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CALCIOPOLI/ Carraro: la Juventus falsò il campionato ’98, la Cupola c’era, e Moggi… (oggi, 27 marzo 2015)

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Moggi, ex dg della Juventus (Infophoto)  Moggi, ex dg della Juventus (Infophoto)

CALCIOPOLI, CARRARO: LA JUVENTUS FALSÒ IL CAMPIONATO ’98, LA CUPOLA C’ERA, E MOGGI… (OGGI, 27 MARZO 2015) – Sono dichiarazioni forti, e che faranno discutere, quelle rilasciate nelle scorse ore al quotidiano La Repubblica da parte di Franco Carraro, ex numero uno della Federcalcio all’epoca dei fatti di Calciopoli. L’ex presidente Federale ha commentato la sentenza della Cassazione emessa pochi giorni fa, spiegando: «Le sentenze dicono che la Cupola del calcio c'era e noi dobbiamo stare alle sentenze. Ovviamente anche quando dichiarano prescritto un reato. Bisognerebbe tutti avere l’intelligenza di metterci una pietra sopra. Ci sono stati dei comportamenti della società che hanno compromesso quel risultato. Alla fine, tra l’altro, la sentenza nei confronti della Juventus è il frutto di un patteggiamento. Per questo ritengo inopportuno che la Juventus chieda ora risarcimenti: patteggiare una pena e poi chiedere i danni è il comportamento schizofrenico di uno che voglia avere la moglie ubriaca e la botte piena». Da sottolineare, sono comunque le parole sul campionato 1997-1998, quello del famoso scontro fra Iuliano e Ronaldo in occasione del match fra l’Inter, all’epoca in corsa per il tricolore, e la Juventus, che poi avrebbe vinto quel torneo: «Quello del 1997-98, secondo me, fu l’unico campionato veramente falsato a favore della Juventus – confessa Carraro senza troppi giri di parole - ricordate il rigore su Ronaldo? È la mia opinione. I due scudetti tolti? A differenza di quanto avvenne nel ’98, la Juventus in quei due campionati aveva la squadra più forte e ha vinto sul campo, anche di parecchi punti, e non a causa delle interferenze. Che però ci furono. Ci furono molte cose che non andavano bene». Infine un commento su Luciano Moggi, figura potente nel mondo del calcio che Carraro descrive così: «Penso che di errori ne abbia fatti anche altri, errori e veri e propri pasticci. Ma questo forse è stato quello che gli è costato più caro di tutti. Si è compiaciuto troppo del proprio potere, gli piaceva essere riconosciuto come Lucky Luciano; quando andava in giro per Torino e Roma usava la sirena sulla macchina. Di solito le persone che sono costrette a farlo, un po’ si vergognano. A lui invece piaceva».



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