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Agenti Fifa/ Calciomercato news, Bosco (presidente Iafa): l'intermediario? Un incentivo a malavita e fondi d'investimento (esclusiva)

Pubblicazione:sabato 4 aprile 2015 - Ultimo aggiornamento:sabato 4 aprile 2015, 17.38

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No, purtroppo è stato questo uno dei problemi principali. La mancanza di una disciplina di riferimento statuale è emersa con grande criticità, proprio alla luce del provvedimento di "Deregulation"; la regolamentazione federale aveva infatti fino ad oggi colmato tale "vacatio" ed era stata implicitamente assorbita dall'ordinamento statuale". Fortunatamente però, su significazioni della IAFA che ha reso edotte le parti politiche della grave e pericolosa problematica che stava per concretizzarsi, un nutrito gruppo di Senatori della Repubblica ha presentato a fine Gennaio il "DDL n. S. 1737" (attualmente già al vaglio della Commissione Parlamentare di competenza), che sulla falsariga della legge francese, e secondo le indicazioni impartite a tutti gli Stati membri dalla U.E. già nel 2009 nello "Study on sport agents of European Commission", mira a disciplinare statualmente la figura professionale di agente sportivo. Ma se è pur vero che nel nostro ordinamento attualmente non esiste una legge di riferimento, è importante denotare che vige comunque il "Divieto di Intermediazione di Manodopera a favore di lavoratori subordinati" (DLGS n. 276/2003), dal quale gli agenti di calciatori sono stati fino ad ora esentati in virtù delle loro licenze di abilitazione professionale, e nel quale incorrerebbero a partire dal 1 Aprile 2015, dopo la loro caducazione sancita dal nuovo provvedimento. Uno dei "cavalli di battaglia" della IAFA era e sarà infatti la salvaguardia del "Titolo Professionale" e su tale punto saremo irremovibili; le licenze per agenti di calciatori sono infatti "atti amministrativi legittimi", ed in quanto tali "giuridicamente incaducabili", la Fifa (e di rimando le Federazioni consociate) hanno il diritto di disporre nuove regolamentazioni nell'ambito della loro sfera di competenza, ma di certo non possono invalidare una qualifica legittimamente conseguita, ancorpiù se si considera che gli agenti di calciatori non sono mai stati dei "tesserati federali", ma bensì dei "liberi prestatori di servizi qualificati e autorizzati". Ci risulta che la Federazione francese proprio nei giorni immediatamente precedenti alla decorrenza dell'entrata in vigore della "Deregulation", ha fatto una comunicazione a livello europeo che rappresenta una importante speranza per tutti gli agenti delle nazioni facenti parte della Unione Europea.

Ci sa dire qualcosa in più a riguardo? Il 27 marzo la Federazione francese ha diramato una circolare ufficiale a tutte le altre Federazioni dei paesi U.E. nella quale ha comunicato a tutte le altre consociate di aver deciso di non assoggettarsi al provvedimento Fifa, reputandolo illegittimo ed in contrasto con molte normative del diritto comunitario, oltre che con il proprio ordinamento statuale (vige una ben articolata disciplina legislativa dal 2003); di conseguenza la FFF ha disposto che il regolamento agenti vigente nel proprio paese rimanga immutato, cosi' come la validità delle licenze rilasciate, e che chiunque voglia accedere alla professione, dovrà sempre iscriversi alla scuola di formazione e superare una prova finale, oltre a fornire alla federazione stessa tutta una serie di credenziali personali. Il dato però per noi più rilevante è che la Federation francaise de football" non riconosce la figura dell'intermediario, e che qualunque soggetto proveniente da federazione estera potrà operare solo se "già titolare di licenza"; in sintesi la FFF ha indirettamente "tenuto vive" le licenze professionali di tutti gli altri agenti di Europa, indipendentemente dalle disposizioni delle Federazioni alle quali questi ultimi appartengono. A tal riguardo la IAFA ha reputato opportuno inviare una lettera di ringraziamento e congratulazioni ai vertici della FFF. Chapeau!

Un'ultima domanda: ma in questi mesi non avete cercato un dialogo con la Figc? Non ho intenzione di fare dietrologia polemica, posso solo dirvi che alla nostra Federazione sono stati inviati innumerevoli atti di significazione (è tutto comprovabile, "scripta manent"), perdipiù giuridicamente motivati e supportati da elementi incontrovertibili, e nei quali si è sempre asserita la nostra disponibilità a cooperare ed a trovare una soluzione giuridicamente corretta, nell'interesse di ambedue le parti; purtroppo non ci è mai stato concesso un confronto ufficiale, e questo ci ha nostro malgrado costretti a notificargli un "atto stragiudiziale di diffida", doveroso preannuncio di quelle che saranno le azioni legali che intraprenderemo. Questo ci dispiace, ma abbiamo fatto tutto quanto fosse nelle nostre possibilità per evitare lo scontro in sede giudiziale, anche perchè a nostro avviso, la Figc come tutte le altre Federazioni, è anch'essa considerabile paradossalmente una parte lesa, avendo subito l'imposizione impartita da una "associazione di imprese" (la Fifa) che opera nei confronti dei suoi associati in posizione dominante; ma questa sarebbe stata materia per il Tribunale U.E. se adito in tempo debito, oramai è tardi, nel prossimo futuro l'organo giudiziale di riferimento sarà il Tar e la controparte purtroppo la Figc.

(Claudio Ruggieri)



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