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ROLAND GARROS 2015/ Pronostici e favoriti del torneo dello Slam: Novak Djokovic e Serena Williams senza rivali? (tennis)

Pubblicazione:venerdì 22 maggio 2015

(dall'account ufficiale facebook.com/RolandGarros) (dall'account ufficiale facebook.com/RolandGarros)

ROLAND GARROS 2015: PRONOSTICI E PREVISIONI DEL TORNEO (TENNIS) - La stagione del tennis fa tappa in una delle città più esclusive e spettacolari al mondo. Siamo a Parigi: non succede troppo spesso che fascino urbano e grandi tornei si incrocino ma in questo caso, come per Roma e New York, l’accostamento ci sta tutto. Il Roland Garros 2015 è alle porte: il secondo torneo dello Slam della stagione si gioca sulla terra rossa ed è l’apice degli appuntamenti su questa superficie. La Francia è il Paese che ha consacrato Suzanne Lenglen, la prima giocatrice a essere fashion e “alla moda” su un campo da tennis e che soprattutto non ha mai perso un incontro (se non per ritiro, ed è una storia che meriterebbe un capitolo a parte): la Divina ha uno stadio dedicato all’interno del complesso del Roland Garros, non quello principale che è stato intitolato a Philippe Chatrier, presidente della Federtennis nazionale per vent’anni e della Federazione Internazionale (è il principale responsabile dl ritorno di questo sport a disciplina olimpica). Su questi due campi, più ovviamente tutti gli altri, 256 giocatori cercheranno di mettere le mani sui trofei maschile e femminile. Come andrà a finire non sappiamo, di sicuro possiamo dire chi sono i favoriti, i principali contendenti e gli outsider; e così facciamo. 

TORNEO ATP - Le prime schermaglie della stagione ci hanno detto che Novak Djokovic è diventato signore anche del rosso. Se prima dominava sul cemento ma aveva qualche difficoltà sulla terra, oggi non conosce rivali su qualunque superficie: le vittorie di Montecarlo e Roma non sono casuali e ci hanno anzi consegnato un numero 1 del mondo che finalmente è consapevole della sua superiorità e sa benissimo che il suo regno può durare a lungo (siamo nella settimana numero 148 da leader ATP). Nole ha vinto quattro dei cinque Master 1000 della stagione; a Madrid non ha trionfato perchè non c’era (problema al polso). Il grande favorito è lui: deve combattere soltanto con la pressione di dover vincere l’unico Slam che ancora gli manca. Sinceramente non si vedono rivali all’orizzonte, se proprio dobbiamo dirne uno diciamo Rafa Nadal: dall’alto dei suoi nove titoli al Roland Garros (cinque consecutivi, striscia aperta) è indubbio che il maiorchino non possa essere scartato dai pronostici. In più Madrid (finale) e Roma ce lo hanno consegnato in una forma accettabile, anche se non ottimale. Ed è il vero problema: d’accordo che sulla distanza dei cinque set molti dei potenziali avversari tendono a sparire, ma il Rafa odierno non ha possibilità contro il Djokovic odierno, proprio come il Federer del 2013 avrebbe potuto rimanere in campo giorni consecutivi senza venire a capo della sua nemesi. Il che introduce il discorso sullo svizzero: Roger Federer è ancora una minaccia, vince titoli e fa sempre paura. Però non mette le mani su un Major da Wimbledon 2012 (fanno 10 tornei dello Slam senza vittorie) e la terra rossa non gli è mai davvero piaciuta; qui ha vinto nel 2009, ma Nadal era stato fatto fuori da Soderling e l’impresa è rimasta isolata nella pur straordinaria carriera. Tra gli altri nomi papabili mettiamo in terza posizione Kei Nishikori (finalista a Madrid 2014 e semifinalista quest’anno), in quarta Grigor Dimitrov che sul rosso sembra aver fatto progressi non da poco e poi Stan Wawrinka, sempre una mina vagante (ma ondivago: potrebbe anche salutare presto). Attenzione naturalmente anche a Andy Murray: preferisce erba e cemento, ma ha pur sempre vinto a Madrid; e ovviamente, trattandosi di Parigi, a Gael Monfils che l'anno scorso ha dato spettacolo e che, dopo aver saltato Roma, si presenta con grande fame. La grande speranza italiana si chiama come sempre Fabio Fognini, che a Madrid ha dato segnali di risveglio ma sui cinque set deve innanzitutto trovare concentrazione e mentalità dura prima che tecnica; ci aspettiamo match di livello anche da Simone Bolelli. Le nuove leve da osservare sono Dominic Thiem e Alex Zverev più che Borna Coric e il gruppetto degli australiani (Nick Kyrgios in testa). Lo dice la superficie. 


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