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Serie A 2014-2015/ Gli Oscar del campionato: premio al miglior regista

Serie A 2014-2015, gli Oscar del campionato: il premio al miglior regista. A confronto i direttori d'orchestra: se la giocano Sarri e Valdifiori, Allegri, Gasperini, Iachini, Pioli, Maran...

Maurizio Sarri (sinistra), 56 anni ed Andrea Stramaccioni, 39 (INFOPHOTO)Maurizio Sarri (sinistra), 56 anni ed Andrea Stramaccioni, 39 (INFOPHOTO)

Ciak, si gira! Il terzo Oscar del campionato 2014-2015 è riservato al miglior regista, l'uomo che meglio di tutti ha saputo far fruttare le risorse a disposizione ottenendo risultati sorprendenti. Ci riferiremo quindi agli allenatori, coloro che dirigono le operazioni da bordo campo cercando di assimilare ed assecondare qualità, istinti e limiti di primattori e comprimari.

La decisione ricalca quella per il premio di miglior attore, in cui Toni ha beffato Tevez al fotofinish. Per lo stesso motivo abbiamo preferito Maurizio Sarri a Massimiliano Allegri, perché salvare l'Empoli con qualche giornata d'anticipo è parso più difficile che vincere il quarto scudetto di fila con la Juventus, per quanto questa scelta sia inevitabilmente impregnata del senno di poi. L'Empoli 2014-2015 si può considerare un mezzo -se non intero- miracolo: con la stessa squadra dell'anno scorso, che ben si era comportata in Serie B, è riuscito a mantenersi stabilmente oltre la linea di galleggiamento esprimendo un gioco equilibrato (-6 di differenza reti, niente male) e spensierato al tempo stesso, raramente arroccato o calcolatore. I rischi erano altissimi: ad eccezione dell'uruguaiano Vecino (prestito azzeccato) e del grande vecchio Maccarone l'undici titolare si componeva di debuttanti, i vari Sepe, Rugani, Tonelli, Hysaj, Mario Rui, Valdifiori, Croce, Pucciarelli. Nessuno di loro ha patito oltremodo il salto di categoria, ed anzi sono tutti riusciti ad esprimere le rispettive qualità. Merito anche di chi ha coordinato dalla panchina. Sarri può dunque ambire ad una grande? Ha risposto lui stesso: per sceglierlo ci vuole coraggio, tutti ricordiamo ad esempio come è finito -anzi, come non è cominciato- Gasperini all'Inter. Ma l'ultimo campionato ha detto che Sarri può valere un rischio.

Anche Allegri ha rischiato, quando in estate è saltato in corsa sul carrozzone dei vincitori: nello scetticismo generale è riuscito in fretta ad assumerne il controllo, inserendo gradualmente le proprie marce ma senza stravolgere intelaiatura e motore precedenti. Si è confermato allenatore di grande livello alternando con efficacia due moduli diversi, il 3-5-2 di matrice contiana e il 4-3-1-2 che più gli appartiene, ha dosato al meglio le energie dei giocatori ottenendo risposte positive da tutti, anche a scudetto già vinto. La sua Juventus ha perso solamente tre partite di campionato concludendo con il miglior attacco e la miglior difesa: era difficile gestire la situazione meglio di così. Tra le altre nomination impossibile non citare Gian Piero Gasperini, uno che sopravviverebbe per un paio di stagioni anche su un isola deserta, con alghe, giunchi e noci di cocco. Quest'anno ha innalzato da zero il Genoa più 'suo', assemblando al meglio i vari Giochi Preziosi a disposizione e riproponendo il calcio totale che ci aveva fatto assaggiare tra il 2007 e il 2010. Bene anche Sinisa Mihajlovic sull'altra sponda della città, sebbene al suo lungometraggio blucerchiato sia mancato il lieto fine. Un grosso applauso anche a Giuseppe Iachini che ha resistito un anno sulla panchina di Zamparini. Ma non solo: come Sarri ha vinto diverse scommesse 'verdi' ad alto tasso di rischio, da Lazaar a Belotti passando per Morganella, Quaison, Chochev e soprattutto Dybala. In più i vari Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Jajalo e Vazquez, gente più scafata ma per un motivo e per l'altro non abituata alla Serie A. Concludiamo con Rolando Maran, che ha raccolto tanto pur senza una semina luculliana alle spalle, e Stefano Pioli che ha probabilmente raggiunto la maturità professionale assieme alla sua Lazio.

(Carlo Necchi)

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