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Riforma FIGC/ Abodi: obiettivo da raggiungere in due anni

La Federazione Italiana avrebbe in fase di studio tre punti per provare a far tornare competitivo il nostro calcio. La riforma potrebbe diventare effettiva già dalla prossima stagione

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Potrebbe essere la volta buona per vedere una Serie B a 20 squadre. Lo abbiamo scritto prima: la FIGC avrebbe in mente una riforma che prevede la riduzione, in termini di squadre, dei due principali campionati del calcio italiano. A confermare il progetto è stato Andrea Abodi, presidente della Lega Serie B, che ha spiegato (lo riporta La Gazzetta dello Sport) come “eravamo partiti bene, ma abbiamo dovuto fare retromarcia”. Riferimento al ricorso del Novara per il ripescaggio in Serie B, ammesso dal Collegio di Garanzia; a quel punto si è dovuto richiamare in cadetteria il Vicenza. “Adesso però è arrivato il momento di decidere: dobbiamo metterci alle spalle l’atteggiamento litigioso e mi auguro che entro settembre ci sia un accordo tra la nostra Lega e la Lega Pro. Nel giro di due stagioni voglio che l’obiettivo sia raggiunto”. In che modo? Lo ha spiegato lo stesso Abodi, parlando di una stagione con cinque retrocessioni con un contributo finanziario straordinario per la quinta retrocessa, e tre promozioni dalla Lega Pro. "La Serie A deciderà autonomamente cosa fare; ci auguriamo che tutti riescano a valutare velocemente per arrivare a una conclusione entro il 30 settembre. Per quanto riguarda l’incremento del numero degli italiani, il presidente della Lega è ottimista: “Lo scorso anno il 76% degli italiani era in campo; l’orientamento c’è già ma non imporrei il loro utilizzo, vorrei che ci fosse più pazienza e più coraggio nell’investire su di loro”.

Il calcio italiano è in crisi. Non siamo più competitivi in Europa e nel mondo. Ci sono troppi stranieri e i giovani migliori vanno all’estero perchè non hanno spazio. Lo abbiamo sentito dire, e lo abbiamo detto a nostra volta, a più riprese negli ultimi tempi. Adesso pare che la abbia in mente una forte riforma che potrebbero cambiare le cose. O meglio: la Federazione avrebbe deciso di affrontare le difficoltà del calcio italiano agendo tramite leggi e cambiamenti, se poi queste funzioneranno si vedrà. Lo riporta La Stampa; sarebbero tre i punti di svolta studiati. Il primo: almeno quattro giocatori italiani sempre in campo, o comunque un minimo di sei a referto. Il secondo: la riduzione del numero di squadre in Serie A e Serie B. Il terzo: una commissione che valuti il curriculum dei calciatori extracomunitari che arrivino in Italia. Soprattutto, la riforma potrebbe avvenire entro otto-nove mesi; significa che già dalla prossima stagione queste proposte potrebbero diventare realtà. Sicuramente si tratta di proposte interessanti; ovviamente ci sarebbe da discutere nel dettaglio (per esempio, la riduzione del numero di squadre nei due principali campionati sarebbe potuta cominciare dallo scorso agosto, non ripescando nessuna società al posto del Siena nel torneo di Serie B in modo da agevolare un ulteriore taglio, anche perchè per trovare una squadra meritevole si è dovuti arrivare fino al Vicenza che era giunto quinto in Lega Pro e aveva già beneficiato di due ripescaggi nelle tre stagioni precedenti; e ancora, a guardarla da fuori il livello dei giovani dei nostri vivai dovrebbe aumentare in maniera proporzionalmente diretta al numero della concorrenza, perchè almeno a priori se non sei certo del posto ti impegnerai di più per conquistarlo). Si resta dunque in attesa di un cenno ufficiale.

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