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SERIE A TABELLINI 8^ GIORNATA/ Assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Inter-Juventus 0-0 (domenica 18 ottobre 2015)

Serie A, tabellini delle partite della 8^ giornata: assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Gli anticipi e le partite di oggi (domenica 18 ottobre 2015)

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Inter e Juventus si dividono la posta in palio nel big match di San Siro. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto ma non sono andate oltre lo zero a zero. Avvio di gara giocato subito a buon ritmo, con i bianconeri pericolosi con una conclusione di Cuadrado respinta da Handanovic. Gli animi si scaldano e Valeri inizia ad estrarre i primi cartellini gialli della gara; il pubblico nerazzurro si accende sul lancio di Murillo per Jovetic che viene fermato provvidenzialmente da Chiellini. L'Inter cresce e timbra una traversa con Brozovic, dove risulta decisiva la deviazione di Buffon. I padroni di casa schiacciano la Juve sulla difensiva ma la squadra di Allegri riesce a resistere fino all'intervallo. Nella ripresa è madama a partire meglio e la truppa bianconera inizia a farsi preferire anche nel possesso palla. Tuttavia è l'Inter a rendersi pericolosa con un tentativo di Jovetic che impegna Buffon. Per la Juve risponde Marchisio con una conclusione sballata. Poi arriva il palo di Khedira e i nerazzurri si spaventano. Nel finale si continua a lottare su ogni pallone, con la Juventus che preme sull'acceleratore ma la serata non è quella adatta per aspettarsi dei gol. (Jacopo D'Antuono)

Frosinone-Sampdoria finisce 2-0. Seconda vittoria in campionato per i ciociari che nel secondo tempo trovano un terrificante uno-due nel giro di un paio di minuti: segna prima Luca Paganini, al primo gol in Serie A, e raddoppia Federico Dionisi che invece trova la sua terza segnatura in questa stagione. Per la Sampdoria una brutta sconfitta esterna; da segnalare gli assist, che sono di Danilo Soddimo e Raman Chibsah, e le ammonizioni: due nel Frosinone, ben quattro nella Sampdoria. Effettuate tutte le sei sostituzioni (tre per parte) disponibili da parte dei due allenatori Roberto Stellone e Walter Zenga.

Nell'ottava giornata di Serie A l'Atalanta esce vincitrice dal confronto andato in scena allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia contro il Carpi e si candida ad essere la rivelazione di questo inizio di campionato. La squadra di Edi Reja batte la formazione emiliana per 3 reti a 0, un passivo che la dice tutta sulle differenze viste in campo nell'arco dei 90' di gioco. La compagine guidata da Sannino entra in campo con il giusto piglio, e nei primi minuti si rende pericolosa dalle parti di Sportiello con Fedele e Bubnjic. Proprio il difensore ex Udinese al 3' rischia di far passare in vantaggio gli orobici, che sprecano con Alejandro Gomez la palla del provvisorio 1 a 0. Il vantaggio nerazzurro si concretizza però 4 minuti più tardi, con Maxi Moralez che dalla fascia destra lascia partire un perfetto cross a giro che finisce sulla testa di Pinilla, bravo a indirizzare il pallone in rete e a sfruttare l'incertezza in uscita di Belec. Il merito dell'Atalanta è quello di non fermarsi a dispetto del gol di vantaggio. Il Carpi al contrario non riesce ad opporre resistenza alla squadra di casa, e a pochi minuti dall'intervallo subisce la rete che spezza i flebili tentativi di resistenza emiliana. Il gol del 2 a 0 è frutto di uno splendido corner calciato dal "Papu" Gomez, che con una parabola a giro inganna nuovamente Belec e confeziona una realizzazione direttamente dalla bandierina che fa impazzire il pubblico di fede nerazzurra. Nella ripresa il copione non cambia: il Carpi è disordinato, l'Atalanta al contrario non ha problemi a gestire il pallone grazie alla coppia De Roon-Cigarini in cabina di regia, e proprio a quest'ultimo spetta l'onore di mandare in rete il pallone del definitivo 3 a 0 sul calcio di rigore scaturito dal fallo di un disorientato Bubnjic su Pinilla. Dal 63' in poi è pura accademia per l'Atalanta: perfetta nell'arte di congelare il gioco e di nascondere il pallone agli avversari, stoppando di fatto sul nascere ogni speranza di rimonta. La formazione di Reja conquista così il 14esimo punto in 8 giornate, compiendo un ulteriore passo in avanti verso quello che è l'obiettivo dichiarato della dirigenza orobica: una salvezza tranquilla. Al contrario il Carpi non riesce a ripetere l'exploit andato in scena contro il Torino, e rimane negli abissi di una classifica sempre più complicata, che lo vede adesso penultimo a soli 5 punti. (Dario D'Angelo)

Ritmi da calcio di un'altra categoria, rispetto alla povertà tecnico-agonistica della Serie A; sfida aperta, faccia a faccia, come dovrebbe sempre essere una partita di calcio; risultato che conta (non così netta, come verdetto, la superiorità del Napoli. Anzi...) ma questa volta meno di altre. Perchè Napoli-Fiorentina, che finisce 2-1 ed esalta il grande momento degli azzurri, è in primis uno spot per il nostro calcio. Frutto della capacità di due tecnici, Sarri e Sousa, parimenti convincenti e abili nel trasmettere alle rispettive squadre i propri valori ed il proprio credo calcistico. La prima frazione è quasi da esasperazione tattica, per movimenti, sovrapposizioni, intensità. Una partita a scacchi giocata a bordo di una Ferrari. Mancano le emozioni sottoporta, se escludiamo la grande parata di Reina su Blaszczykowski, ma nessuno può lamentarsi del dettaglio. Perchè in effetti è solo questione di tempo: basta un giro di lancette nella ripresa per assistere al primo lampo, quello di Insigne, che punisce Tatarusanu su ottima imbeccata di Hamsik (e sfruttando il sonno di Tomovic). La Fiorentina barcolla ma non molla, rischiando il 2-0 sul colpo di testa di Albiol ma trovando poi il pari con Kalinic, imbeccato di prima in profondità da Ilicic. Purtroppo per la Viola e per lo sloveno, nel giro di un paio di azioni il favore è restituito (da lui stesso) al contrario: Higuain, con forza e astuzia, gli sottrae il pallone in zona calda e trasforma l'uno-due con Mertens nel gol del 2-1. La sfida non si chiude qui, però, perchè gli ospiti spingono, pretendono il 2-2 – che sarebbe meritato – ma non lo trovano. E allora la festa azzurra può partire. In una città così, davanti ad un pubblico del genere, difficile continuare a nascondersi. L'obiettivo quest'anno è chiaramente lo Scudetto.

Finisce 1-1 il derby triveneto Verona-Udinese. Tante emozioni al Bentegodi: il Verona si porta in vantaggio grazie a un calcio di rigore (dubbio) per fallo su Siligardi, dal dischetto Giampaolo Pazzini non sbaglia. Nella ripresa l'Udinese spinge e da un cross dalla destra che Rafael non trattiene arriva la rete del pareggio firmata da Cyril Thereau, entrato in campo da poco. Il Verona rimanda così l'appuntamento con la prima vittoria in campionato salendo a quota 5 punti in classifica, altro piccolo passo avanti dell'Udinese che si porta invece a 8.

Genoa-Chievo finisce 3-2 all'ultimo respiro. Il primo tempo è frizzante e pieno di emozioni. Dopo meno di un minuto dal fischio d'inizio di Mazzoleni il Chievo è già in vantaggio. Meggiorini dalla sinistra mette in mezzo un traversone al bacio per il taglio di Paloschi che interviene da bomber di razza beffando Perin; pessima la lettura di Izzo, Burdisso e De Maio che restano a guardare gli avversari. Il Genoa, pur mostrando diversi limiti tecnici, si affida all'estro di Perotti che al 12' propizia il pareggio del Grifone. Ottima giocata a centrocampo di Tino Costa che smarca sulla sinistra l'argentino: Perotti salta prima Mattiello poi Rigoni quindi cerca la porta con un tiro respinto malamente da Bizzarri. Il pallone resta in area piccola: Pavoletti è lì a due passi e non ha problemi ad insaccare il gol del pareggio. Il raddoppio del Genoa arriva al 16' in modo molto fortunoso: Gakpé riceve palla dal limite e lascia partire un tiro che, complice l'involontaria deviazione di Mattiello, finisce dove Bizzari non può intervenire. Il Chievo non ci sta e tenta una flebile reazione ma sia Paloschi sia Castro non riescono ad essere lucidi in zona gol. Il Genoa dall'altra parte controlla il match e sfiora il 3-1 con Pavoletti: il colpo di testa dell'attaccante viene deviato miracolosamente in corner da Bizzarri. Nella ripresa succede di tutto. Al 54' Dzemaili, già ammonito, atterra Hetemaj e costringe Mazzoleni al secondo giallo: cartellino rosso e Genoa in dieci uomini. Il Chievo si rinvigorisce e crede nel pareggio ma al 71' Izzo è decisivo a salvare il tiro di Paloschi indirizzato verso la porta. Il 2-2 arriva poco dopo, al 76': cross dalla destra di Mattiello e acrobazia di tacco di Pellissier che trova un eurogol. Il Genoa è alle strette e rischia di capitolare. Pepe fallisce da pochi passi il 3-2 ma nel momento migliore degli ospiti ecco il 3-2 in extremis firmato da Tachtisidis: il greco, entrato all'87', raccoglie un assist di Ntcham e lascia partire un tiro imprendibile dal limite dell'area. Il Ferraris esplode e il Genoa torna a casa con tre punti: per il Chievo è una vera e propria beffa.

Il Sassuolo torna alla vittoria battendo 2 a 1 la Lazio al Mapei Stadium. A inizio gara i biancocelesti provano a prendere in mano le redini della partita, ma sono i padroni di casa a sbloccarla con un calcio di rigore trasformato da Berardi dopo che Lulic ha allungato la gamba su Cannavaro, atterrato all'interno dell'area biancoceleste. Doccia fredda per la Lazio che però reagisce immediatamente allo svantaggio colpendo una traversa con Milinkovic-Savic. Con i biancocelesti costretti ad attaccare, il Sassuolo prova ad approfittarne in contropiede con Falcinelli che viene anticipato fuori area da Marchetti. Col passare dei minuti la Lazio guadagna metri in campo, costringendo il Sassuolo a chiudersi in difesa, dietro la linea del pallone. Ma in realtà sono i padroni di casa, in contropiede, a essere più pericolosi e a sfiorare il gol del raddoppio, a dimostrazione di come la Lazio sia carente in fase difensiva. I biancocelesti continuano ad attaccare e ogni tanto vanno al tiro con Milinkovic-Savic e soprattutto con Candreva, pericolo costante per gli avversari sulla fascia sinistra. Nella ripresa Pioli prova a cambiare l'inerzia della partita facendo entrare in campo Keita al posto di uno spento Lulic, in effetti i biancocelesti giocano meglio rispetto alla prima frazione di gioco, ma con una bella azione in contropiede che ha letteralmente fulminato la difesa della Lazio, il Sassuolo raddoppia e fa 2-0 con Missiroli. La Lazio accusa il colpo e il Sassuolo sfiora il terzo gol con Falcinelli che colpisce la traversa. Poi arriva il sussulto di Felipe Anderson, secondo gol stagionale per il trequartista laziale e partita che sul 2 a 1 si riapre. Nei minuti conclusivi gli ospiti vanno vicinissimi al pareggio con Milinkovic-Savic che si ritrova tra i piedi il pallone del 2-2, ma la mira è deficitaria e il pallone si perde sul fondo. Al triplice fischio dell'arbitro il Sassuolo può esultare per la vittoria che le consente di agganciare in classifica proprio la Lazio, ferma a 15 punti. I biancocelesti sciupano l'occasione di agganciare la Fiorentina in testa alla classifica, ma è fin troppo evidente che l'assenza di alcuni giocatori come Biglia e De Vrij è davvero pesante per la formazione di Pioli.

Il Palermo batte il Bologna uno a zero e scaccia la crisi; situazione complicata, invece, in casa rossoblu dove Delio Rossi rischia la panchina. I padroni di casa partono meglio e vanno vicini al gol prima con Mounier e poi con Destro, ma Sorrentino fa buona guardia. I felsinei macinano gioco ma è il Palermo a passare in vantaggio al primo affondo: Hiljemark serve un bel pallone a Vazquez che, a tu per tu con Mirante, non fallisce ed insacca all'angolino. Un minuto dopo i rosanero sfiorano il raddoppio con Gilardino ma la traversa salva il Bologna. I padroni di casa sembrano aver perso fiducia dopo lo svantaggio, ma si rifanno vivi dalle parti di Sorrentino con un sinistro di Mounier che finisce sul fondo. Il primo tempo si chiude con un altro tentativo di Gilardino che viene sventato in extremis da Rossettini. Nella ripresa subito una grande parata di Sorrentino su un diagonale insidioso di Rizzo. Al 62esimo grande chance per Destro che, dimenticato dai difensori siciliani, spreca di testa a pochi passi dal portiere avversario. Sorrentino di nuovo protagonista nella respinta sulla conclusione di Donsah. Poi, nel finale, occasione per il Palermo di chiudere la gara con Gilardino che si vede ribattere il tiro a botta sicura da Gastaldello. L'ultimo sussulto lo crea Brienza, in pieno recupero, con un tiro insidioso da fuori che termina sul fondo di pochissimo.

Torino-Milan finisce 1-1. Primo tempo combattuto ma privo di grandi emozioni. Le due squadre si annullano a vicenda, con i rispettivi reparti offensivi che faticano a pungere. I rossoneri però costruiscono qualcosa in più e si rendono pericolosi con Bonaventura che al 28esimo porta il Milan ad un passo dal gol con una punizione al bacio. Nella ripresa i ritmi si alzano, Ventura inserisce in campo Vives al posto di Gazzi, mentre Mihajlovic sceglie Bacca al posto di un deludente Adriano. Il diavolo preme sull'acceleratore e guadagna metri in fase offensiva e al sessantatreesimo, su assist dalla sinistra di Bertolacci, Carlos Bacca controlla con il destro e trafigge Padelli da dentro l'area. Il Torino reagisce alla grande e ci mette dieci minuti a realizzare il pareggio, che arriva con Dainele Baselli ben assistito da Belotti (tocco con la spalla per lanciare il compagno in area) grazie ad un sinistro potente e la complicità di Diego Lopez, il quale si fa sorprendere sul primo palo. I granata prendono coraggio e si rendono pericolosi in contropiede con Lopez che viene ipnotizzato dall'estremo difensore rossonero. Finale confuso e nervoso, a Torino finisce in pareggio.

La Roma c'è e lo grida forte, con l'espressione orgogliosa e felice del suo capitano e mister 500 presenze: per lo Scudetto, quest'anno, la squadra di Garcia vuole dire la sua fino alla fine e la vittoria sull'Empoli è una risposta importante a livello di mentalità e determinazione, contro una "piccola" e a pochi giorni dalla sfida decisiva di Leverkusen. Il primo tempo scivola via fastidioso e rapido per i giallorossi, esattamente gli stessi aggettivi che si possono girare per descrivere la garra dell'Empoli, meritevole di applausi anche se poco concreto in avanti, nonostante il movimento perpetuo di Krunic, Maccarone e Pucciarelli. Poi, quando i dubbi iniziano a diventare concreti e il conto sui punti "mangiati" si riaffaccia minaccioso, un fascio di luce accompagna Miralem Pjanic verso la palla: punizione, destro angolato, gol. L'abbiamo messa giù in maniera un po' teatrale, ma rendendo bene l'idea. L'Empoli incassa il colpo e barcolla, tanto da concedere a Daniele De Rossi un regalo – la mancata marcatura – ideale per festeggiare la sua serata storica, sul cross da calcio d'angolo: colpo di testa perentorio e 2-0. Non bastasse, ecco la fuga imprendibile di Gervinho e Salah, che costruiscono in coppia anche il tris, facendo calare il sipario con 20 minuti di anticipo. Perchè l'Empoli segna il 3-1 con Buchel ma non riapre mai, in maniera reale, la contesa.E ora la vetta della classifica, in attesa di Napoli-Fiorentina e Inter-Juve, è a un solo punto...