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SERIE A TABELLINI 2^ GIORNATA/ Assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Carpi-Inter 1-2 (domenica 30 agosto 2015)

Serie A, i tabellini delle partite della seconda giornata: assist, marcatori, sostituzioni, ammoniti, espulsi. Gli anticipi e gli incontri di oggi (domenica 30 agosto 2015)

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Una doppietta di Stevan Jovetic affonda il Carpi allo Stadio Braglia di Modena e consente all'Inter di volare in testa alla classifica di Serie A dopo le prime due giornate, rendendo vano il momentaneo pareggio di Di Gaudio. In avvio di gara sono i padroni di casa a dare l'impressione di avere approcciato meglio la gara, tanto da costringere Murillo ad un intervento in tackle in area di rigore su Matos che per questione di centimetri non si tramuta in un fallo da penalty. Passano i minuti e l'Inter inizia ad avanzare il proprio baricentro, ma il brivido maggiore lo provano i tifosi nerazzurri al 28' quando Handanovic si supera sul destro di Matos, servito alla perfezione da Letizia, prima di scoprire che il brasiliano era in realtà in posizione di fuorigioco. Non passano tre minuti che l'Inter passa in vantaggio: lancio non irresistibile dalla metà campo di Guarin, Letizia si addormenta e si lascia scavalcare dalla sfera che finisce sul sinistro di Jovetic liberissimo di calciare: il pallone del montenegrino impatta su Brkic in uscita bassa ma oltrepassa l'ex Udinese e Jo-Jo in avanzamento non deve far altro che spingere in rete il gol dell'1 a 0. Al minuto 42' arriva l'occasione più clamorosa del primo tempo del Carpi: splendido tacco di uno scatenato Matos a liberare Wilczek che va al tiro di sinistro ma non angola abbastanza e facilita l'intervento di Handanovic. In pieno recupero il Carpi potrebbe agganciare il pareggio ma Fedele dopo l'ennesima serpentina di Matos sulla destra calcia alto, sopra la traversa, prima dell'ingresso negli spogliatoi per l'intervallo. Nella ripresa parte meglio l'Inter: il tiro al volo di Brozovic al 47' e la conclusione a incrociare di Palacio al 51' illudono il popolo nerazzurro che la strada sia in discesa, ma il Carpi non ha alcuna voglia di mollare, e dopo una fase centrale in cui costringe l'Inter a ripiegare, Castori modifica l'andamento del match con 3 cambi. Dal 66' al 79' Wilczek, Wallace e Fedele lasciano il posto a Lasagna, Di Gaudio e Lazzari: trascorrono 2 minuti dall'ultimo cambio e dal cross di Letizia deviato da Lasagna sortisce il gol del pareggio di Di Gaudio che fa impazzire il pubblico biancorosso. Quando mancano meno di 10' al termine i padroni di casa credono nell'impresa, Di Gaudio è a tratti incontenibile, e Miranda per impedirgli di battere a rete davanti ad Handanovic è costretto ad abbatterlo all'85', ma Massa lo grazia con il giallo. Dopo l'ennesima occasione sprecata da Palacio all'88' su suggerimento del neo-entrato Hernanes, Guarin accende la luce, accelera, frena e manda a sedere Gabriel Silva, che in scivolata combina la frittata atterrando il colombiano. Al minuto 89 è Jovetic ad incaricarsi della battuta del calcio di rigore assegnato giustamente da Massa, e a spiazzare freddamente Brkic. L'Inter vince ancora e si conferma prima in classifica a punteggio pieno, il Carpi rimanda l'emozione dei primi punti in Serie A. (Dario D'Angelo)

Netta vittoria del Genoa che sconfigge l'Hellas Verona nel debutto casalingo al Ferraris. Apre le danze Pavoletti, chiude il match Gakpè con un bel gol di testa.  La formazione di casa parte bene, mostrando aggressività e intraprendenza. Il Verona però è ben disposto in campo e non si fa sorprendere. Il primo vero sussulto della gara è firmato da Ntcham, il cui tiro violento obbliga Rafael alla respinta coi pugni. I veneti provano a rispondere in contropiede ma Toni e compagni faticano ad impensierire Lamanna. Il Genoa macina gioco ma non punge, nemmeno con la rasoiata dalla distanza di Tino Costa. Prima dell'intervallo ci prova Toni in girata ma la palla rotola sul fondo. Nella ripresa il copione della gara non cambia, con il grifone che gestisce il possesso palla ma il gol non arriva. Così mister Gasperini manda in campo Pavoletti che sblocca il punteggio dopo pochi minuti con un diagonale ravvicinato. Il Verona perde fiducia ma si rende pericoloso con Souprayen: decisivo l'intervento di Lamanna. I liguri rispondono con una iniziativa del solito Ntcham, il cui tiro questa volta è troppo centrale. Il Genoa perde De Maio e il suo eroe Pavoletti per infortunio ma Gakpè mette nel ghiaccio la vittoria infilando in rete un cross al bacio di Rincon. L'Hellas ci prova nel finale con un colpo di testa di Pazzini ma la traversa gli nega la goia del gol. (Jacopo D'Antuono)

Clamoroso al Bentegodi: il Chievo, autore di una prova maiuscola, batte la Lazio 4 a 0. La formazione di Maran resta così meritatamente a punteggio pieno dopo le prime 2 giornate di campionato, mentre la squadra di Pioli, stasera troppo brutta per essere quella che lo scorso anno giocò il miglior calcio della Serie A, rimane ferma a 3 punti. Dopo la fiammata iniziale dei biancocelesti nei primi minuti, con Keita prima e Candreva poi che vanno vicini al gol, salgono in cattedra i padroni di casa che passano in vantaggio al dodicesimo con Meggiorini, approfittando di un'ingenuità della difesa biancoceleste e di una fortunosa deviazione di Gentiletti che dà al pallone che mette fuori causa Berisha. Gli ospiti accusano il colpo e alla mezz'ora arriva il raddoppio del Chievo con un'azione pirotecnica firmata da Birsa, Meggiorini (uomo assist) e Paloschi, che di testa insacca il pallone in porta. Poco prima dell'intervallo, è lo stesso Birsa a chiudere la contesa siglando il terzo gol su punizione: il pallone finisce proprio sotto l'incrocio dei pali. Nella ripresa la musica non cambia, Pioli fa uscire Basta, Lulic e Candreva per lasciare spazio a Patric, Morrison e Felipe Anderson, ma è il Chievo ad andare in rete per la quarta volta, sempre con Paloschi. La Lazio, però, è anche sfortunata, visto che Parolo colpisce il palo e Bizzarri fa un paio di interventi prodigiosi. Finisce dunque 4 a 0 per i padroni di casa, per la Lazio è la seconda sconfitta umiliante nel giro di 5 giorni. (Stefano Belli)

Sale in orbita il Toro, rientra invece dai voli altissimi di luglio e agosto la Fiorentina: fosse questione di traiettorie, si potrebbe riassumere il tutto così... Nella serata che consegna ai granata un piccolo record, il +6 sui rivali della Juve in classifica, l'Olimpico applaude il 3-1 dei propri beniamini sulla Viola di Paulo Sousa, che dura appena 20 minuti e poi si fa travolgere dagli avversari. Il gol di Marcos Alonso, seguito da un'esultanza da torero quantomeno azzardata visto il contesto (...), è il giusto coronamento di una prima metà di frazione dominata dagli ospiti ma che si trasforma poi in una lunga "melina" priva di significato. Perchè il Torino, dopo qualche graffio in zona Tatarusanu, spezza in due il secondo tempo con due gol in meno di due minuti: Moretti in acrobazia, sugli sviluppi di corner, poi Quagliarella, servito in profondità da Bruno Peres, autografano il sorprasso. Il destro di Baselli, che scherza con Borja Valero prima si sparare all'incrocio, è il punto esclamativo e fa partire i titoli di coda. L'esultanza rabbiosa di Ventura, poi, è lo specchio del carattere di un gruppo che, senza montarsi la testa e continuando a credere nel progetto granata, può portare ad una nuova avventura dal sapore europeo. (Luca Brivio)

Il Napoli sblocca la partita all'inizio del primo tempo, palla dentro di Insigne per Higuain che supera il portiere avversario. Alla fine della prima frazione il raddoppio porta ancora la firma del Pipita servito dentro da Allan. Nella ripresa riapre la gara il gol di Eder su rigore, se l'era procurato Fernando per fallo di Raul Albiol. Un minuto più tardi sempre Eder con una finta si libera in area di rigore e pareggia. (Matteo Lupatelli)

Seconda giornata di Serie A e seconda vittoria con il minimo scarto per il Palermo di Giuseppe Iachini, che ha inflitto all'Udinese la sconfitta nell'esordio di campionato al nuovo Stadio Friuli. Decide il gol di Luca Rigoni su assist di Franco Vazquez, da segnalare nella ripresa anche l'espulsione del difensore rosanero Struna (somma di ammonizioni).

L'Atalanta batte nettamente il Frosinone ed incamera i primi tre punti del suo campionato, lasciando i neopromossi Ciociari sul fondo ancora a quota 0. Un gol per tempo: nel primo segna Guglielmo Stendardo con un tocco ravvicinato in seguito a calcio d'angolo, nel secondo punisce Papu Gomez con una sassata mancina da fuori area. Grande protagonista il portiere del Frosinone Leali, che ha parato un calcio di rigore di Mauricio Pinilla al 9' minuto. L'arbitro Celi ha estratto cinque cartellini gialli mentre entrambi gli allenatori hanno effettuato le tre sostituzioni a disposizione. Adesso pausa per il campionato: al rientro (domenica 13 settembre) l'Atalanta sarà di scena a Reggio Emilia contro il Sassuolo, il Frosinone in casa con la Roma. (Carlo Necchi

La Roma ha sconfitto 2 a 1 la Juventus allo Stadio Olimpico e sale a 4 punti in classifica. Juventus deludente per gran parte del match, la reazione finale non è sufficiente per ottenere il primo punto stagionale. Dominio dei giallorossi nel primo tempo: al 1' i giallorossi protestano per un fallo in area di Mandzukic in area su Florenzi. Roma costantemente nell'area bianconera, vicina al gol con Iago (8'), Florenzi (11') e vicinissima al gol al 24' con Pjanic, che colpisce un palo clamoroso con un tiro dal limite dell'area. Nel secondo tempo la Juventus pressa con maggiore convinzione e si rende pericolosa per la prima volta al 50' con Caceres, che calcia di controbalzo sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Al 62' la Roma passa in vantaggio grazie ad un calcio di punizione dal limite di Pjanic, che scavalca la barriera e batte Buffon, immobile nell'occasione. Al 65' la Juventus protesta per un fallo di mano al limite dell'area di De Rossi, che viene graziato da Rizzoli qualche minuto dopo, evitando il secondo cartellino giallo. Al 71' Pogba, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, sfiora il gol con un colpo di testa ma nell'azione successiva è Nainggolan a sfiorare il gol, con un gran tiro dalla distanza, messo in angolo da Buffon. Dopo pochi minuti i bianconeri restano in 10, a causa dell'espulsione di Evra, che si merita il secondo cartellino giallo per un fallo sul subentrato Iturbe. Nell'azione successiva, al 79', palombella fortunata nell'area juventina, favorita dall'instancabile Iago Falque, ben sfruttata da Dzeko che prende posizione al centro dell'area e batte Buffon di testa, da distanza ravvicinata. Dopo il raddoppio la Juventus reagisce con veemenza, nonostante l'inferiorità numerica, e trova il gol con Dybala che all'87' si fa trovare smarcato al centro dell'area, servito da Pereyra, che sfrutta un'ingenuità di Keita, autore di una prestazione sontuosa sino a quel momento. Nel finale arrembaggio della Juventus e al 94' Szcsesny compie un miracolo su colpo di testa di Bonucci, salvando il risultato.

Il Milan fatica e soffre nel debutto casalingo contro l'Empoli ma riesce comunque a portare a casa tre punti pesantissimi, che riscattano lo scivolone della prima giornata contro la Fiorentina. Nella prima parte del match è la formazione di Mihajlovic a fare la partita con i toscani restano chiusi nella propria metà campo sulla difensiva. Dopo un paio di occasioni sterili per parte, ecco il primo squillo della gara: Luiz Adriano confeziona un assist al bacio per Bacca che resiste alle marcature dei difensori avversari e trafigge Skorupski superandolo abilmente. Nel giro di quattro minuti si concretizza la reazione dell'Empoli con Saponara che si presenta in area su splendida giocata di tacco di Maccarone e fredda Lopez sul primo palo. I toscani prendono coraggio e il Milan rischia la beffa soprattutto in contropiede. Nel finale di frazione è Pucciarelli a sfiorare il gol con un tiro insidioso che termina fuori di pochissimo. Nella ripresa l'Empoli parte meglio e il pubblico di San Siro inizia a rumoreggiare. Mihajlovic manda in campo Bonaventura ma è ancora la squadra di Giampaolo a rendersi pericolosa con Pucciarelli che si divora il vantaggio a tu per tu con Lopez. Il Milan si fa vivo con Luiz Adriano che manca il pallone a pochi passi da Skorupski. ll brasilano si fa perdonare al sessantanovesimo quando insacca di testa il corner di Bonaventura che vale il 2-1 finale per i rossoneri. Gli utlimi minuti di gioco scivolano via a ritmi bassi, senza regalare ulteriori sussulti.

Termina 1-0 per gli ospiti il primo anticipo della seconda giornata di campionato. A decidere Bologna-Sassuolo è un gol di Antonio Floro Flores entrato al minuto 62 al posto di Matteo Politano che aveva comunque ben figurato; a quattro minuti dal termine l'attaccante infila Mirante e regala la vittoria esterna al Sassuolo. I neroverdi sono in testa al campionato con 6 punti in due partite, e attendono i risultati delle altre con tutta calma. Già in emergenza il Bologna: i felsinei di Delio Rossi non solo perdono il derby d'Emilia ma dopo due turni di campionato si ritrovano in fondo al gruppo con ancora zero punti. La sosta sarà utile a Delio Rossi per rivedere qualcuna delle sue idee e lavorare sul gruppo in vista del ritorno in campo (che avverrà a Marassi contro la Sampdoria).