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MIAMI OPEN 2015/ Tennis news, i risultati: Pennetta ed Errani eliminate, avanza Djokovic

I risultati della notte al Miami Open 2015, torneo di tennis in Florida: gli italiani sono tutti fuori dopo le eliminazioni di Pennetta ed Errani per mano di Halep e Lisicki. Avanti Djokovic

Novak Djokovic, 27 anni (dall'account ufficiale facebook.com/MiamiOpenTennis)Novak Djokovic, 27 anni (dall'account ufficiale facebook.com/MiamiOpenTennis)

Al torneo di tennis Miami Open 2015 siamo giunti alle battute ormai conclusive; le donne iniziano oggi i quarti di finale mentre per gli uomini il tabellone prevede tutte le sfide degli ottavi. Purtroppo gli italiani sono tutti fuori: nella notte abbiamo perso le ultime due rappresentanti. Prima è toccato a Sara Errani, che ha subito la stessa sorte che le era toccata a Indian Wells la scorsa settimana; troppo forte Sabine Lisicki su questa superficie, in più la tedesca è in un momento di forma straordinario e dopo la semifinale in California punta almeno allo stesso traguardo qui. E’ finita in meno di un’ora: la Lisicki sfida ora Serena Williams (che ha battuto senza troppi problemi Svetlana Kuznetsova), in una sfida semi-impossibile ma che promette scintille, e si candida al ruolo di titolarista nella semifinale di Fed Cup insieme ad Andrea Petkovic, lei pure ai quarti (6-1 7-5 ad Ekaterina Makarova). La Errani ha se non altro  migliorato il terzo turno dello scorso anno; lo stesso fa Flavia Pennetta, che si arrende alla testa di serie numero 3 Simona Halep senza riuscire a “vendicare” Camila Giorgi. In un match comunque molto bello per intensità è finita in 91 minuti; la Halep che ha vinto ad Indian Wells (undicesimo titolo in meno di due anni) si prepara al quarto contro Sloane Stephens. L’americana del ’93 sembra essere tornata sui livelli del 2013, quando aveva raggiunto la semifinale degli Australian Open: finalmente solida e, malgrado qualche errore gratuito di troppo, la fiducia mentale necessaria instillatale da un mostro sacro come Nick Saviano. Davvero bello il match di quarto turno contro Belinda Bencic: la svizzera ha dimostrato che tra poco sarà lassù a lottare con le grandi per le prime posizioni del ranking, intanto ha sprecato qualche chance di troppo cedendo infine in due ore e 7 minuti. Se riuscirà a crescere mentalmente (ieri ha rischiato di frantumare la racchetta un paio di volte e ha sparato la pallina contro il muro di fondo campo rischiando di prendere in pieno qualcuno) non avrà avversarie o quasi. A completare il quadro dei quarti è Karolina Pliskova, ormai avviata alla Top Ten: agevole 6-3 6-2 alla sorpresa di questo torneo e cioè Daria Gavrilova, che al secondo turno aveva fatto fuori la Sharapova. Nel torneo maschile le sorprese sono state poche: Novak Djokovic ha penato un po’ nel secondo set ma alla fine si è liberato del qualificato Steve Darcis (6-0 7-5) e ora sfida Alexandr Dolgopolov che anche un anno fa si era presentato nel Nord America in grande forma ed è uno dei tre giocatori agli ottavi senza una testa di serie (gli altri sono Dominic Thiem e Juan Monaco, dall’altra parte del tabellone). Per il serbo quarto incontro su quattro contro giocatori fuori dal seeding; non che per lui cambi qualcosa, eventualmente ai quarti potrebbe farlo sudare David Ferrer (se batterà Gilles Simon) ma per il numero 1 del mondo gli avversari in grado di batterlo sembrano essere finiti, a meno che stavolta Isner non completi l''opera o Raonic non decida di essere finalmente pronto. Agli ottavi accede anche Kei Nishikori (un altro potenziale vincitore del torneo) che può ora strappare la quarta posizione mondiale a un Rafa Nadal in caduta libera; dovrà battere David Goffin, che a quasi 25 anni sta trovando la sua piena maturità e ha eliminato uno Jerzy Janowicz lontano parente di quello che aveva infiammato il Foro Italico strappandosi la maglietta e facendo tremare i big. Sopravvive a uno scontro durissimo Milos Raonic: il canadese ha bisogno del tie break al terzo set per eliminare Jeremy Chardy, in due set invece l’idolo di casa John Isner si libera di un Grigor Dimitrov che rimanda ancora una volta l’appuntamento con la grande vittoria. 

(Claudio Franceschini)

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