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MOURINHO/ A Dio non interessa chi vince una partita di calcio, ma prego sempre per la mia famiglia

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Una intervista esclusiva all'ex allenatore dell'Inter José Mourinho sul quotidiano inglese The Telegraph. Oltre alle sue tipiche battute un po' da sbruffone ("Divento meglio ogni giorno che passa") Mourinho parla a lungo del suo rapporto con la fede. Già quando si trovava in Italia aveva colpito il suo modo schietto di dichiararsi cristiano: dopo essere stato inquadrato a farsi il segno della croce durante una partita, aveva detto che non lo faceva per superstizione ma perché "cristiano al 100%". Nella nuova intervista dice di non pregare mai Dio per chiedere di vincere una partita di calcio: "A Dio non interessa chi vince una partita". Ma dice di pregare tutti i gironi e di parlare con Lui sempre per i suoi figlie,per la moglie e per la sua personale felicità. "Sono un credente nel modo più assoluto anche se non vado a messa tutti i giorni e a volte neanche alla domenica, ma quando sono in Portogallo a casa mia ci vado sempre" ha detto. A proposito del suo lavoro come allenatore, ammette di fare errori: "E' un ambiente molto competitivo ed emotivo, ma la vita professionale è solo una parte di una persona, che è molto di più del lavoro che fa".



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