BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

STRAGE IN EGITTO/ News, 30 ultras morti al Cairo: campionato sospeso

Tre anni dopo la strage di Port Said, il calcio in Egitto è nuovamente toccato da una tragedia: al Cairo trenta ultras dello Zamalek sono morti nel corso di uno scontro con la polizia

Foto Infophoto Foto Infophoto

STRAGE IN EGITTO, TRENTA MORTI ALLO STADIO - Un’altra strage in Egitto coinvolge il mondo del calcio. E’ successo al Cairo, nel corso di una partita tra lo Zamalek (forse la squadra più famosa del Paese) e l’Enppi; una delle prime che si giocavano a porte aperte dall’altra notte di follia, ormai tristemente nota, quando a Port Said (febbraio 2012) 72 ultras dell’Al Ahly erano stati assaltati dalla curva rivale e, nell’indifferenza della polizia, erano morti nel loro settore. Questa volta la polizia ha agito, e anzi è direttamente responsabile della strage: con i tifosi intrappolati tra le recinzioni metalliche sono partiti gas lacrimogeni e pallini di metallo. Il bilancio è devastante: 30 ultras sono morti. La Federcalcio egiziana ha sospeso il campionato a tempo indeterminato su richiesta del governo, ma la partita si è regolarmente disputata fino in fondo e, stando a quanto scrive la Gazzetta dello Sport, soltanto Omar Gaber tra i giocatori in campo si sarebbe rifiutato di proseguire. Cosa è successo davvero al Cairo? Difficile dirlo, ma pare che ci sia di mezzo la politica - è questa almeno la versione che riporta la Gazzetta dello Sport. Se a Port Said, si disse, la strage era stata volutamente organizzata per punire quegli ultras che avevano attivamente partecipato agli scontri di piazza favorendo il fronte rivoluzionario, qui l’azione sarebbe “indiretta”. Ovvero: si tratterebbe di una sorta di “vendetta” nei confronti del presidente dello Zamalek Mortada Mansour, che appena eletto ha provato a sciogliere il gruppo White Knights (i tifosi più caldi della squadra) dando loro dei terroristi e condannandoli per un tentato omicidio e un agguato, anch’esso scampato, volto a sfigurargli la faccia con l’acido. Per questo motivo Mansour avrebbe venduto di suo pugno la metà dei diecimila biglietti previsti a tifosi più “fidati”, così da scongiurare la presenza degli ultras che però si sono presentati lo stesso. Al di là di questo, nella strage di ieri si legge la denuncia dello stato della libertà di manifestare, e una tensione sempre crescente con il governo che teme un ritorno degli ultras sulle barricate

© Riproduzione Riservata.