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Calcio e altri Sport

SERIE A TABELLINI 14^ GIORNATA/ Assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Palermo-Juventus 0-3 (domenica 29 novembre 2015)

Serie A, tabellini delle partite della 14^ giornata: assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Gli anticipi e gli incontri di oggi (domenica 29 novembre 2015)

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La Juventus travolge il Palermo con un netto 3-0 e torna a volare nelle zone alte della classifica. I padroni di casa partono bene, e concludono all'ottavo con Brugman che non trova la porta. I ragazzi di Ballardini provano ad imporsi ma non riescono ad essere sufficientemente precisi in fase di fraseggio.  La vecchia signora lascia sfogare la formazione locale che sfiora il vantaggio con un diagonale di Gilardino sul suggerimento di Vazquez. Gli ospiti provano a scuotersi e si rendono pericolosi con un tentativo aereo di Bonucci e poi con Dybala ma entrambe le occasioni sfumano in un nulla di fatto. Nella ripresa la Juventus dimostra subito di voler cambiare passo e al 54esimo trova il vantaggio con Mandzukic che scaraventa in rete un cross al bacio di Dybala dalla sinistra. Il Palermo sembra subire il colpo. Vazquez prova a combinare qualcosa ma è troppo isolato. La Juventus così si limita a gestire il vantaggio, con i siciliani che faticano a reagire e a costruire occasioni da rete. Nel finale la compagine siciliana stacca la spina e la Juventus colpisce altre due volte: prima ci pensa Sturaro con un mancino chirurgico, poi la chiude Zaza con un tocco di precisione. Torna a volare la Juventus. (Jacopo D'Antuono)

Nella quattordicesima giornata della serie A, l’Empoli supera la Lazio per una rete a zero tra le mura amiche del Carlo Castellani grazie al gol di Tonelli al quinto minuto di gioco. L’Empoli sale così a quota 18 punti e raggiunge l’Udinese che nel pomeriggio aveva superato il Chievo per 3-2. La Lazio incassa invece la sesta sconfitta su sette partite giocate lontano dall’Olimpico e rimane a quota 19 punti. Mister Giampaolo conferma l’undici che la settimana scorsa aveva ben figurato contro la Fiorentina al Franchi di Firenze con Saponara dietro Maccarone e Livaja. Dall’altra parte Pioli rivoluziona modulo e squadra. In difesa si affida a Hoedt e Mauricio vista la squalifica per un turno di Gentiletti, mentre a centrocampo torna di nuovo titolare Candreva che insieme a Milinkovic-Savic e Lulic supporta l’unica punta Djordjevic. La Lazio parte molto aggressiva, ma è l'Empoli ad andare in vantaggio al minuto cinque con Tonelli: il difensore toscano supera Marchetti con un preciso colpo di testa su calcio d’angolo di Paredes. I difensori laziali lasciano colpevolmente solo il giocatore empolese che è libero di colpire di testa. La Lazio prova immediatamente a reagire, ma l'Empoli chiude bene tutti gli spazi. Al minuto 15 Paredes viene ammonito per un intervento falloso su Candreva. Il centrocampista della formazione di casa è il primo giocatore a finire sul taccuino dell'arbitro. Al minuto 18 ci prova Zielinski con un tiro da fuori ma la palla esce alla sinistra di Marchetti. Il primo tiro della formazione ospite avviene al minuto 21 con Milinkovic-Savic che ci prova con un tiro da fuori, neutralizzato da Skorupski. Pochi minuti dopo ci prova anche Djordjevic, ma il portiere empolese chiude bene lo specchio della porta. Al minuto 28 viene ammonito Livaja per un fallo su Biglia. L’attaccante croato era diffidato e salterà la sfida contro l’Hellas Verona di domenica prossima. Al minuto 30 calcio di punizione per la Lazio dal limite: sul pallone va Biglia che manda la palla fuori di poco. Al minuto 32 altra ammonizione per l’Empoli: Tonelli finisce sul taccuino dell’arbitro per un fallo su Djordjevic. Diffidato, anche lui salterà la sfida di domenica prossima. Il secondo tempo inizia senza nessun cambio nelle due formazioni. Parte subito forte la formazione ospite alla ricerca del pareggio. Al minuto 47 ci prova Radu con un tiro da fuori: la palla scheggia la traversa ed esce fuori. Al minuto 53 l'Empoli opera il primo cambio della partita: mister Giampaolo sostituisce un ottimo Saponara per Krunic. Pochi minuti dopo anche Pioli effettua i primi due cambi. Il tecnico biancoceleste vuole dare maggior peso all’attacco e sostituisce Milinkovic-Savic, che bene aveva figurato nel primo tempo, e Radu per Felipe Anderson e Klose. Al minuto 59 Lazio vicina al pareggio con Djordjevic che all'altezza del dischetto del calcio di rigore tira a botta sicura ma Skorupski salva il risultato. Al minuto 63 secondo cambio per la formazione di casa: fuori un nervoso Livaja, dentro Zambelli. Al minuto 67 viene annullato un gol alla Lazio: Klose in scivolata mette dentro, ma l'arbitro vede un fallo commesso dall'attaccante biancoceleste ai danni del portiere empolese e non convalida la rete. Al minuto 68 Krunic rimane a terra per uno scontro di gioco: il centrocampista bosniaco non ce la fa a proseguire e Giampaolo è costretto ad operare il terzo ed ultimo cambio della partita facendo entrare Pucciarelli. Al minuto 73 Skorupski salva ancora il risultato su un colpo di testa ravvicinato di Klose. Un minuto dopo anche Pioli esegue il suo ultimo cambio: fuori Djordjevic, dentro Matri. Negli ultimi minuti di gioco la Lazio prova a raggiungere il gol del pareggio chiudendo la formazione empolese nella propria metà campo. Al minuto 88 viene annullato un altro gol alla Lazio, ancora a Klose. Su cross di Basta dalla fascia destra, Matri allunga per Klose che supera Skorupski, ma l'arbitro, su segnalazione del guardalinee, annulla per fuorigioco. Vivaci proteste dei giocatori della formazione ospite. Al quinto ed ultimo minuto di recupero Parolo esplode un tiro che finisce di poco a lato alla sinistra di Skoruspski. Dopo cinque minuti di recupero l’arbitro fischia la fine della partita e l’Empoli può così festeggiare la quinta vittoria in campionato. (Emanuele Rufini

Pesante vittoria conquistata dal Frosinone che stasera si trova fuori dalla zona retrocessione visto che con questi tre punti è riuscita a superare il Bologna di Donadoni. Partita a due facce quella del Matusa che è stata condizionata dall'assurda espulsione di Rafael avvenuta al 22'. La partita è iniziata però con gli ospiti scesi in campo con un buon piglio e soprattuto con un vivace Siligardi che è riuscito a saltare con regolarità il suo diretto avversario e per pochissimo non è riuscito a servire Toni sia al 6' che al 16'. Al 17' lo stesso fantasista ha provato la conclusione personale che però è stata ottimamente parata da Leali a terra. Poi al 19' l'episodio che ha condizionato tutto l'incontro, l'espulsione di Rafael che, dopo aver bloccato il pallone in presa sicura, ha rifilato un'assurda gomitata al vicino Paganini. L'arbitro Rizzoli ha quindi sanzionato col cartellino rosso l'estremo difensore brasiliano ed ha decretato la massima punizione per i padroni di casa. Mister Mandorlini ha deciso di sacrificare, un pò a sorpresa, il positivo Siligardi per far entrare il secondo portiere Gollini che per poco al 22' non parava il calcio di rigore che capitan Ciofani ha trasformato in gol. Nonostante l'inferiorità numerica, il Verona ha cercato di gettarsi in avanti alla caccia del gol che ha sfiorato prima con un goffo rinvio di Diakitè che per poco non finiva nella sua porta, poi con un colpo di testa da distanza ravvicinata di Toni che Leali ha respinto con sicurezza. Dopo questa reazione però la squadra di Stellone riesce ad abbassare il ritmo del gioco mantenendo il possesso del pallone e trovando addirittura il raddoppio ancora con Ciofani che riesce così a segnare la sua prima storica doppietta in serie A. L'azione nasce dalla fascia sinistra dalla quale Crivello fa partire un cross sul quale il centravanti ciociaro è bravo ad anticipare nettamente Moras e a mettere di testa sul secondo palo, superando l'incolpevole Gollini. La prima frazione di gioco si concludeva così sul risultato di 2 a 0 in favore dei padroni di casa che sono in pieno controllo della gara anche per la superiorità numerica provocata dall'espulsione di Rafael. La ripresa inizia con un Frosinone molto propositivo che trova subito al 48' il terzo gol grazie al suo capocannoniere Dionisi che capitalizza al meglio il pregevole assist di Sammarco, bravissimo a liberarlo davanti a Gollini con un tocco al volo. Il tecnico degli ospiti, tra l'altro, aveva già deciso, nel corso dell'intervallo, di mandare in campo Pazzini al posto di un opaco Gomez, formando finalmente il tanto atteso duo Toni-Pazzini. I due provano subito a cercarsi al 66' con una combinazione che l'ex giocatore del Milan conclude tirando in porta ma trovando la presa sicura di Leali. Dopo tre minuti al 69' l'Hellas riapre l'incontro con Viviani che è bravo segnare con un calcio di punizione che buca la barriera ciociara che si era colpevolmente aperta. La rete degli ospiti cambia l'inerzia dell'incontro che sembrava indirizzato verso una tranquilla conclusione ed infatti al 76' gli uomini di Mandorlini trovano il secondo gol con Moras che, lasciato colpevolmente solo in area, sugli sviluppi di un calcio d'angolo buca le mani di Leali che manca clamorosamente l'intervento. La partita ora è veramente vibrante e gli ospiti cercano in tutti i modi di agguantare un pareggio che fino a qualche minuto prima sembrava impossibile. La fatica vista anche l'inferiorità numerica si fa sentire sulle gambe dei ragazzi di Mandorlini che, nonostante provino a spingersi in avanti, sfiorano il pareggio all'83' con Hallfredsson, il cui potentissimo tiro termina fuori di pochissimo dallo specchio difeso da Leali. All'ultimo minuto, al 92', sull'ennesima mischia in area ciociara, Pisano ha la palla buona al limite dell'area ma spreca tutto calciando in curva e chiudendo così la disputa.

Gomez e Denis affondano una Roma depressa dalle polemiche del post-Barcellona e incapace in assoluto di rispondere alle aspettative del suo pubblico e della critica. La vittoria, netta e meritata, dei nerazzurri di Reja nasce dai limiti di gioco – che non è neppure accennato, a livello collettivo – ma soprattutto dalle prestazioni desolanti dei singoli giallorossi, da Pjanic a Nainggolan. Dopo un paio di occasioni non concretizzate da Dzeko, che si ferma ai 4 gol consecutivi nelle precedenti 4 partite, apre le danze il Papu Gomez: errore in disimpegno di Digne e destro all'incrocio dei pali dell'argentino, favoloso nel gesto tecnico. I fischi dell'Olimpico se possibile peggiorano le cose e la reazione di nervi e carattere resta solo nella fantasia; le assenze di Salah e Gervinho obbligano Garcia a gettare nella mischia il centravanti della Primavera Sadiq, fagocitato dal nulla giallorosso. Il risultato è – dopo un'enorme palla gol sprecata da Moralez – l'inevitabile 0-2 in contropiede, con rosso a Maicon per fallo sullo scatenato Gomez e rigore trasformato da Denis. Gioco, partita, incontro per i bergamaschi, che chiudono però in 9 per i doppi gialli a Stendardo e Grassi. Senza scalfire, certamente, la soddisfazione per un pomeriggio da favola.

L'Udinese espugna il Bentegodi battendo 3-2 il Chievo e si prende tre punti davvero importanti nella corsa alla salvezza. Il Chievo parte meglio con il gol di Alberto Paloschi, ma a sancire la sconfitta è il grande ex Cyril Thereau: l'attaccante francese segna i due gol che riportano in vantaggio i friulani, il Chievo che era stato rimontato da una sfortunata autorete di Nicolas Frey era poi riuscito a rimettersi in parità grazie a Roberto Inglese ma ha dovuto capitolare davanti ai friulani. Tanto lavoro per l'arbitro Andrea Gervasoni: sono ben sette gli ammoniti nel corso della partita. 

Nel primo tempo il Genoa si ritrova subito in dieci uomini: al 5' Pavoletti stende Gagliolo con una gomitata inspiegabile. Gavillucci, su suggerimento dell'assistente di porta, estrae il cartellino rosso. Nonostante l'uomo in meno il Grifone trova immediatamente il gol del vantaggio. Il reparto arretrato del Carpi è il peggiore del campionato e lo si vede al minuto 7: pessima lettura difensiva degli uomini di Castori che non riescono ad allontanare un pallone vagante. La sfera arriva sui piedi di Figueiras che, appena dentro l'area avversaria, fredda Belec con un preciso diagonale. Il Carpi lentamente prova a reagire ma è ancora il Genoa a sfiorare il raddoppio con Izzo, il cui colpo di testa non trova il bersaglio grosso di un soffio. Al 40' enorme doppia chance per gli ospiti che si divorano letteralmente il possibile gol del pareggio prima con Martinho poi con Zaccardo. Nella ripresa Castori inserisce Borriello e Di Gaudio al posto rispettivamente di Matos e Martinho. La mossa porta i suoi frutti perché al 57' il Carpi pareggia. Contropide degli emiliani impostato da Di Gaudio che allarga sulla sinistra per Borriello: l'ex di turno entra in area e batte Perin con un diagonale beffardo. Al 62' Borriello sfiora la doppietta con un tiro rasoterra terminato a lato di pochissimo. Nel finale l'attaccante regala a Zaccardo l'assist vittoria: Borriello apre sulla sinistra per l'inserimento del terzino che fa secco Perin. All'81' Belec blinda la vittoria con una grande parata su Rincon. Al termine di 4' di recupero il Carpi può festeggiare: Genoa ko.

Il Milan torna a vincere, e lo fa davanti al proprio pubblico con un netto 4-1 ai danni della Sampdoria di Montella. Pronti via e Donnarumma rischia grosso su disimpegno, Soriano prova ad approfittarne con una conclusione di potenza ma il portiere rossonero blocca. Il Milan cresce e all'ottavo si vede annullare un gol a Cerci, che mette dentro da posizione irregolare sul tiro di Bacca respinto da Viviano. I rossoneri prendono coraggio e attorno al quarto d'ora passano con Bonaventura che insacca da pochi passi sul tiro cross di Niang. I blucerchiati accusano il colpo, il Milan va alla grande e sfiora il raddoppio ripetutamente. Al trentasettesimo i padroni di casa vanno sul due a zero con il rigore realizzato da Niang, dopo il fallo in area di De SIlvestri su Bonaventura. Nella ripresa il francese si rende ancora pericoloso, poi realizza il suo bis sfrutttando un regalo di Viviano ed insaccando con il piattone: 3-0. Il match sembra chiudersi qui ma le emozioni non finiscono: il Milan spinge ancora e sfiora la rete con Bonaventura che prova prima su punizione, poi con una conclusione che non trova la porta. Nei rossoneri entra Luiz Adriano che mette il suo timbro al match con un bel destro che non lascia scampo a Viviano per il poker milanista. Nel finale c'è tempo per il gol della bandiera della Sampdoria, lo realizza Eder dagli undici metri per un fallo in area commesso da Poli.

Il Torino vince 2-0 contro il Bologna nel primo anticipo della quattordicesima giornata di Serie A, successo maturato allo stadio Olimpico del capoluogo piemontese nella seconda parte della ripresa grazie alle reti di Belotti al 30' e Vives già nel recupero. Un gol importante quello di Belotti, che finalmente si è sbloccato con la maglia granata. La squadra di mister Giampiero Ventura ha giocato un'ottima partita colpendo anche l'incrocio dei pali con un colpo di testa di Fabio Quagliarella servito dentro da Molinaro. Per il Bologna prima bocciatura nell'era Donadoni.