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MIKEL LANDA/ Chi è il vincitore della quindicesima tappa del Giro d'Italia 2015

Chi è Mikel Landa, il vincitore della quindicesima tappa del Giro d'Itaila 2015: lo spagnolo del Team Astana resta nel gruppetto degli inseguitori e stacca tutti per il successo di giornata

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Il vincitore della quindicesima tappa del Giro d'Italia 2015, da Marostica a Madonna di Campiglio, con il quinto arrivo in salita di questa corsa rosa, è il basco Mikel Landa Meana, portacolori dell'Astana Pro Team. Nato il 13 dicembre del 1989 a Vitoria, in Spagna, Landa si avvicina alla bicicletta da bambino insieme ad altri amici d'infanzia, praticando allo stesso tempo il gioco del calcio. Ma è il ciclismo a spuntarla, così a 13 anni Landa inizia a gareggiare in piccole corse locali con la maglia del Club Ciclista Zuyano.

Nel 2008 passa tra le fila della Naturgas Energía, società dilettantistica satellite della Euskaltel-Euskadi, squadra basca di categoria Pro Tour. Il 2009 è il suo anno migliore, in cui conquista corse spagnole giovanili come la Soraluze, la Subida a Gorla, la Trucios e la Murguía (quest'ultima vinta praticamente in casa), mettendo in luce ottime doti da scalatore puro, grazie anche a un fisico piuttosto minuto. Nel 2010 partecipa ai Campionati del Mondo Under 23 di Melbourne, in Australia, arrivando diciottesimo, ma soprattutto esordisce tra i professionisti, con la squadra di categoria Continental Orbea, anch'essa in orbita Euskaltel-Euskadi, alla quale approda poi l'anno successivo. E con la classica maglia arancione della squadra basca (che ha sempre avuto la peculiarità di schierare al via delle gare solo corridori nati nei Paesi Baschi) Landa ottiene subito la sua prima vittoria tra i professionisti, nella quinta e ultima tappa della Vuelta a Burgos, caratterizzata da un profilo altimetrico piuttosto impegnativo.

Con i punti raccolti durante la frazione, inoltre, riesce a imporsi nella classifica degli scalatori della breve corsa a tappe spagnola. Il 2012 e il 2013 però non riservano soddisfazioni al corridore, che non riesce a far sbocciare definitivamente il proprio talento e si limita a svolgere un buon lavoro da gregario per i suoi capitani. L'unica soddisfazione che riesce a togliersi è quella di vincere nel 2013 la classifica a punti della Vuelta a Asturias. Prende comunque parte in entrambi gli anni alla Vuelta a España, chiudendole rispettivamente al sessantanovesimo e al trentanovesimo posto. A fine stagione, però, la Euskaltel-Euskadi chiude i battenti, e Landa si accasa presso la squadra kazaka Astana. Pur mettendosi a disposizione dei capitani per i Grandi Giri della formazione, ovvero Vincenzo Nibali e Fabio Aru, il basco riesce subito a togliersi la soddisfazione di vincere la quarta e ultima tappa del Giro del Trentino, da Val di Daone al Monte Bondone, e classificarsi così al decimo posto della classifica generale, appena al di sotto di corridori più esperti come Cadel Evans (vincitore della corsa), Michele Scarponi e Franco Pellizotti. Nello stesso anno corre per la prima volta il Giro d'Italia, chiudendolo in trentaquattrisima posizione ma soprattutto aiutando il proprio capitano Aru a conquistare il terzo gradino del podio finale, e torna alla Vuelta, sempre come gregario del corridore sardo, che vince due tappe e si classifica quinto nella generale.

Il 2015 si apre dunque con buone prospettive per Landa, che ad aprile vince la quinta tappa della Vuelta al País Vasco, corsa spagnola del circuito World Tour in cui riesce a mettersi in mostra anche grazie al forfait dell'ultimo momento di Aru per un'influenza. Vince la quinta tappa, da Eibar ad Aia, e aiuta il compagno di squadra Michele Scarponi a entrare tra i primi dieci in classifica generale. Pur sfoggiando un'ottima forma, si presenta però ancora una volta al seguente Giro d'Italia da gregario. Nelle prime tappe di media montagna riesce a tenere sempre le ruote dei migliori, fungendo da ultimo uomo per Aru nelle tappe in salita e supportandolo al meglio nel tentativo di conquistare la Maglia Rosa. E invece è proprio il basco a togliersi la soddisfazione di vincere una tappa, sulle stesse salite su cui aveva trionfato poco più di un anno prima al Trentino, alzando le braccia al cielo davanti al russo della Katusha Jurij Trofimov e alla Maglia Rosa Alberto Contador, della Tinkoff-Saxo, staccati negli ultimi metri con uno scatto fulminante. Una vittoria dal gusto ancor più intenso per uno scalatore come lui, dato che l'ascesa finale finale era dedicata a Marco Pantani: era proprio dal 1999 e dall'ultima vittoria del Pirata al Giro prima del fermo per l'ematocrito alto che la corsa rosa non percorreva l'ascesa fino a Madonna di Campiglio. Insieme alla vittoria di tappa, Landa ha conquistato anche il quarto posto provvisorio nella classifica generale, a un passo da quel podio che potrebbe garantirgli una considerazione maggiore da parte degli addetti ai lavori e persino della sua squadra, che potrebbe persuadersi di concedendogli i gradi di capitano. E viste le tante salite ancora da percorrere, c'è da giurare che il basco darà battaglia per provarci.

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