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André Greipel/ Chi è il vincitore della sesta tappa del Giro d'Italia 2015

Pubblicazione:giovedì 14 maggio 2015

André Greipel, 32 anni (Infophoto) André Greipel, 32 anni (Infophoto)

ANDRE GREIPEL, CHI E' IL VINCITORE DELLA SESTA TAPPA DEL GIRO D'ITALIA 2015 - Era una delle ruote veloci più attese della vigilia del Giro d’Italia 2015, e al secondo traguardo utile non ha mancato il bersaglio. Parliamo di André Greipel, atleta tedesco della Lotto Soudal che si è imposto sul traguardo di Castiglione della Pescaia, al termine di una tappa di 183 km, precedendo Matteo Pelucchi, del team IAM, e Sacha Modolo, della Lampre Merida. Il finale della tappa partita da Montecatini Terme è stato caratterizzato da una grossa caduta che ha coinvolto molti corridori e ha costretto le squadre dei velocisti a una veloce riorganizzazione, ma il successo di Graipel è pienamente meritato ed è l’ennesima conferma di un talento purissimo.

Nato a Rostock, in Germania, nel luglio del 1982, André Greipel si segnala tra i più talentuosi della sua generazione fin dagli anni da juniores. I suoi primi successi di un certo prestigio, infatti, sono due campionati tedeschi consecutivi, raccolti nel 2000 e 2001. Passato tra gli Under 23 (la categoria che un tempo venica chiamata dei "dilettanti", gradino subito precedente a quello del professionismo) Greipel non perde l’abitudine di alzare le braccia al cielo, raccogliendo almeno un successo importante in ognuna delle stagioni che lo portano fino al passaggio tra i professionisti. Passaggio che avviene nel 2005, anche se già sul finire dell’anno prima, come spesso succede, il tedesco assaggia il mondo dei "pro" partecipando a una gara sul finale di stagione. Il suo primo contratto è con il team Wiesenhof, a cui regala un successo nella sesta tappa della Post Danmark Rundt, gara che si corre in Danimarca e che segna il primo alloro di Graipel tra i professionisti. Questo successo, unito a una buona continuità di rendimento, procura a Graipel, già l’anno successivo, il passaggio alla fortissima T-Mobile, squadra in cui rimarrà sostanzialmente per cinque stagioni anche se, per cambi di main sponsor, il nome del team cambierà in Team Columbia, prima, e HTC, poi. Le prime due stagioni nella squadra tedesca non regalano grandi soddisfazioni al corridore, in termini di successi, ma Graipel fa comunque l’esordio nella sua prima grande corsa a tappe: la Vuelta a Espana.

Il 2008 è l’anno nel quale il nome di André Greipel si impone all’attenzione degli appassionati. In una delle gare di apertura della stagione, il Tour Down Under, in Australia, il tedesco appare quasi imbattibile, conquistando ben quattro vittorie di tappa e imponendosi nella classifica generale. Nei mesi successivi non arrivano altri successi, ma avere in squadra un uomo come Mark Cavendish, velocista principe del gruppo, limita le possibilità di Graipel. Almeno fino alla diciassettesima tappa del Giro d’Italia quando, sul traguardo di Locarno, Graipel vince proprio davanti al suo capitano. È senza dubbio il successo più importante, fino a quel momento, nella carriera del promettente velocista che, sulle ali dell’entusiasmo, prima della fine dell’anno vince delle tappe al Giro d'Austria, all’Eneco Tour e al Giro di Germania. Tanto il Tour Down Under aiutò Graipel nel 2008, tanto lo penalizza nell’anno successivo. Dopo la vittoria nella prima tappa, infatti, il tedesco rimane vittima di una caduta, che gli procura la frattura della spalle e, di conseguenza, uno stop forzato di alcuni mesi. Per rivedere il successo, Graipel dovrà attendere il mese di maggio, in Francia, ma è soprattutto a settembre che miete successi, presentandosi al via della Vuelta a Espana in uno strepitoso stato di forma, ottenendo quattro vittorie di tappa e portando fino a Madrid la maglia verde, simbolo del primato nella classifica a punti.

Quello di Graipel è ormai un talento sotto gli occhi di tutti e nel 2010, dopo il ritorno al Tour Down Under e la sua seconda vittoria nella gara australiana, la rivalità interna con Mark Cavendish inizia a farsi sentire. I due, di fatto, hanno caratteristiche analoghe e, nonostante il tedesco vinca diverse gare nel corso dell’anno, tra cui la tappa di Brescia al Giro d’Italia, è chiaro che le strade delle due ruote veloci non possono proseguire ancora a lungo insieme. Nel 2011, quindi, Graipel cambia maglia e si trasferisce nel team belga dell’Omega Pharma-Lotto. L’inizio della stagione non è dei migliori, con una caduta alla Tirreno-Adriatico che rovina i suoi piani facendogli anche saltare il Giro d’Italia. Graipel, però, per la prima volta in carriera è al via del Tour de France, dove si impone nella decima tappa superando proprio l’ex capitano Cavendish. È la defiitiva consacrazione di Graipel che, in tutte le successive stagioni, coglierà almeno una vittoria nell’importante gara francese. Nel 2012 parte alla grande vincendo ancora tre tappe al Tour Down Under.

Al Tour de France è 3 volte primo e due volte secondo, finendo secondo nella classifica a punti. Classifica a punti che sfiora anche al Tour dell’anno successivo, quando finisce terzo nella speciale graduatoria vincendo una sola tappa. Una tappa è anche il bottino del Tour del 2014, anno nel quale Graipel si impone sul traguardo del Campionato tedesco, guadagnandosi il diritto di indossare la maglai bianca fasciata dal tricolore della bandiera per un anno. È con quella maglia che Graipel, tornato sulle strade rosa del Giro d’Italia 2015 dopo alcuni anni, trionfa nuovamente, alzando le braccia verso il cielo di Castiglione della Pescaia.



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