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BOLELLI-FOGNINI/ Australian Open 2015, la grande vittoria nel doppio rilancia il tennis italiano

Pubblicazione:lunedì 2 febbraio 2015 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 4 febbraio 2015, 13.05

(dall'account facebook.com/AustralianOpen) (dall'account facebook.com/AustralianOpen)

AUSTRALIAN OPEN 2015, IL TRIONFO DI BOLELLI E FOGNINI - Correva l’anno 1959. Agli Internazionali di Francia Orlando Sirola e Nicola Pietrangeli vincevano il torneo di doppio battendo in finale (6-3 6-2 14-12) gli australiani Roy Emerson e Neale Fraser, mica due qualunque. Dal 1959 al 2015 sono passati 56 anni; tanto abbiamo dovuto aspettare per vedere una coppia italiana del tennis mettere le mani su un trofeo dello Slam, e precisamente Simone Bolelli e Fabio Fognini che lo scorso sabato hanno vinto il doppio degli Australian Open. Se in campo femminile abbiamo avuto Flavia Pennetta, Sara Errani e Roberta Vinci, nel maschile abbiamo vissuto tempi bui solo parzialmente mitigati da quel fantastico 1976 in cui Adriano Panatta vinse Roland Garros e Internazionali d’Italia, e poi strappò la Coppa Davis alla Gran Bretagna di John Lloyd (ex marito di Chris Evert) con la collaborazione di Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Antonio Zugarelli. Ci eravamo illusi negli anni Novanta: una finale di Coppa Davis e una serie di giocatori che promettevano molto bene, capitanati da Diego Nargiso che aveva trionfato a Wimbledon, tra gli juniores. Fu una meteora, furono tutte meteore: gli infortuni bloccarono Omar Camporese e Paolo Cané, mentre le aspettative su Stefano Pescosolido erano forse troppo alte. Nargiso arrivò anche a dire che vincere i Championships era stata una sorta di maledizione; finì in una bolla di sapone, e tornammo ad aspettare un giocatore talmente forte da issarsi là dove Panatta e Pietrangeli erano riusciti ad arrivare. Fino a sabato, quando Bolelli e Fognini hanno battuto la coppia francese Herbert-Mahut confermando il pronostico e vincendo il loro terzo titolo come coppia, dopo quelli di Umago (2011) e Buenos Aires (2013). Il duo non è perciò nuovissimo; Simone e Fabio hanno già giocato insieme in Coppa Davis, e lo rifaranno presto. Quello che è nuovo è l’esito: favoriti dalle eliminazioni a sorpresa dei fratelli Bryan e di Dodig-Melo, i due azzurri sono arrivati fino a stringere il trofeo tra le mani. Cosa significa questo trionfo per il tennis italiano? In termini assoluti, magari nemmeno troppo; purtroppo oggi il doppio non gode più di quella considerazione che aveva un tempo, ed è possibile che nel giro di qualche mese molti si siano dimenticati di questo successo. Ma guardando all’importanza del torneo (è uno Slam) e guardando alla nostra storia e alla carriera di Bolelli e Fognini viene da dire che sì, per l’Italia questa è una grande vittoria. Perchè Bolelli è stato bersagliato dalla sfortuna e non ha mai potuto esprimere il suo miglior tennis; appena lo ha fatto è entrato nei primi 50 giocatori al mondo e a 29 anni si può rilanciare verso altre soddisfazioni, pure se probabilmente un grande torneo non lo vincerà mai. Per Fognini è quasi una liberazione: 


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