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Agenti Fifa/ Calciomercato news, Bosco (presidente Iafa): l'intermediario? Un incentivo a malavita e fondi d'investimento (esclusiva)

Agenti Fifa, calciomercato news, parla Christian Bosco: il presidente della Iafa, l'Associazione degli Agenti Fifa, spiega l'ingresso della nuova figura dell'intermediario

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Dal 1 aprile è entrata in vigore una nuova figura nel mondo del calcio, ovvero quella dell'intermediario che va a sostituire quella dell'Agente. La Fifa ha voluto questo cambiamento radicale che ha fatto scaturire non poche polemiche, non solo all'interno della categoria professionale (oramai non più!), ma in tutto il Mondo del calcio. Abbiamo intervistato Christian Bosco, agente Fifa e presidente della Iafa, l'associazione nata per la tutela dei diritti agenti di calciatori, professione nata ufficialmente proprio in Italia con l'istituzione dell'albo professionale nel lontano 1991, a cui sono seguite le emulazioni delle altre federazioni nazionali europee, fino al 1996, quando la Fifa decise (in realtà impose) che tutto doveva passare sotto il proprio controllo e le proprie regolamentazioni. Christian Bosco in esclusiva per IlSussidiario.net, ha parlato delle lunga battaglia che la IAFA porta avanti da mesi contro la "deregulation" voluta e disposta dalla Fifa.

Perché la nuova figura degli intermediari sta creando così tante polemiche? Con il provvedimento approvato dal Comitato esecutivo a Marzo 2014, e poi ratificato dal Congresso pre-mondiale in Giugno, la Fifa ha praticamente "cancellato giuridicamente" una professione. Di certo, è innegabile che già con i previgenti regolamenti, il nostro ambiente era popolato di abusivi ed improvvisati, ma lo spauracchio del "deferimento" per calciatori, club oltre che per gli stessi agenti, ha sempre rappresentato un valido deterrente. Invece "deregolamentando" e permettendo un accesso incontrollato alla attività (secondo il nuovo regolamento, non è più previsto l'esame di abilitazione, nè la stipula della polizza assicurativa di rischio professionale) viene cancellata la vera e propria "substantia professionale" della figura dell'agente; ciò nel migliore dei casi "autorizzerà" il proliferare di azioni di disturbo dei "dilettanti allo sbaraglio", generando irrimediabilmente grande confusione, ma anche recando presumibilmente danni ai club e ai calciatori (effettivi fruitori dei nostri servizi); inutile poi tacere sulla concreta possibilità che il sistema calcio attraverso questo nuovo assetto, possa inquinarsi ancor di più di quanto lo sia già, con conseguenze anche abbastanza pericolose ed a posteriori indebellabili, che esorbiteranno i confini dell'ambito prettamente sportivo.

Può spiegarci meglio cosa intende? Le indicazioni fornite dalla Fifa in questo nuovo "pseudo-regolamento" prevedono che qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, possa operare come intermediario, basterà pagare una quota annuale di iscrizione in un registro (non qualificativo, ma di semplice trascrizione, è bene precisarlo), e redigere una "autocertificazione" che attesti la propria onorabilità (avete mai sentito qualcuno certificare il contrario???); risulta dunque probabile (se non addirittura certo) che una qualsiasi "Lobby economica" provvederà ad assoldare un vero e proprio esercito di "Mister X", formalmente "illibati", ma che agiranno per conto di terzi dei quali sarà praticamente impossibile conoscere l'identità, le finalità e gli scopi imprenditoriali, e la natura dei proventi investiti. Tali soggetti dunque, di diritto e di fatto, movimenteranno danaro, condurranno transazioni e beneficeranno di ricavi. Tanto premesso, mi risulta che il malaffare sia da sempre considerabile una "Lobby economicamente forte" a meno che io non abbia vissuto su Marte senza accorgermene negli ultimi 40 anni. Infine a mio avviso chi rischia molto sono anche i Club, avete pensato alla possibilità che un "Capo Ultras" (rinomatamente e storicamente legati ad ambienti malavitosi), faccia iscrivere nel registro intermediari, il proprio cugino, il proprio fratello o il fidanzato della figlia? Quali e quante pressioni e ricatti potrebbero subire le Società? Lascio a voi la logica deduzione.

Ci giunge notizia che in tutta questa strana situazione c'entrino anche i famosi fondi d'investimento... La notizia è fondata, è oramai acclarato che chi abbia soffiato con veemenza dietro le vele dell'approvazione di questa "Deregulation", siano state soprattutto le famigerate "Third parts", perlopiù identificabili come "Società di intermediazione" di matrice "extracontinentale" (Sudamerica e Asia). Infatti la ferrea regolamentazione sugli operatori di mercato calcistici (alias agenti) vigente in Europa, ha sempre rappresentato un concreto deterrente all'ingresso incontrollato delle suddette, che in virtù della usuale dinamica di acquisto dei diritti patrimoniali sui tesseramenti dei calciatori (ribadiamo, vietata in Europa), si sarebbe trasformato in una vera e propria sorta di monopolio su calciatori e club, influenzando lo svolgimento delle loro attività, con tutte le conseguenze che è facile immaginare. E' per queste motivazioni che il Presidente della Uefa Michel Platini si sia sempre impegnato affinchè tutto ciò non accadesse; questo ci fa ben sperare in un possibile intervento della massima autorità calcistica continentale, che possa a stretto giro ipotizzare una regolamentazione sul territorio U.E. della figura dell'agente, cosi' come richiestogli ufficialmente dalla Commissione Europea nell'accordo di cooperazione siglato a Bruxelles il 14 Ottobre 2014, in virtù di una autonomia normativa delegata , che la Uefa non aveva mai avuto prima.

Quali saranno i prossimi passi della Iafa? I nostri legali stanno già lavorando all'impugnativa che sarà proposta dinanzi al TAR nelle prossime settimane, con richiesta di sospensiva cautelare e di risarcimento danni, anche il regolamento Figc (come quello Fifa) ha delle storture, delle incoerenze e delle difformità giuridico-normative insindacabili; contestualmente saranno formalmente notificati gli esposti alla AGCM (autorità garante per la concorrenza ed il mercato) , e alla Commissione Europea, alle quali precedentemente erano state inviate solo "Lettere informative", con la speranza che sollecitino un intervento di urgenza del Governo italiano.

In Italia non c'è una legge in tal senso?