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GIOVAN BATTISTA FABBRI/ E' morto l'ex allenatore: rese grande Paolo Rossi e il Vicenza, fu il primo esonero di Zamparini

E' morto oggi Giovan Battista Ferrari, una vita spesa sulle panchine di tutta Italia: nel 1978 ha portato il Lanerossi Vicenza di un giovanissimo Paolo Rossi al secondo posto in Serie A

La curva dei tifosi del Vicenza al Romeo Menti (da facebook.com/VicenzaCalcio1902) La curva dei tifosi del Vicenza al Romeo Menti (da facebook.com/VicenzaCalcio1902)

Il mondo del calcio è in lutto. Piange oggi la scomparsa di Giovan Battista Fabbri, come ha immediatamente riportato il Giornale di Vicenza; l’ex allenatore è morto all’età di 89 anni. Ha scritto pagine e pagine di calcio; dicevano di lui che praticasse un gioco all’avanguardia, una sorta di rivisitazione del calcio totale olandese con l’utilizzo di una sola punta che veniva affiancata da esterni (un antesignano 4-3-3, o se vogliamo anche un 4-2-3-1 visto che amava giocare senza playmaker basso; sono tantissimi oggi a usare moduli simili).

Ha anche giocato, a calcio: una carriera durata circa 15 anni e spesa nelle serie minori (soprattutto con il Messina, dove ha passato sei anni). Nel 1957 ha iniziato la sua epopea di allenatore, a Varese dove peraltro ancora giocava; si è fatto le ossa nelle giovanili di Torino e Spal, a Ferrara ha avuto il merito di lanciare un certo Fabio Capello, che Paolo Mazza aveva voluto nel suo settore giovanile ma che fu lui a mettere in campo con la prima squadra. Il grande salto è arrivato a Piacenza: lui emiliano doc (della provincia di Bologna) ha vinto il campionato di Serie C1 (con 7 lunghezze di vantaggio sulla seconda, nell'era dei 2 punti a vittoria; oggi sarebbero stati 13) e poi, conosciuta purtroppo la retrocessione immediata, Giuseppe Farina lo ha chiamato a guidare il suo Lanerossi Vicenza. Ed è stato un boom: promozione in Serie A e secondo posto nel campionato seguente, nello storico 1978, con capocannoniere un ventunenne Paolo Rossi che, oltre a essere ancora oggi il bomber di Serie A più giovane di sempre, si dice sia stato spostato in attacco proprio da Fabbri, che non avendo un centravanti nella rosa si dovette inventare il riadattamento del futuro Pablito, che era un’ala. Sia come sia, il presidente Farina contribuì al declino della squadra mettendo nella busta per Rossi una cifra spropositata; Fabbri retrocesse l’anno seguente, lasciò Vicenza e si accasò ad Ascoli. Da lì un lungo peregrinare per l’Italia, con ancora una tappa che l’avrebbe reso famoso: il Venezia-Mestre nel 1988, in Serie C1. Lanciò una squadra di giovani e fu esonerato dal presidente Maurizio Zamparini; allora non si poteva saperlo, ma sarebbe diventato il primo di una lunga serie. La carriera di Fabbri si è chiusa nella “sua” Spal, dove si è alternato tra il ruolo di allenatore e Direttore Tecnico. 

(Claudio Franceschini)

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