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FABIO ARU/ Giro d'Italia 2015: trionfo solitario per il talento sardo (19a tappa, Gravellona Toce-Cervinia)

Pubblicazione:venerdì 29 maggio 2015

Fabio Aru in maglia bianca (da Facebook) Fabio Aru in maglia bianca (da Facebook)

GIRO D'ITALIA 2015, VITTORIA DI FABIO ARU (19A TAPPA GRAVELLONA TOCE-CERVINIA) - Fabio Aru, classe 1990, è il vincitore della diciannovesima tappa del Giro d'Italia 2015, 236 chilometri da Gravellona Toce a CerviniaIl sardo si è sempre dimostrato un vincente in carriera, fin da quando, a quindici anni, abbandonò gli altri sport praticati da bambino per dedicarsi esclusivamente alla bicicletta. Dopo essersi diviso tra mountain bike e ciclocross, dedice di passare alle corse su strada. Tra il 2009 e il 2012 corre dunque nella categoria Under 23, in maglia Palazzago, con cui si mette già in mostra al secondo anno cogliendo importanti piazzamenti.

In particolare, ottiene un quarto posto al Giro della Valle d'Aosta, prestigiosa corsa a tappe giovanile vinta negli anni precedenti da scalatori che poi avrebbero fatto un'importante carriera tra i pro come Ivan Gotti e Gilberto Simoni. E' proprio la corsa valdostana che nei due anni successivi mette maggiormente in luce le grandi doti innate da scalatore di Aru, che la conquista per ben due edizioni di fila. Negli stessi anni ottiene anche un quarto e un secondo posto al Girobio, il piccolo Giro d'Italia per Under 23, e vince altre corse come la Bassano-Montegrappa, una tappa del Giro delle Valli Cuneesi e la classifica generale della Toscana-Terra di ciclismo. A fine 2012 fa così il suo esordio tra i professionisti tra le file della formazione kazaka dell'Astana. La prima corsa a cui partecipa è la USA Pro Cycling Challenge, in Colorado, nella quale ottiene subito un secondo posto nella sesta tappa, alle spalle dell'americano Rory Sutherland.

Il vero battesimo del fuoco avviene però nel 2013, quando si mette in mostra sulle salite del Giro del Trentino, dove conquista il quarto posto finale e la maglia di miglior giovane. Si merita così la convocazione per il suo primo Giro d'Italia, in cui svolge ottimamente il ruolo di gregario per il suo capitano Vincenzo Nibali, poi vincitore della Maglia Rosa finale. Nell'arrivo in salita della ventesima tappa, vinto proprio da Nibali sulle Tre Cime di Laveredo, in particolare, in mezzo a una tormenta di neve Aru riesce a staccare corridori più scafati come Cadel Evans e Michele Scarponi, piazzandosi al quinto posto.

Nel 2014 si ripresenta al Giro, questa volta per aiutare Michele Scarponi, ma dopo poche tappe il suo capitano è vittima di una caduta, e così è lo stesso Aru a ritrovarsi uomo di classifica dell'Astana. La pressione non lo spaventa: Aru dimostra infatti un gran carattere e molta intelligenza tattica, riuscendo a gestirsi al meglio. Vince la quindicesima tappa, da Valdengo a Plan di Montecampione (su una salita dedicata a Marco Pantani), arriva secondo nella cronoscalata di Cima Grappa e alla fine sale sul terzo gradino del podio della classifica generale, alle spalle dei due colombiani Nairo Quintana (Movistar) e Rigoberto Urán (Omega Pharma-Quickstep). A fine anno, prende parte anche alla Vuelta a España e, in mezzo a campioni del calibro di Alberto Contador, Chris Froome, Alejandro Valverde, Joaquim Rodriguer e lo stesso Quintana, Aru riesce a conquistare due tappe di alta montagna, l'undicesima (da Pamplona al Santuario de San Miguel de Aralar) e la diciottesima (da A Estrada a Monte Castrove). Alla fine, inoltre, si piazza quinto in classifica generale.

Per il Giro d'Italia del 2015 quindi le attenzioni dei media italiani sono tutte per lui. Ma il programma d'avvicinamento alla corsa non è dei migliori, a causa di un virus gastrointestinale che gli fa saltare il Giro del Trentino. L'avvio della corsa rosa però fa ben sperare i suoi tifosi: Aru si lancia all'attacco ogni volta che può, cercando di mettere in difficoltà i principali avversari per la vittoria finale, Alberto Contador (Tinkoff-Saxo), Rchie Porte (Team Sky) e Rigoberto Urán (Etixx-Quick Step). Dopo aver conquistato la Maglia Rosa - primo sardo a riuscirci nella storia - dopo la tredicesima tappa, Aru però la perde il giorno dopo nella lunga cronometro individuale di Valdobbiadene, e poi cede minuti importanti a Contador nelle successive tappe di alta montagna. Quando sembra in grado di poter solo difendere il terzo posto in classifica generale con le unghie e con i denti, però, Aru ha una reazione d'orgoglio e conquista la dura tappa con arrivo in salita a Cervinia, con uno scatto a sette chilometri dal traguardo. Per la Astana, che oggi ha dimostrato grande condizione e compattezza lavorando fin dai primi chilometri in modo instancabile per il proprio capitano, si tratta inoltre della quarta vittoria di tappa in questa corsa rosa, dopo quella di Paolo Tiralongo e le due di Mikel Landa Meana.

Oltre alla gioia per la vittoria di tappa, per Aru arriva anche la conquista provvisoria del secondo posto in classifica, tra i due spagnoli Contador e Landa. Un risultato che, se confermato domenica pa Milano (senza contare l'ormai scontata vittoria della Maglia Bianca di leader della classifica dei giovani), costituirebbe per il corridore, a soli 24 anni, un ulteriore passo nella sua marcia di avvicinamento verso il sogno di una vita: la vittoria di un Grande Giro.



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