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Pagelle/ Us Open 2014: i voti ai protagonisti del torneo. Cilic da urlo, rimpianto Federer (tennis)

Marin Cilic con il suo primo trofeo dello SlamMarin Cilic con il suo primo trofeo dello Slam

 Anche per lui un passo indietro, e anche per lui l’ennesima occasione mancata. La forma stratosferica con cui si era presentato in estate lasciava ben sperare: vittorioso a Toronto mettendo in fila quattro dei primi dieci giocatori al mondo, arrivava a New York sapendo che il suo vero torneo sarebbe iniziato agli ottavi contro Murray. Avendolo superato in Canada sapeva di poter andare oltre i precedenti negativi (2-9), e invece non ha vinto nemmeno un set, venendo rimandato un’altra volta. Vale per lui lo stesso discorso fatto per Berdych: a 29 anni le occasioni le ha avute ma non le ha colte, e ce ne saranno sempre meno. 

 Bisogna fare dei distinguo. Il voto negativo riguarda più che altro Fabio Fognini (4) e Andreas Seppi (5,5): il primo ancora una volta ha perso un match che doveva vincere (contro Mannarino) togliendosi da solo l’opportunità di arrivare fino agli ottavi, il secondo ha dimostrato sul campo come certi giocatori che picchiano a tutto braccio (in questo caso Kyrgios) gli siano inevitabilmente superiori. Pollice levato invece per Paolo Lorenzi (6,5), per la prima volta al secondo turno di uno Slam e poi in grado di spaventare Gasquet, e soprattutto Simone Bolelli (7,5): già superare Vasek Pospisil non era affatto scontato (anzi, partiva sfavorito senza se e senza ma), al secondo turno addirittura è stato avanti due set a zero contro Robredo prima di mollare. Si riparte da qui, con la consapevolezza che nel tennis maschile abbiamo tanta strada da fare, ma qualche soddisfazione ce la possiamo togliere. 

 Nel tennis ATP il concetto di “giovane” è sempre molto sottile; spesso e volentieri alcuni giocatori esplodono ed emergono in età avanzata, e in generale rispetto alle donne maturano meno in fretta. Cilic ad esempio compie 26 anni tra pochi giorni, Nishikori ne fa 25 a dicembre; con la loro carta d’identità Djokovic, Nadal e Federer avevano già fatto incetta di Slam. Tuttavia qualche talento verde sta emergendo: un nome su tutti, quello di Dominic Thiem. Austriaco del ’93, quest’anno ha fatto grandi progressi e agli Us Open si è spinto fino agli ottavi eliminando tra gli altri Gulbis, rimontando da 0-2 (anche per qualche problema fisico del lettone) e Feliciano Lopez. Ha perso contro Berdych, ma evidenziato in modo palese che può fare strada (oggi è numero 36 al mondo). Milos Raonic ha perso contro Nishikori ma ormai è nei primi dieci ed è una realtà, di Dimitrov abbiamo già parlato mentre continuiamo ad aspettare l’esplosione di Jerzy Janowicz: un anno fa a Roma sembrava di stare davanti alla nascita di un campione, adesso ci chiediamo se arriverà mai anche solo nella Top Ten.

(Claudio Franceschini)

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