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Tennis juniores/ Tereza Mihalikova: dalla piscina alla racchetta, ecco come ho vinto gli Australian Open (esclusiva)

Tennis juniores: l'intervista esclusiva a Tereza Mihalikova. La slovacca di 16 anni ha vinto gli Australian Open lo scorso gennaio e ora ci ha raccontato come procede la sua carriera 

Tereza Mihalikova, 16 anni (dall'account facebook.com/Tereza-Mihalikova) Tereza Mihalikova, 16 anni (dall'account facebook.com/Tereza-Mihalikova)

E’ l’ultima vincitrice di uno Slam a livello juniores, avendo trionfato agli Australian Open peraltro senza godere dei favori del pronostico (non era una testa di serie). Tereza Mihalikova, 16 anni, viene dalla Slovacchia; un Paese che da quando si è separato dalla Repubblica Ceca è rimasto indietro nel mondo del tennis, ma che ultimamente sta producendo talenti niente male. Da Martin Klizan a Dominika Cibulkova, capace di giocare una finale Slam ed entrare nella Top Ten, passando per Anna Karolina Schmiedlova. Tereza Mihalikova, al momento in cui scriviamo la tredicesima giocatrice al mondo nella sua categoria, la Cecoslovacchia la conosce solo dai libri di storia e dai racconti: quando è nata non esisteva già più. Lei un Major lo ha messo in bacheca; e ora si candida ad una luminosa carriera sulle orme delle sue connazionali. IlSussidiario.net, che ha sempre seguito con cura i passi di giovani atleti non ancora sotto l’abbagliante luce dei riflettori del mainstream, l’ha intervistata in esclusiva a poche settimane dal trionfo di Melbourne; lei ci ha raccontato cosa hanno significato quei giorni e come procede il suo sviluppo come giocatrice.

Come hai iniziato a giocare a tennis? Da piccola ho iniziato a fare nuoto: mio padre voleva una nuotatrice. I miei genitori mi hanno detto che ero davvero iperattiva; così, quando a 5 anni ho detto loro che odiavo l’acqua fredda, mi hanno affidato a mia zia (paterna) e lei mi ha portato a giocare a tennis. Giocavo con lei e la sua famiglia, e mi è piaciuto subito. Dai 6 anni ho iniziato a giocare nel club della mia città, il Tennis Club Topolcany. 

Chi è stato il tuo primo coach? E' stata Marcela Mokra: mi sono allenata con lei fino ai miei 9 anni. Ogni tanto ci incontriamo ancora, sui campi in cui sono cresciuta, ed è davvero bello parlare con lei dopo tutti questi anni. 

Crescendo, hai avuto un idolo o un modello? E ne hai uno adesso? Quando ero piccola, il mio più grande idolo era Dominik Hrbaty. Mi piaceva tantissimo: il modo in cui giocava con il cuore, la passione che aveva per la Slovacchia e il tennis. Lo vedevo come una sorta di eroe (ride, ndr). Ma oltre a lui, i miei più grandi eroi sono tuttora Roger Federer e Serena Williams. Penso di aver visto tutti i loro incontri, e penso che per me saranno sempre i numeri uno. Proverò a fare del mio meglio per essere come loro, un giorno. 

Parliamo della tua vittoria agli Australian Open: cosa ha significato? Beh, gli Australian Open hanno significato moltissimo; è la mia più grande vittoria. Sono felicissima di aver avuto la possibilità di mostrare il mio miglior tennis; amo l’Australia e spero di poterci tornare ogni anno da professionista. 

Cosa ricordi in particolare di quei momenti? Il giorno prima della finale io e Katie (Swan, l’altra finalista, ndr) eravamo negli spogliatoi e pensavamo: la Rod Laver Arena. Ci sarà così tanta gente, c’è l’occhio di falco… sarebbe terribile se giocassimo la peggior finale di tutti i tempi! (ride, ndr). Ma poi il giorno dopo sono entrata in campo ed è cambiato tutto. Mi sentivo benissimo e a dire la verità credo di essermi sentita in totale fiducia per la prima volta nella mia vita (ride, ndr). Ma nel momento in cui giochi, quando vedi il tuo fan club e tutta la gente intorno, è semplicemente incredibile. Sono questi i migliori ricordi di quell’esperienza.