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INGHILTERRA-FRANCIA/ Il vero match di Londra è contro la paura

Pubblicazione:martedì 17 novembre 2015

Lo stadio di Wembley (Infophoto) Lo stadio di Wembley (Infophoto)

L'atroce attacco al soldato Lee Rigby, avvenuto a Woolwich, zona est di Londra, nel maggio 2013, ha ricordato a tutti che i fanatici fondamentalisti non mancano alla capitale. L'attacco mortale a Rigby, che vestiva abiti civili ed era disarmato, fu portato a termine da due terroristi armati di machete nel nome dell'Islam.

La posizione ufficiale del governo è che la minaccia del terrorismo internazionale è "grave". Questo significa che i responsabili dei servizi di sicurezza ritengono che un attacco sia altamente probabile. Si tratta di un livello sotto quello, detto "critico", usato nel caso in cui un attacco sia considerato imminente.

Per dimostrare solidarietà ai vicini francesi, Londra ha illuminato i suoi luoghi simbolo, Tower Bridge, London Eye e Trafalgar Square, con i colori del Tricolore. A Londra ci sono circa 300.000 francesi residenti. 

Per quanto le autorità cerchino di rassicurare, parlando delle misure di sicurezza rafforzate, di un aumento degli effettivi di polizia per le strade, di maggiori fondi all'antiterrorismo, se Londra si trovasse di nuovo oggetto di attentati terroristici ben poco potrebbe proteggere i cittadini. Come dicono gli esperti, il "rischio zero" non esiste. E contrastare ogni tentativo da parte di fanatici di colpire inermi cittadini è impossibile.

Londra è una metropoli con milioni di abitanti e un altissimo numero di turisti ogni mese dell'anno. Garantire la sicurezza di milioni di persone che quotidianamente si muovono nell'intreccio sotterraneo di linee e stazioni metropolitane o che prendono i treni per raggiungere la città dalle periferie, che mangiano nei ristoranti e vanno al cinema, a teatro e ai musei, è un compito arduo.



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