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FAST4/ Tennis news, rivoluzione nel sistema di punteggio? Meglio passare oltre

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Rafa Nadal, 28 anni: ha testato il Fast4  Rafa Nadal, 28 anni: ha testato il Fast4

FAST4 TENNIS, RIVOLUZIONE NEL REGOLAMENTO? - Fast4 non è il titolo di un film prossimamente nelle sale o di un videogioco lanciato sul mercato. Fast4 è il nome di una versione del tennis che in questi giorni, sfruttando gli imminenti Australian Open, la federazione australiana sta lanciando e testando. Testimonial d’eccezione Rafa Nadal, che si è cimentato con alcuni sparring partner (tra cui l’ex campione aussie Mark Philippoussis). Di fatto si tratta di alcune modifiche al regolamento con lo scopo di accorciare i match, renderli più intensi nel breve periodo e approcciare così a questo sport ragazzini e appassionati che “bello il tennis, ma dura troppo”. Non una novità assoluta: il Team Tennis si gioca con alcuni di questi presupposti. Quali? Sostanzialmente le modifiche al regolamento riguardano il punteggio: bastano 4 game per vincere un set e il tie break si gioca sul 3-3 con arrivo al 5. Ancora: sparisce il “let” e dunque il servizio che tocca la rete e termina nell’altro campo è giocabile (come nel volley) e all’interno di un game, quando si arriva sul 40-40, non esistono più i vantaggi ma si gioca un Power Point che assegna il gioco. Cambiamenti minori riguardano il tempo di attesa tra un set e l’altro, che scenderebbe a un minuto e mezzo; inoltre nei cambi campo non ci si sederebbe più, come accade dopo ogni primo gioco di un set. Va da sè che le partite durerebbero molto meno: si è calcolata una media di 75 minuti, cioè la soglia massima di attenzione degli spettatori. E, particolare non secondario, la possibilità da parte delle emittenti televisive di calcolare meglio il loro palinsesto. Guardando ai pro, può funzionare come per il baseball o il football: sport lenti per chi non ne comprenda a fondo il regolamento e dunque poco accessibili a spettatori “occasionali”. Incontri più fluidi permetterebbero agli organizzatori dei tornei di gestire al meglio i programmi della settimana (o delle settimane) e far fronte con più serenità al pericolo pioggia, la vera grande nemica del tennis. Non solo: i giocatori a volte potrebbero trarre beneficio da partite più corte - specialmente in tornei minori - e si ridurrebbe il margine di infortuni. Però, c’è l’altro lato della medaglia. Intanto non è che tutte le partite durino quattro ore o più: anzi, solo negli Slam si gioca sulla distanza dei cinque set e questo ha certamente aiutato. Ancora. Riprendendo quanto detto sopra: baseball e football hanno regolamenti complicati che da soli scoraggiano un neofita, il tennis no di certo. Passi l’accorciamento dei tempi morti (erano meno in passato e gli incontri scorrevano meglio) e volendo esagerare anche il let, tutto il resto però apre a una grossa e unica domanda: perchè? Fermate un qualunque appassionato di tennis, o anche solo qualcuno che ogni tanto si diverta a guardare qualche match:  


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