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Morto Rasmus Larsen/ Promessa del basket, altra tragedia in Belgio

Morto Rasmus Larsen, tragedia in Belgio (basket): la giovane promessa danese trovato senza vita a Charleroi, dove giocava con lo Spirou. Terzo caso in poco tempo nello sport belga

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Il 20enne danese Rasmus Larsen, promessa del basket, è stato trovato senza vita mercoledì nel suo appartamento a Charleroi, in Belgio, dove giocava per la squadra locale, lo Spirou, che è una della principali squadre belghe di pallacanestro. Non è ancora chiara la causa della morte: martedì il ragazzo si era lamentato per alcuni dolori alla spalla sinistra e alla mano. Dunque l'altro ieri nel pomeriggio il ragazzo non si era presentato all'appuntamento per la partenza alla volta di Ostenda, dove si sarebbe dovuto giocare il primo match della semifinale della Lega belga. Dopo la partenza del pullman con la squadra, una collaboratrice è andata nell’abitazione del giovane e lo ha trovato senza vita, secondo quanto ha scritto per primo il quotidiano fiammingo Gazet van Antwerpen. Con ogni probabilità, Larsen è morto nel sonno. Secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere morto per un attacco cardiaco. La procura ha disposto un’autopsia e giustamente il match a Ostenda è stato annullato. “È un dramma. La sua famiglia era arrivata dalla Danimarca per fare il tifo”, ha detto l'allenatore del club, Giovanni Bozzi (di chiare origini italiane). Il giocatore, alto 212 centimetri, era già stato contattato da alcuni scout della , che lo tenevano d’occhio per i futuri draft del campionato americano. Una tragedia che unisce la Danimarca, che perde la sua più grande promessa del basket, e il Belgio. In particolare, per lo sport belga è il terzo lutto in meno di due settimane dopo le scomparse dei giovani calciatori Grégory Mertens e Tim Nicot, entrambi morti per insufficienza cardiaca. Michel D'Hooghe, capo dello staff medico della Fifa, ha chiesto nei giorni scorsi di adottare nuove misure per evitare queste morti improvvise tra i giovani atleti. Con dei controlli mirati potrebbero essere evitati più del 75 per cento di tutti i casi di insufficienza cardiaca, ha detto D'Hooghe all'agenzia di stampa Belga: “Almeno un giocatore per squadra dovrebbe essere in grado di effettuare un massaggio cardiaco”.

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