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Juventus-Barcellona, la finale / Il pronostico di Gianni De Biasi (Champions League 2015, esclusiva)

Juventus-Barcellona, il pronostico di GIANNI DE BIASI sulla finale di Champions League a Berlino: la squadra di Allegri sfida gli uomini di Luis Enrique (sabato 6 giugno 2015)

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Juventus-Barcellona è la finale di Champions League all'Olympiastadion di Berlino. Contro i bianconeri ci sarà quel Barcellona che tutti danno per favorito col suo trio di campioni eccezionali come Messi, Neymar e Suarez in attacco, senza dimenticare le stelle degli altri reparti. Chi potrà fermare il trio, cosa farà la formazione di Luis Enrique per battere quella di Massimiliano Allegri? Un incontro difficile per i bianconeri, in cui fermare la qualità tecnica della squadra spagnola non sarà semplice. Per parlarci di questo Barcellona abbiamo sentito Gianni De Biasi, attuale allenatore dell'Albania, nonché tecnico del Levante nella Liga spagnola 2007-2008. Eccolo in questa intervista esclusiva per IlSussidiario.net.

Come vede questa finale? Sulla carta non dovrebbe esserci partita, visto che la Juventus giocherà contro una squadra eccezionale. Si sa però che in novanta minuti può succedere di tutto, c'è la tensione del risultato, la stanchezza del finale di stagione... Purtroppo mancherà Chiellini, ma se la Juventus dovesse vincere completerebbe una stagione in cui ha fatto benissimo: la vittoria della Champions sarebbe certamente la ciliegina sulla torta...

Quanto conterà il trio Messi-Suarez-Neymar nell'economia della partita? Tanto perché hanno tutto: sono rapidi, hanno molta tecnica individuale e giocate incredibili. La Juventus però potrà fermarli col suo centrocampo e la sua difesa.

Quale sarà il punto debole del Barcellona? Essere troppo convinti di vincere potrà risultare un'arma a doppio taglio contro una Juventus che si giocherà fino in fondo le sue chance e ha già eliminato il Real Madrid pur essendo sfavorita, cosa che non succede tutti i giorni.

Come pensa affronterà questo match la squadra blaugrana? Con tanto possesso palla, cercando di far correre a vuoto la Juventus e puntando sulle accelerazioni del suo reparto offensivo.

Ha allenato il Levante nella Liga, può fare un confronto fra il Barcellona di allora e quello attuale? Il Barcellona ha giocato sempre col 4-3-3, usano questo modulo dalle giovanili alla prima squadra. Anche i giocatori di quel Barcellona erano fortissimi: un giovanissimo Messi, Eto'o al livello massimo della sua carriera, Ronaldinho e poi Yaya Tourè, Xavi e Iniesta a centrocampo.

Quanto di Luis Enrique c'è nella stagione del Barcellona? A livello tattico non ha portato niente di nuovo proprio perché il Barcellona gioca sempre allo stesso modo. Forse il suo merito è stato quello di aver lavorato molto bene sui giocatori a livello di spogliatoio. All'inizio della stagione per esempio c'era stata qualche incomprensione, qualche attrito con Messi, magari tornato a Barcellona insoddisfatto per non aver vinto il Mondiale. Attriti che poi sono stati risolti, tanto è vero che i blaugrana hanno vinto sia la Liga sia la Coppa del Re. (Franco Vittadini)

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