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Vuelta 2015 / Video highlights 13a tappa Calatayud-Tarazona: vittoria di Nelson Oliveira, Fabio Aru maglia rossa!

Video Vuelta 2015, highlights tredicesima tappa Calatayud-Tarazona: la vittoria di Nelson Oliveira in solitaria precedendo gli altri fuggitivi, Fabio Aru sempre maglia rossa (4 settembre)

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Della Vuelta 2015: era una giornata perfetta per le fughe con una parte centrale caratterizzata dall’ascesa dell’Alto de Beratón, massiccia montagna che limita la regione di Zaragoza. Fuga è stata e ha vinto il portoghese Nelson Oliveira della Lampre-Merida, che ha preceduto di un minuto gli altri attaccanti. Sempre in maglia rossa il sardo Fabio Aru. Tappa che inizia con il gruppo compatto, le squadre maggiori non s’impegnano più di tanto anche perché la frazione odierna non dovrebbe incidere sulla classifica generale, e i corridori più in vista non vogliono sprecare energia in vista di tre frazioni molto dure. Lo scollinamento sul primo gran premio della montagna (quello di 3 categoria sul Alto Collado de Oseja) vede il gruppo di corridori compatto e nella discesa susseguente poche sono le emozioni a cui assistono gli spettatori.

Sul gran premio della montagna più duro, si assiste alla fuga di un nutrito gruppo di atleti, ben 24 uomini di squadre diverse, essi riescono a ritagliarsi un buon margine e sul traguardo del GPM (che viene tagliato per primo da Ruben Plaza) il loro vantaggio è abbondantemente superiore ai 3 minuti. La discesa del Beraton amplifica tale vantaggio, soprattutto perché il gruppo non vuole rischiare nulla e la discesa è veramente impegnativa. A 64 chilometri dall’arrivo il vantaggio dei 24 sale a quasi cinque minuti, e sono in molti a credere che anche quest’oggi si assisterà alla vittoria di un atleta partito da molto lontano. Ultima salita odierna che vede l’Astana, nel gruppo principale a controllare, il loro intento è sicuramente quello di non fare fuggire eventuali avversari diretti della maglia rossa, la decisione è suffragata anche perché tra i fuggitivi il migliore in classifica generale è l’italiano Brambilla 24° a oltre 6 minuti e quaranta secondi dalla vetta. In mezzo alla salita si assiste a un tentativo di fuga da parte di Nelson Oliveira e Sylvain Chavanel, l’azione è immediatamente stoppata ma fa si che l’accordo che sembrava resistere fin dai primi chilometri di fuga salti. Nella discesa finale si assiste a molti scatti solitari, saltato ogni tipo di accordo i fuggitivi provano a sorprendere gli altri atleti in fuga, e cosi facendo avvantaggiarsi nell’avvicinamento all’arrivo. Intanto nel gruppo l’Astana torna a tirare, gli uomini della squadra Kazaka non vogliono rischiare eventuali sorprese da parte dei corridori posti meglio in classifica. A metà della discesa scatta nuovamente Olivera, la sua innata capacità in discesa lo porta a guadagnare circa quaranta secondi sugli altri fuggitivi. A dieci chilometri dall’arrivo il vantaggio di Olivera aumenta e arriva a oltre un minuto dagli altri fuggitivi e ad oltre cinque minuti sul gruppo dei migliori. Cinque chilometri all’arrivo e Olivera che continua a tenere un ottima pedalata, la sua azione sembrerebbe aver avuto il timing giusto, e mentre le dinamiche di gruppo frenano l’inseguimento del fuggitivo, il portoghese continua a macinare chilometri. Ultimo chilometro con Olivera che ha l’unico avversario nel forte vento laterale che lo rallenta un po’, ma che giunge con un considerevole vantaggio (oltre il minuti) sui primi inseguitori. Secondo Simon, terzo Roche. I migliori arrivano con oltre 4 minuti di svantaggio, in formazione compatta e che vede al suo interno tutti i leader delle classifiche. In classifica generale ottimo l’ingresso dell’italiano Gianluca Brambilla della Etixx–Quick Step nella top ten, il corridore di Bellano in virtù degli oltre 3 minuti guadagnati con la fuga di oggi, si ritrova a 2'51" dalla vetta della classifica. Il vincitore manifesta la sua immensa gioia per essere riuscito ad arrivare al traguardo e aver messo in carniere l’ennesima grande vittoria della sua carriera. Le sue prime parole sono per i compagni di squadra che erano nelle immediate retrovie, capaci di stoppare qualsiasi possibilità di voltata finale. Anche Fabio Aru dimostra soddisfazione per aver ancora la maglia rossa sulle spalle, il sardo aveva la paura che durante l’ascesa centrale qualche suo avversario diretto avrebbe potuto sorprenderlo, per questo ha chiesto ai suoi compagni di controllare il gruppo, ed è per questo che i ringraziamenti alla sua squadra si sprecano. Roche del team Sky che era entrato nella fuga dall’inizio, pone l’accento come non abbia potuto combattere per la vittoria finale, il suo fisico però era debilitato dai tanti giorni di corsa, e per lui è stato una vittoria tagliare il traguardo finale in terza posizione.