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Calcio e altri Sport

SERIE A TABELLINI 29^ GIORNATA/ Assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Fiorentina-Sampdoria 2-0 (sabato 4 aprile 2015)

Serie A, i tabellini delle partite della ventinovesima giornata: assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi di tutti gli incontri di oggi (sabato 4 aprile 2015)

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La Fiorentina batte 2-0 la Sampdoria nella 29^ giornata del campionato di Serie A 2014-2015 e in un colpo solo scavalca i blucerchiati e il Napoli, portandosi al quarto posto in classifica con 7 punti di ritardo dal secondo posto della Roma e a 6 dal terzo della Lazio. Primo tempo con un'ottima Fiorentina, ma che termina a reti inviolate con il palo di Rodriguez come migliore occasione. Nella ripresa passa in vantaggio all'ora di gioco la viola con un tiro a giro di Diamanti, che sarebbe uscito da lì a poco. Il raddoppio lo sigla con una giocata delle sue in percussione l'egiziano Salah, sempre più idolo della curva Fiesole. Gara che termina col 2-0.

All'Atleti Azzurri d'Itaila, Atalanta-Torino 1-2. Bella vittoria per i granata che salgono a quota 42 punti e continuano a inseguire l'Europa, mentre l'Atalanta resta a 26 e vede il Cesena avvicinarsi, sia pure di una sola lunghezza. A firmare i gol della vittoria sono Fabio Quagliarella, che calcia benissimo una punizione che Vives gli aveva toccato a fianco, e Kamil Glik che sfrutta alla perfezione un calcio d'angolo di El Kaddouri che nessuno tocca e che arriva indisturbato sul secondo palo. Nel secondo tempo l'Atalanta torna viva e si rimette in partita con una fantastica rovesciata sul cross di Maxi Moralez; da segnalare nel finale la doppia espulsione per lo stesso Pinilla e per Basha, che si erano presi in campo a suon di calci e spintoni. Brutto finale per una partita rimasta molto bella sino al fischio di chiusura. 

La Lazio ha sconfitto 3 a 1 il Cagliari al Sant'Elia e resta ad un punto dalla Roma, al terzo posto in classifica. Lazio meno brillante rispetto alle ultime uscite ma in grado di creare tante occasioni. Molti errori sottoporta per i capitolini, che rischiano di essere raggiunti da un Cagliari combattivo. Il match si sblocca al 31' con il gol di Klose, che batte Brkic da pochi metri, L'azione è nata da un'accelerazione di Felipe Anderson sulla destra che ha messo in mezzo per Mauri che si è girato in un fazzoletto servendo Klose. In precedenza lo stesso Mauri aveva sbagliato un gol di testa a pochi metri da Brkic. In chiusura di primo tempo punizione pericolosa dal limite battuta da M'Poku e grande parata di Marchetti, bravo e fortunato a chiedere aiuto al palo. In apertura di ripresa il Cagliari pareggia con Sau che calcia al volo da posizione defilata e batte l'incolpevole Marchetti, beffato da una deviazione di Mauricio. La Lazio riprende ad attaccare con convinzione e Mauri sbaglia nuovamente un gol a pochi metri dalla porta, favorito da un clamoroso errore di Brkic che non riesce a trattenere un tirp dalla lunga distanza scoccato da Candreva. L'ingresso di Keita nella Lazio cambia la partita: il giovane attaccante si procura due rigori in dieci minuti, Biglia trasforma il primo ma calcia alto il secondo (in occasione del secondo calcio di rigore, Rocchi ha estratto il cartellino rosso nei confronti di Diakitè. In chiusura ancora gol sbagliati per la Lazio, Cagliari che continua a crederci nonostante l'inferiorità numerica e match chiuso definitivamente da Parolo, che segna su punizione con un rasoterra potente e angolato.

Basta un rigore nel primo tempo al Sassuolo di Di Francesco per avere la meglio sul Chievo di Ezio Maran. I neroverdi non offrono in casa la loro migliore prestazione , ma riescono a mettere in cascina 3 punti che allontanano, forse definitivamente, lo spauracchio della retrocessione.  Mister Di Francesco fa delle scelte importanti lasciando in panchina per scelta tecnica Sansone e Zaza, sostituiti da Floro Flores e Floccari. La prima occasione arriva proprio con l'ex Lazio dopo soli 5 minuti, ma il tiro della punta, scagliato dal limite dell'area, si spegne debolmente tra le braccia di Bizzarri. All'ottavo minuto è Floro Flores a sfiorare il vantaggio: Biondini crossa dalla sinistra, l'attaccante napoletano svetta su Gamberini e indirizza di testa con il pallone che sfiora il palo lontano. Dopo 3 minuti arriva la reazione del Chievo, che dopo un tiro cross di Schelotto spreca con il piattone di Paloschi l'occasione per passare in vantaggio. Al 17' il colpo più bello della giornata viene eseguito da Meggiorini che, servito al vertice dell'area da una parabola morbida di Birsa, carica il sinistro e colpisce al volo un pallone che impatta sulla traversa con Consigli battuto. Solo il legno può negare all'attaccante la gioia di un gol sensazionale.  Al 20' ecco l'azione decisiva del match, con Gamberini che nel tentativo di anticipare Berardi effettua una scivolata troppo dura sull'attaccante calabrese, prendendo gambe e pallone, e causa il rigore in favore del Sassuolo meritandosi il primo cartellino giallo. Dopo un conciliabolo tra l'arbitro Pairetto e l'assistente di porta, Berardi si piazza sul dischetto e al 22' spiazza Bizzarri.  Al 38' e al 40' per due falli rispettivamente su Radovanovic e Schelotto ricevono un giallo anche Biondini e Peluso, e il primo tempo si conclude senza ulteriori sussulti. Nella ripresa, precisamente al 48', finisce sul taccuino dell'arbitro anche Vrsaljko per una trattenuta su Birsa. Al 54' Berardi dopo una perfetta triangolazione con Floccari gira di testa ma alza troppo la traiettoria. Al 60' Schelotto anticipa Peluso già lanciato in scivolata che nulla può fare per evitare il contatto e il secondo cartellino giallo della sua partita. Con i neroverdi in dieci Mister Di Francesco al 62' toglie Floro Flores e si copre con Longhi. La contromossa di Maran arriva al 65' con l'ingresso di Botta al posto di Birsa. Il Chievo prova ad alzare il ritmo ma la troppa foga al 67' causa a Radovanovic il suo primo giallo del match. Un minuto dopo Pellissier rileva Schelotto. Al 69' arriva una grande conclusione da fuori di Botta che trovo pronto Consigli a intervenire, ma è al 70' che l'estremo difensore si supera intervenendo sul colpo di testa ravvicinato di Cesar. Al 73' entra Natali per supportare la difesa al posto di Berardi. Un minuto dopo è Hetemaj nel Chievo a subentrare al posto di Zukanovic. Proprio al nuovo entrato al 78' prova a sorprendere dalla distanza il sempre attentissimo Consigli. Al minuto 81 Di Francesco effettua il suo ultimo cambio sostituendo l'infortunato Vrsaljko con l'algerino Taider. L'ultimo brivido arriva al 94', a recupero scaduto, con Paloschi che sugli sviluppi di una punizione calcia al volo di destro trovando l'opposizione di braccio di Floccari. La partita si conclude con le polemiche degli ospiti. (Dario D'Angelo) 

Il Genoa viene fermato sul pareggio in casa dall'Udinese. Al 'Ferraris' termina 1-1, partita in equilibrio fino alla fine con le due squadre che si sono sfidate a viso aperto alla ricerca dei tre punti. Il primo squillo del match arriva dopo appena un minuto: Kone lascia partire un filtrante per Perica che si fa ipnotizzare da Lamanna al momento del tiro. Al decimo il Genoa va vicino al gol grazie al gran calcio di punizione di Perotti dal limite, il pallone calciato di destro a giro scheggia la traversa. Nove minuti dopo Tino Costa confeziona un assist perfetto per De Maio all'interno dell'area da rigore: il difensore del grifone stoppa con precisione ed infila in rete con cinismo. L'Udinese prova a reagire e risponde con una conclusione di Gullherme che termina alta sopra la traversa. Alla mezzora ancora bianconeri pericolosi: Hertaux riceve in mischia e colpisce di testa ma Lamanna blocca. Il Genoa alza il suo baricentro e fa possesso palla nella metà campo bianconera. Nel finale di frazione un'occasione per parte: al quarantaduesimo difesa del Genoa disattenta, il pallone arriva a Piris che spara dalla lunga distanza, conclusione fuori alla destra di Lamanna. Al quarantaseiesimo Perotti prova ad approfittare di una disattenzione della difesa friulana ma tarda troppo il tiro e l'azione sfuma. Nella ripresa i rossoblu partono bene e sfiorano subito il gol del vantaggio con un mancino terrificante di Iago Falque. Al cinquantottesimo Borriello chiede un rigore dopo un contatto con un difensore bianconero ma l'arbitro Mazzoleni gli fischia il fallo contro. Restano molti dubbi sul presunto fallo subito dall'attaccante del Genoa, la sensazione è che potesse essere rigore in favore dei liguri. I friulani prendono coraggio e il la squadra di Gasperini resta schiacciata nella propria metà campo. Al sessantottesimo, infatti, arriva il pareggio dell'Udinese con Therau, che servito dalla destra da Widmer, deposita in rete a tu per tu con Lamanna. Nel finale il Genoa si rende pericoloso con il neo entrato Niang che per poco non trova l'impatto con il pallone sull'ennesimo suggerimento di Costa. Finisce in pareggio, gara divertente e spumeggiante tra due buone squadre della nostra Serie A.

Nel primo tempo passa in vantaggio la squadra nerazzurra con un tiro da fuori di Fredy Guarin, deviato fatalmente da Mauri. Alla fine della prima frazione arriva il pareggio, colpo di testa vincente di Andi Lila su assist di Varela dalla destra. Nella ripresa i nerazzurri ci provano, ma la gara termina 1-1. L'Inter sale a quota 38 punti e si allontana dalla corsa all'Europa League, il Parma va invece a 10 ed è comunque lontanissimo dalla salvezza.

Hellas Verona e Cesena si sono divise la posta in palio al termine di una partita incredibile, che ha visto gli scaligeri portarsi in vantaggio di tre gol prima di subire la repentina rimonta romagnola in soli 11 munti, dal 70' all'81'. I protagonisti assoluti sono stati Luca Toni e Franco Brienza: l'attaccante del Verona ha realizzato due gol agganciando Emiliano Mascetti al primo posto tra i marcatori gialloblù in Serie A (35, nel campionato attuale invece è salito a quota 15); il trequartista del Cesena ha segnato un gol strepitoso direttamente su calcio di punizione dalla distanza, e poi servito a Davide Succi il pallone del definitivo 3-3. In evidenza anche Bosko Jankovic autore di due assist. Match molto divertente e pareggio che porta il Verona a 33 punti, che significa ancora +11 sul terzultimo posto occupato proprio dal Cesena a quota 22. (Carlo Necchi)

Il Milan espugna il Barbera di Palermo grazie alle reti di Cerci e Menez e sogna la scalata all'Europa League. Nel primo tempo i rossoneri sfiorano il gol con Destro al 5' ma Sorrentino è bravo a opporsi respingendo la conclusione dell'attaccante avversario; l'ex Roma, poco dopo, non riuscirà a capitalizzare al meglio un bell'assist di Cerci proveniente dalla destra. Andiamo però con ordine perché in campo c'è anche il Palermo che si fa vedere al 13' con un bel piazzato di Dybala terminato fuori di pochissimo. Al 23' ecco l'azione più solare dei rosanero: Quaison serve Dybala che apparecchia a centro area per Vazquez: sembra fatta ma il centrocampista spedisce sul fondo. La risposta del Milan è cinica e porta Cerci a insaccare un traversone di Van Ginkel con la complicità di Sorrentino. Nella ripresa Iachini inserisce Belotti e proprio il nuovo entrato si conquista un calcio di rigore al 70' a causa di un fallo di Paletta: dal dischetto Dybala non sbaglia. Quando il pareggio sembrava ormai scritto, Jeremy Menez ha raccolto la sfera da centrocampo ed è partito in una fuga solitaria verso Sorrentino: il francese non fallisce il match ball. Palermo-Milan termina 2-1 per il Diavolo. (Federico Giuliani

Nell'anticipo della ventinovesima giornata del campionato di Serie A 2014-2015, Roma-Napoli 1-0. I giallorossi tornano alla vittoria casalinga dopo 4 mesi, lasciando i partenopei a 9 punti di distanza. A decidere è il gol di Miralem Pjanic al 25’ minuto; terza rete del bosniaco in questo campionato, sull’assist di Alessandro Florenzi. Partita tesa e intensa: Rizzoli, arbitro della sfida, ha ammonito cinque giocatori ovvero De Rossi (già dopo 11 minuti), Holebas, Raul Albiol, Florenzi e Torosidis. Gli allenatori hanno effettuato tutte le sostituzioni disponibili: Rudi Garcia ha mandato in campo Leandro Paredes per Pjanic, Yanga-Mbiwa per Holebas e Ibarbo per Florenzi. Per Benitez sono invece entrati Gabbiadini per Callejon, Duvan Zapata per Higuain e Lorenzo Insigne per De Guzman. Un bentornato in particolare a Lorenzo Insigne, che ha fatto il suo ritorno in campo a cinque mesi dal brutto infortunio rimediato contro la Fiorentina. E’ passato praticamente un girone ma finalmente Insigne ha potuto nuovamente calcare il terreno di gioco.