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DAVIDE FORMOLO/ Chi è il vincitore della quarta tappa del Giro d'Italia 2015

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Davide Formolo, 22 anni (Foto Infophoto)  Davide Formolo, 22 anni (Foto Infophoto)

DAVIDE FORMOLO, CHI E' IL VINCITORE DELLA QUARTA TAPPA DEL GIRO D'ITALIA - Quando oggi Davide Formolo ha superato a mani alzate, il traguardo di La Spezia - quarta tappa del Giro d'Italia 2015 - molti si saranno domandati chi è il corridore che veste la maglia nera della Cannondale-Garmin. Davide fa parte delle nuove leve del ciclismo italiano, quelle nuove leve che già si sono messe in mostra nel panorama professionistico ma che sono sconosciute agli abbassionati dello sport a due ruote. Formolo è soprannominato "La Roccia" per la sua forza fisica e mentale, ed è un giovanissimo essendo nato a Marano di Valpolicella in provincia di Verona, il 25 ottobre 1992. Da sempre appassionato di ciclismo Davide ha iniziato la sua attività agonistica nell’unione sportiva Ausonia una società di Pescantina.

La società dilettantesca gli permette di mettersi in luce soprattutto in gare regionali, quelle gare che sono indispensabili per far crescere la cattiveria mentale indispensabile per il ciclismo di buon livello. La forza del ragazzo, che è un ottimo scalatore gli permette di mettersi in luce, e nel 2011 passa nella squadra dilettantistica della Petroli Firenze. L’anno del passaggio alla nuova realtà è stato un anno di transizione per il giovane, che oltre il trasferimento ha scontato i problemi di acclimatamento con i nuovi compagni di squadra. Formolo non è riuscito, infatti, a registrare piazzamenti di sorta in quell’anno, anche se tante sono state le sue partecipazioni ai giri regionali e semi dilettantistici nazionali. Il 2012 ha visto invece l’esplosione tra i dilettanti di Davide che riesce ad ottenere buoni piazzamenti (2° nella Piccola Sanremo, 4° nella classifica generale del giro della valle Aosta, 1° nella classifica generale del giro ciclistico Pesche Nettarine di Romagna). Anche il 2013 è foriero di soddisfazioni per "la roccia", egli riesce infatti a centrare nuovamente la vittoria delle Pesche Nettarine in Romagna e inizia ad affacciarsi sul panorama internazionale con la presenza al Tour de l'Avenir, in Francia, con un buon 6 posto in classifica generale. Perde in volata il trofeo Melinda battuto niente di meno che da quel Vincenzo Nibali, che in quell’anno stava iniziando a dominare il ciclismo internazionale.

Formolo riesce anche ad aggiudicarsi nel 2013 il trofeo Larco Guerra in Toscana. Le buone prove del giovane ciclista veneto lo portano al passaggio ai professionisti con la firma per la Cannondale Pro Cycling Team, la squadra dei professionisti permette a Formolo nuove esperienza soprattutto internazionali. Davide corre in Norvegia (Tour des Fjords, Stavanger), in Svizzera (tour de Suisse), in Canada (nel grand prix di Montreal), in Giappone (nella Japan cup). Non si registrano buoni piazzamenti (il migliore è stato un 6° posto nel giro dell’Emilia) ma le tante corse gli permettono di fare esperienza internazionale, e di farsi notare dal direttore tecnico della nazionale maggiore (Davide Cassani) che lo convoca per i mondiali su strada di Ponferrada 2014. Il ruolo di Davide all’interno della Nazionale è marginale rivestendo il compito di riserva, ma fa capire come il giovane veronese sia "attenzionato" dai piani alti del ciclismo nazionale. Il 2015 vede esordire Formolo nella squadra del team americano del Cannondale - Garmin, e gli vede immediatamente conquistare un podio (3°) nel trofeo spagnolo di Andraitx.

Il ciclista veronese partecipa per la prima volta al giro d’Italia con lo scopo dichiarato di accumulare esperienza nel campo delle gradi corse a tappe, esperienza che lo potrebbe lanciare nel panorama internazionale soprattutto in virtù di un fisico possente e di un equilibrio mentale difficilmente riscontrabili in atleti della sua età. Formolo è alto 181 centimetri ed ha un peso forma di poco superiore ai 60 kg, la sua conformazione lo porta ad essere un eccellente scalatore (cosa che ha dimostrato nella tappa vinta con un repentino scatto ai piedi dell’ultima salita). Il ragazzo possiede una buona tecnica e questa particolarità unita al suo acume tattico lo potrebbe portare presto ai vertici del nostro ciclismo. Lo si attende adesso nel proseguo del giro rosa soprattutto nelle tappone di montagna, in cui la bravura tattica deve essere unita ad una forza fisica ed una condizione perfetta.



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