigore. Per la Germania invece è la prima uscita da campioni del mondo in carica: Joachim Loew aveva qualche dubbio sul fatto di continuare la sua corsa come Commissario Tecnico, ma alla fine ha scelto di restare per provare a vincere anche l’Europeo, realizzando così una doppietta che ai tedeschi non riesce dal 1972-1974 e che per ultima ha realizzato la Spagna (facendo addirittura tris). 

Sono due le grandi novità in casa Germania. La prima: il ritorno di Mario Gomez in nazionale, l’attaccante della Fiorentina aveva recuperato in tempo per i Mondiali ma le condizioni non perfette gli avevano impedito il viaggio in Brasile. La seconda: l’assenza di Philipp Lahm, che lascia la Germania dopo 113 presenze avendo sollevato la Coppa del Mondo. Il nuovo capitano è Bastian Schweinsteiger; il centrocampista del Bayern Monaco però è assente per infortunio e quindi a “guidare” i compagni questa sera sarà Manuel Neuer. Non solo: hanno lasciato anche Per Mertesacker e soprattutto Miroslav Klose, che si è tolto la soddisfazione di diventare il bomber più prolifico nella storia della Coppa del Mondo. Al di là di questo non sono tantissime le novità; la parola d’ordine è programmazione e il nucleo storico rimane. Tutt’al più si vedrà qualche cambio nella formazione titolare; torna lo sfortunatissimo Marco Reus, la punta centrale (più un falso nove) sarà Mario Gotze diventato l’eroe di tutto un popolo nella notte di Rio de Janeiro. E ancora: Grosskreutz e Durm del Borussia Dortmund sulle corsie di difesa, Hummels sarà il terzo giallonero nel reparto arretrato mentre in mediana si muoveranno Toni Kroos e Christoph Kramer, che a causa della botta subita quel 13 luglio non ricorderà mai più di aver giocato una finale mondiale. Muller e Schurrle completano l’attacco; a disposizione nomi come Mesut Ozil, Sami Khedira, Christian Draxler. La Germania fa ancora paura. 

Gerardo Martino si presenta sulla panchina della Seleccion dopo il mezzo fallimento a Barcellona; ha insegnato calcio e portato una nuova idea, ha giocato bene ma non ha vinto. Ora riparte dalla sua patria: per il momento ha confermato il gruppo mondiale ben sapendo che cambi e stravolgimenti dovranno essere graduali. Tuttavia non c’è ancora Carlos Tevez: il Tata ha fatto sapere che in futuro non avrà preclusioni se il rendimento sarà quello dello scorso anno, ma anche che “a volte i giocatori forti sono tutti nello stesso ruolo e non posso portare più di 4-5 attaccanti”. E da questo punto di vista l’Argentina ha sempre avuto enorme abbondanza dalla cintola in su. Lo schema dovrebbe cambiare: 4-4-2, anche se i giocatori sono sempre gli stessi. In porta c’è sempre Sergio Romero: alla Sampdoria non lo considerano, qui è indiscusso titolare. Sulle corsie Zabaleta e Marcos Rojo, in mezzo possibile che sia ancora Demichelis-Garay. A centrocampo dunque arretrano la loro posizione Lavezzi e Di Maria; è chiaro però che avendo due ali simili lo schema in fase di attacco può agilmente diventare un 4-2-4, tutt’al più un 4-2-3-1 qualora Aguero si abbassi sulla trequarti lasciando a Higuain il compito di fare il riferimento avanzato. Leo Messi non c'è; non è chiaro se abbia qualche problema fisico o il Tata abbia voluto risparmiarlo, sta di fatto che non partecipa alla riedizione di una finale nella quale era il giocatore più atteso ma non ha lasciato il segno. Tra i convocati anche gli “italiani” Mariano Andujar, Campagnaro e Basanta (neo acquisto della Fiorentina), assente Rodrigo Palacio che con l’Inter non ha ancora giocato gare ufficiali in stagione.