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JOAQUIM RODRIGUEZ/ Vincitore della terza tappa del Tour de France 2015: bis sul Muro di Huy

Joaquim Rodriguez è il vincitore della terza tappa del Tour de France 2015 Anversa-Huy: lo spagnolo della Katusha concede il bis sul Muro di Huy, dove aveva già vinto una Freccia Vallone

Joaquim Rodriguez sul traguardo di Huy (da Facebook Le Tour de France) Joaquim Rodriguez sul traguardo di Huy (da Facebook Le Tour de France)

Il vincitore della terza tappa del Tour de France 2015 è Joaquim Rodriguez, del Katusha Team. Il corridore spagnolo è riuscito a fare suo il traguardo posto in cima al Muro di Huy, tradizionale strappo finale della Freccia Vallone, in Belgio, con una fucilata a poche centinaia di metri dalla linea d'arrivo che ha tagliato fuori tutti gli avversari.

Il Purito (ovvero il piccolo sigaro) è ormai uno dei veterani del gruppo, forte dei suoi 36 anni di età, ma sembra ancora in grado di fare la differenza sugli strappi brevi ma duri, suoi tradizionali terreni di caccia. Professionista dal 2001, la sua prima squadra importante è la Once-Eroski, con cui corre dal 2001 al 2003, conquistando quattro vittorie tra cui, nell'ultimo anno, due di grande prestigio: la sesta tappa della Parigi-Nizza e l'ottava della Vuelta a España, alla prima partecipazione a un Grande Giro. L'anno dopo si trasferisce per due anni alla Saunier Duval-Prodir, con la quale ottiene solo due vittorie, ma ha l'onore, nel 2005, di conquistare la classifica degli scalatori alla Vuelta.

Nel 2006 passa poi alla Casse d'Epargne, per fare da gregario al connazionale Alejandro Valderde. Nella squadra spagnola di Eusebio Unzue, storico direttore sportivo di Miguel Indurain, Rodriguez rimane per quattro anni, affermandosi come un ottimo scalatore. Tra le altre corse, al primo anno conquista un'altra tappa alla Parigi-Nizza e al secondo il campionato nazionale spagnolo. Nel 2008 vince poi sul durissimo strappo finale di Montelupone (con pendenze fino al 21%) la quarta tappa della Tirreno-Adriatico, successo replicato un anno dopo sullo stesso traguardo, appena prima di conquistare un prezioso secondo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi, la decana delle classiche monumento. A fine anno, invece, è terzo al campionato mondiale di Mendrisio, alle spalle di Cadel Evans e Aleksandr Kolobnev.

A quel punto, con un palmares ormai sempre più ricco alle spalle, Rodriguez decide di tentare la fortuna come capitano unico del neonato squadrone russo Katusha. E, soprattutto, vuole provare a fare classifica nei Grandi Giri. Il 2010 vede così il suo esordio al Tour de France, con una vittoria di tappa (la dodicesima, da Bourg-de-Péage a Mende) e il sesto posto finale. A fine anno, poi, sale per la prima volta sul podio alla Vuelta, con un terzo posto alle spalle di Vincenzo Nibali e Peter Velits e l'affermazione nella dodicesima frazione, da Burgos a Pena Cabarga. La grande regolarità durante tutto il corso della stagione gli consente inoltre di dominare la speciale classifica dell'Unione Ciclistica Internazionale.

Nel 2011 punta tutto sul Giro d'Italia, dove arriva quarto, ma chiude comunque l'anno con sette vittorie, tra cui due tappe al Giro del Delfinato e altrettante alla Vuelta (chiusa con un deludente diciannovesimo posto). L'anno successivo però trova subito il riscatto, centrando la sua annata migliore. Conquista ben dieci vittorie, tra cui la Freccia Vallone con arrivo sul Muro di Huy, una tappa alla Tirreno-Adriatico, due al Giro dove chiude secondo in classifica generale alle spalle di Ryder Hesjedal per soli 16 secondi dopo aver indossato la Maglia Rosa per 10 giorni e tre alla Vuelta (terminata al terzo posto). La vittoria più prestigiosa arriva però nell'ultima classica della stagione, il Giro di Lombardia. Per la seconda volta in carriera, così, conquista la classifica finale del calendario World Tour.

Nel 2013 si sente pronto per dare l'assalto al Tour de France, dove sale sul gradino più basso del podio, battuto solo da Chris Froome e Nairo Quintana. A fine anno, poi, arrivano la consueta vittoria di tappa alla Vuelta (nella diciannovesima frazione) e il bis al Lombardia, che gli permettono di confermarsi al primo posto del ranking annuale. La delusione più grande però arriva ai campionati mondiali di Firenze, dove, a causa di un incomprensione con il compagno di squadra/rivale Valverde, arriva secondo dietro il portoghese Rui Costa, gettando al vento un'occasione unica. Nel 2014 sembra pagare psicologicamente la sconfitta del mondiale: anche a causa di numerose cadute, a fine anno il suo bottino conta solo due vittorie, nella Volta Ciclista a Catalunya, breve corsa a tappe spagnola di inizio stagione. Dopo la deludente spedizione al Tour, l'unico acuto stagionale di Rodriguez arriva alla Vuelta, che chiude appena sotto al podio dominato da fuoriclasse come Alberto Contador (vincitore di quella edizione), Froome e Valderde.

Nonostante l'età che avanza, questo 2015 si è aperto bene per Purito, che, abbandonate ormai le velleità di conquistare un Grande Giro, ha vinto subito due tappe e la classifica generale della Vuelta al País Vasco, per poi cogliere un insperato terzo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi. E soprattutto, è arrivata la vittoria nella terza tappa del Tour de France, tutta in terra belga, da Anversa a Huy, battendo il favorito della Grande Boucle, Froome, e indossando la Maglia a Pois di leader della classifica degli scalatori, che a questo punto potrebbe provare a portare fino a Parigi.

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