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CALCIO GIOVANILE/ Ismael Sanogo: all'Inter ho imparato la disciplina, ora chiedo spazio. Tra Primavera e Lega Pro... (esclusiva)

Intervista esclusiva con Ismael Sanogo: il diciottenne attaccante ha giocato nella Berretti della Pro Piacenza, il cartellino è di proprietà dell'Inter che ora deciderà del suo futuro

Ismael Sanogo, 18 anni Ismael Sanogo, 18 anni

CALCIO GIOVANILE, ISMAEL SANOGO SI RACCONTA (ESCLUSIVA) - Il calcio, i giovani e i vivai. Un concetto che torna di attualità in un periodo che ha visto andare in scena le Final Eight scudetto del campionato Primavera (vinto dal Torino) e che ci presenta l’importante appuntamento degli Europei Under 21. I giovani e la Serie A: quante volte si è parlato di società che non investono sui loro talenti in erba, dei tanti stranieri che arrivano a coprire i buchi delle rose, dei giovani che devono emigrare per trovare spazio? Tante, forse troppe; IlSussidiario.net ha scambiato quattro chiacchiere in esclusiva con un classe ’97 originario della Costa d’Avorio il cui cartellino è di proprietà dell’Inter. Ismael Sanogo, attaccante, con i nerazzurri ha vinto lo scudetto dei Giovanissimi Nazionali nel 2012, facendo parte di una squadra che, guidata da Salvatore Cerrone, comprendeva tra gli altri Federico Bonazzoli e Samuel Darko Appiah; ha giocato nelle giovanili dello Spezia e nella stagione appena conclusa è stato nella Berretti della Pro Piacenza. Nel frattempo porta avanti gli studi: ha frequentato il Centro Formazione Professionale Canossa di Lodi, sostenendo in questi giorni - con successo - l'esame di qualifica professionale, abbandonato per un anno - quello di La Spezia - ma poi ripreso ("gli insegnanti mi hanno fatto sapere che avrei sempre avuto un posto", ci ha detto) A lui abbiamo chiesto di raccontarci i suoi trascorsi nel mondo del calcio giovanile, le sue speranze e i suoi obiettivi e qualche indiscrezione su qualche collega già arrivato alla Serie A.

Ismael, com’è andata la stagione a Piacenza? Non sono proprio soddisfatto. Ero partito bene con la Berretti, mi ero ambientato ed era trapelata la possibilità di arrivare in prima squadra; poi sono sopraggiunti problemi di natura contrattuale, ho avuto un paio di infortuni, ho saltato qualche giornata perchè non c’era il transfer…

Insomma, non una stagione da ricordare... Direi di no; per dirla tutta, l’anno prossimo spero in una nuova esperienza. 

A proposito: il primo luglio torni formalmente all’Inter, e poi? Non so ancora: se ne occupa il mio procuratore. Però, da quello che ho capito, non dovrei rientrare nei loro piani; penso che nel caso mi avrebbero già fatto sapere qualcosa, mi avrebbero chiamato per giocare il trofeo Dossena (si svolge a Crema in questi giorni, ndr)… 

Se potessi scegliere, cosa preferiresti? Sicuramente avere più minuti. Nell’Inter probabilmente non giocherei tanto, io invece vorrei essere un giocatore importante, essere acquistato magari da un’altra Primavera, da una società che creda in me e mi metta in campo. Quando sono andato a Cremona…

Sì? Ero riuscito a far ricredere l’Inter con ottime prestazioni, ma poi sono finito allo Spezia. E lì ho avuto un'appendicite che è finita in peritonite - diciamo che avevo sottovalutato qualche dolore che sentivo! Riprendere è stato difficile: il fisico non rispondeva più come prima, ci ho messo almeno un mese a ripartire.

Accetteresti oggi un’esperienza in Lega Pro? Sì, ma in prima squadra! Nella Berretti il livello era inferiore a quello che avevo raggiunto... io ho vinto lo scudetto con i Giovanissimi Nazionali, giocavo con Bonazzoli e Samuel Appiah e facevo la mia figura, vorrei avere le mie opportunità. Anche in Serie D, che oggi si può considerare una sorta di C2 dei tempi: con un progetto serio e la possibilità di giocare con continuità non mi dispiacerebbe provare.

Dal punto di vista tecnico e tattico che tipo di giocatore sei? Punto molto sulla forza fisica, ho buone doti nel puntare e saltare l’uomo. Sono un attaccante e tanti mi dicono che dovrei essere più egoista! (ride, ndr). Ma in generale devo migliorare in qualche lettura del gioco. 

C’è un giocatore al quale ti ispiri? Mi piaceva molto Abel Hernandez quando giocava nel Palermo, poi per spirito di sacrificio e dedizione cerco di ispirarmi a giocatori come Cavani e Drogba. 

Studi da prima punta quindi…